Di liste di lettura portate miracolosamente a termine| I libri che ho letto durante l’estate

L’estate è ufficialmente finita. Non so voi, ma per me l’ultima settimana di agosto è stata come l’ultima ora dell’ultimo giorno di scuola, un’attesa estenuante verso il suo della campanella che avrebbe significato una sola cosa: libertà (se siete amanti della stagione infernale queste righe potrebbero nuocere gravemente alla vostra salute).

Non sono qui per parlarvi della beltà della stagione che ci prepariamo a vivere, sua maestà l’autunno, piuttosto volevo rendevi partecipe dei librini che mi hanno fatto compagnia nei mesi appena trascorsi. Verso l’inizio di giugno ho buttato quasi senza pensare una lista di lettura, cosa fatta per la prima volta in vita mia, visto che mi piace scegliere i libri da leggere in base all’umore del momento. Siccome avevo accumulato un po’ di novità e siccome utilizzo la pausa editoriale per leggere qualche libro che dico sempre di voler recuperare, mettere tutto nero su bianco era l’unica cosa che potevo fare e signori, questa mattina sono qui per comunicarvi che di quella lista ho letto praticamente tutto (o quasi, ma sul quasi ci torniamo dopo).

Nella vita avrò combinato poco e niente, ma la soddisfazione di spuntare lettura dopo lettura e arrivare alla consapevolezza di aver portato tutto (o quasi tutto) a termine dove la mettiamo? Sarà che sarò stata colpita dalla positività che ha colpito il popolo italico, sarà che per qualche strano allineamento astrale tutte le forze erano con me, sarà quel che sarà…

Sproloqui a parte, che cosa ho letto in questi mesi?

Il primo grande recupero è stato Zerocalcare. All’inizio dell’anno mi sono imposta di recuperare tutto ciò che ha scritto, anzi disegnato, e dopo Macerie prime e Macerie prime, sei mesi dopo, è stata la volta di Scheletri, La profezia dell’armadillo e La scuola delle pizze in faccia del professor Calcare.

Tra le letture di giugno e luglio ci sono state delle novità editoriali di cui già ho avuto modo di parlarvi; il libro di Jami Attenberg Tutto questo potrebbe essere tuo, Le vite nascoste dei colori di Laura Imai Messina, Una sirena a settembre di Maurizio de Giovanni, Alfredino, laggiù di Enrico Ianniello, Quando il mondo era giovane di Carmen Korn, Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia (e qui aggiungo anche Solo per vederti felice, letto nell’ultima settimana di agosto e che mi ha fatto luccicare più volte gli occhi) e Andarsene di Rodrigo Hasbun.

Per la categoria libri che rimandavo da tanto tempo e alla fine finalmente ho recuperato troviamo Eshkol Nevo Tre piani (che per me è un grande, grandissimo mah), Oregon Hill di Howard Owen (che invece è un grandissimo sì), Il colore viola di Alice Walker (che ahimè che delusione, signora mia) Il weekend di Charlotte Wood (perché di questo libro spettacolare si parla così poco?), Falsa partenza di Marion Messina (che per me ha avuto lo stesso impatto emotivo di Persone normali di Sally Rooney) e Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda (libro da leggere senza se e senza ma).

Per la categoria libri letti per puro caso e che mi sono piaciuti tantissimo ci sono Love after love di Ingrid Persaud (che al momento è nella lista dei libri più belli di questo 2021), Un bel quartiere di Therese Anne Fowler (anche qui siamo tra i libri belli, bellissimi), Ritorno a Whistle Stop di Fannie Flagg (in questo caso dopo aver amato il precedente anni fa non potevo non leggere questo che è una sorta di seguito), Un semplice caso di infedeltà di Jacqueline Winspear (che mi ha ricordato un po’ i libri di Jessica Fellowes per svolgimento e ambientazione) e È quello che ti meriti di Barbara Frandino.

Veniamo adesso alla saga familiare che mi ha fatto compagnia ad agosto e cioè la famiglia Florio. Sono un’appassionata di saghe familiari e quindi se in un libro si narra la storia di una famiglia in un arco temporale abbastanza lungo ci metto poco a decidere di leggerlo, cosa questa non successa con i libri di Stefania Auci. Avevo una sorta di repulsione dei confronti di questo libro che ha stregato tantissimi lettori e, infatti, ci sono arrivata a distanza di tempo e per fortuna mi sono ricreduta, almeno in parte, perché se da un lato ho amato tantissimo il primo capitolo della saga, I leoni di Sicilia, lo stesso non posso dire di aver fatto con il seguito, L’inverno dei leoni, lettura che ho portato a termine per un senso di dovere che non mi appartiene.

Prima di congedarvi miei cari lettori, come ho detto in apertura ho portato a termine la mia lista di libri da leggere. Per chi si ricorderà ho ribadito più volte quasi, perché come ben saprete ad agosto scelgo un classico da leggere. Quest’anno la mia scelta è ricaduta su Il conte di Montecristo, un tomettino di mille e passa pagine. Ebbene, dopo un inizio folgorante, il tomo (che in realtà è la versione digitale) è tornato sulla pila dei libri da leggere chissà quando.  

Estate libri| Per i malati di gadget tutte le promo librose del momento

Si sa che noi lettori non abbiamo bisogno di incentivi per acquistare libri, anzi, per noi ogni scusa è buona per una capatina in libreria per comprare qualcosina: niente di più ci rende felici di regalarci, o farci regalare, un libro.

L’estate, complice il maggior tempo a disposizione per le ferie o per le pause studio, le case editrici sono lì a complottare contro i nostri poveri portafogli mettendo su campagne acquisto a cui è difficile resistere: sconti su sconti e tanti, tantissimi gadget in allegato agli acquisti.

In questo mare magnum di offerte non potevo che venire in vostro soccorso, quindi se il vostro conto piange miseria chiudete immediatamente questa pagina, perché non voglio ritenermi responsabile di niente; per tutti gli altri mettetevi comodi e come sempre prendete appunti.

ZAINI E SHOPPER

Partiamo dalla mia casa editrice del cuore (Franci, ma quanto sei prevedibile): dal 9 luglio al 22 agosto con due libri Einaudi vi portate a casa uno zaino (nero o beige i colori disponibili). Per chi non sa cosa acquistare vi rimando a due vecchi post che trovate sul blog che sono sempre validi, perché i consigli non scadono mai: uno dedicato esclusivamente agli Stile Libero e uno a tutti gli Struzzi. Spostandoci in casa Feltrinelli con un minimo di spesa di 35 euro c’è in omaggio una splendida cover book, un modo creativo per proteggere i libri che decidiamo di portare in spiaggia e non solo: qui una guida all’acquisto se ancora siete indecisi su cosa acquistare.

Adelphi dal 15 luglio al 15 agosto con l’acquisto di due titoli del loro catalogo regala ai propri lettori una shopper con i disegni di Tullio Pericoli: di questa borsa ci sono ben quattro versioni (e qui trovate i miei Adelphi imperdibili).

Sempre in tema borse, con l’acquisto di due libri della collana Elefanti di Garzanti riceverete in omaggio una borsa termica con la scritta Io Leggo, offerta valida fino all’8 agosto, mentre acquistando un titolo Blackie Edizioni portate a casa una shopper: questa è valida fino all’11 luglio quindi fate ambress!

Sempre di zainetto si tratta, ma dedicato ai più piccoli, quello della casa editrice Il Castoro che fino al 27 luglio omaggia i suoi lettori con uno zainetto colorato della serie Il manuale delle 50 avventure con l’acquisto di due titoli, mentre con una guida Marco Polo fino al 31 agosto vi portate a casa una sacca.

TACCUINI

Per chi come me ha come seconda passione la cartoleria, non può perdersi il taccuino in omaggio che si riceve acquistando un titolo Iperborea fino al 31 luglio, quello di Edizioni E/O che si ottiene con l’acquisto di due titoli della collana Le Cicogne (in questo caso la promo andrà avanti fino ad esaurimento scorte) e quello in omaggio con due libri SUR, sempre fino al 31 luglio; in questo caso si tratta di un vero e proprio diario di lettura, inutile dire che è imperdibile.

SCONTI

Estate significa anche sconti, e al momento le case editrici che hanno messo il loro catalogo scontato del 20% sono le seguenti:

  • Bompiani fino al 1° agosto,
  • Voland dal 1° luglio fino al 3 agosto,
  • la collana BEAT dal 8 luglio al 7 agosto
  • TEA fino all’8 agosto,
  • Raffaello Cortina Editore fino al 23 luglio,
  • Il Battello a Vapore fino al 18 luglio,
  • Ape Junior e Nord-Sud (case editrici dedicate ai più piccoli) fino al 1 agosto,
  • Voland fino al 31 luglio (promozione è valida solo sui prodotti venduti e spediti direttamente da IBS di cui sono escluse le novità degli ultimi sei mesi)

Le seguenti case editrici, invece, vi permettono di portarvi due titoli del loro catalogo a 9,90: Feltrinelli, Marsilio, SEM e Sonzogno nella veste universale economica. A questi si aggiungono Gribaudo, Newton Compton e TEA.

GIOCHI

Passiamo in casa Salani che fino al 31 luglio con l’acquisto di due libri per ragazzi regala il gioco della dama in una scatola di latta portatile e resistente, con pedine magnetiche.

Giunti Kids invece si dedica ai più piccoli e con un acquisto minimo di almeno dieci euro regala un kit da spiaggia fino al 17 luglio.

Pride Month| Dai moti di Stonewall a quattro letture tema pride

Giugno è il mese del Pride, il mese in cui si celebra l’orgoglio di appartenere alla comunità LGBTQIA+ e l’amore in tutte le sue forme. Per capire perché sia stato scelto questo mese bisogna fare un passo indietro nel tempo e precisamente nel 1969. Tra la notte del 27 e la notte del 28 giugno in un bar del Greenwich Village, un quartiere di Manhattan, si consuma l’ennesima retata da parte della polizia nei confronti di un gruppo di omosessuali.

Facciamo un ulteriore passo indietro per comprendere meglio il periodo storico. Tra gli anni cinquanta e i primi anni sessanta, episodi come quello sopra citato erano consuetudine. C’è stato un periodo in cui durante queste retate la polizia registrava l’identità sessuale dei presenti e spesso questi nomi venivano pubblicati dai giornali. Se due ragazzi si tenevano per mano, si baciavano o semplicemente indossavano abiti appariscenti, potevano essere arrestati dalla polizia con l’accusa di indecenza.

Ciò che successe quella notte che è passata alla storia non è molto chiaro, perché le versioni differiscono un leggermente. Quello che è certo è che la polizia verso l’una e venti di notte fece irruzione nello Stonewall Inn, uno dei bar gay più famosi della città e vero e proprio ritrovo per la comunità e dopo che Sylvia Rivera lanciò una bottiglia contro un poliziotto che l’aveva manganellata la folla si ribellò. I numeri di quella notte parlano di duemila persone in strada, quattrocento poliziotti, tredici arresti e quattro uomini delle forze dell’ordine feriti.

Quella notte segnò il cambio di rotta e l’inizio del cammino verso i diritti.

Celebrare il Pride è importante e fondamentale proprio per non dimenticare chi in passato ha lottato per i diritti di tutti oggi. La rabbia e la ribellione delle persone ha fatto sì che si accendesse la luce su un problema serio, quello dei diritti delle minoranze, che ancora oggi ha bisogno di eco.

LETTURE TEMA PRIDE

Il primo che passa è l’esordio di Gianluca Nativo (Mondadori) in cui l’autore racconta la ricerca dell’identità sessuale, l’accettazione di questa e soprattutto cosa significa crescere in alcuni contesti dove la diversità non viene minimamente tollerata. Pierpaolo è un ragazzo nato e cresciuto in un quartiere periferico di Napoli in una famiglia benestante. Quando il padre viene arrestato e messo poi agli arresti domiciliari la sua vita subisce una battuta d’arresto e decide di provare ad andare oltre. Decide di farsi trasportare dai suoi istinti che lo portano verso altri ragazzi e inizia così per lui la scoperta del sesso, prima, e dell’amore, poi.

Signorina di Chiara Sfregola (Fandango). Un libro sul matrimonio, se vogliamo farla breve, un libro su cosa sia diventato il matrimonio oggi e cosa significa per due donne celebrare quell’istituzione tanto legata al patriarcato, se vogliamo dire qualcosa in più. Chiara, che si definisce una donna, una lesbica una femminista e una moglie, racconta la sua esperienza del matrimonio e cosa è stato, storicamente, il matrimonio e cosa sta diventando oggi.

Ragazza, donna, altro di Berdardine Evaristo (SUR) è un affresco di dodici racconti con protagoniste le donne. Sono donne etero e donne gay, donne bianche e donne nere. Dodici protagoniste di provenienza diversa le cui storie si intrecciano dando vita a un mosaico di storie appassionanti.

Il blu è un colore caldo di Julie Maroh (Rizzoli) è una grapich novel. Clementine è una ragazza di quindici anni che in un pomeriggio come tanti altri scorge tra la folla quella che sarà la fonte della sua dannazione. Una testa dai capelli blu e dagli occhi dello stesso colore che diventerà il centro dei suoi pensieri e che scatenerà la rabbia, perché quei capelli blu appartengono ad Emma e Clementine non si sente pronta a vivere alla luce del sole la sua omosessualità.

Il 2020 in libri | Classifica dei migliori dell’anno

Siamo arrivati a quella parte dell’anno che grida da ogni angolo: CLASSIFICA.

Non c’è niente di più bello per me che compilare la lista dei migliori libri che mi hanno accompagnato in questo pazzo, folle, assurdo e drammatico 2020 che vorrei cancellare per sempre da ogni ricordo. Dirò una cosa molto banale (per me no, per gli altri boh), ma quest’anno i libri mi hanno aiutato tantissimo. Nella prima parte dell’anno caratterizzata dall’incertezza e dalla paura del lockdown, per quanto la mia mente non fosse libera dall’ansia e dalle mille preoccupazioni, i libri sono stati i miei fedeli compagni, gli unici momenti di evasione che mi erano permessi. Non avevo la concentrazione che ho di solito e di questo mi sono lamentata molto, così come non sempre c’erano giornate in cui riuscivo a leggere, ma quando questo capitava, il solo sapere di avere una storia che mi stata aspettando mi faceva stare meglio. Quando mi chiedono «come fai a leggere tanto?» vorrei rispondere «come fai a non leggere affatto?», perché non c’è niente di più salvifico di un libro, non c’è niente di più bello di una storia, non c’è niente di più potente della lettura.

Il momento chiacchiericcio è terminato, tranquilli, andiamo subito avanti.

Il 2020 è stato ottimo da punto di vista della lettura (solo per quello a dire il vero), ho letto di più, ho avuto modo di recuperare alcuni autori, di portare a termine il mio programmino di scoperta della letteratura sud americana (SUR, grazie), di leggere qualche altro pilastro della letteratura russa (ciao, Delitto e Castigo, anche quest’anno non sto parlando di te) e ovviamente di stare quanto più possibile al passo con le novità.

Classifica? È ora.

  • Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli (Mondadori) & La città dei vivi di Nicola Lagioia (Einaudi)
  • Malinverno di Domenico Dara (Feltrinelli)
  • Mai stati così felici di Claire Lombardo (Bompiani)
  • La casa sull’argine di Daniela Raimondi (Nord)
  • Il ritratto di Ilaria Berdardini (Mondadori)
  • Bordo sud di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi)
  • La strada di casa di Kent Haruf (NN Editore)
  • Gli anni invisibili di Rodrigo Hasbun (SUR)
  • Aria di novità di Carmen Korn (Fazi Editore)

Il primo posto è giustamente occupato da non uno, ma due libri e il motivo è presto detto. Quando ho letto Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli ho subito pensato di trovarmi di fronte a un libro eccezionale come pochi. Per mesi e mesi ho detto che per me la classifica si poteva già chiudere e che quello era il miglior libro del 2020. Quando poi ho letto il libro di Nicola Lagioia La città dei vivi mi sono dovuta ricredere, perché nessuno mi aveva preso in quel modo, nessuno mi aveva ossessionato così: il primo posto ha abbastanza spazio da poter accogliere entrambi.

Malinverno di Domenico Dara è il libro che tutti i lettori ameranno, perché parla il linguaggio di noi dipendenti dalle storie. Per la serie saghe famigliari che tanto amo Mai stati così felici, La casa sull’argine e Aria di novità (che giunge al termine) sono quelle che ho maggiormente amato. Il ritorno inatteso di Donatella Di Pietrantonio con Borgo Sud non poteva non figurare tra le migliori letture di quest’anno mentre Il ritratto di Ilaria Bernardini è stata una vera e propria piacevole scoperta.

Arriviamo al capitolo Kent Haruf. Qualche anno fa ho letto Benedizione ed ero tornata ad Holt con Le nostre anime di notte. Per motivi a me ignoti ho sempre rimandato la lettura degli altri libri almeno fino a questo agosto quando complice la noia mortale che mi affliggeva e la presenza degli altri libri sul mio Kindle mi sono decisa ad iniziare. Grazie, Kent, non piangevo così da non so quanto tempo. Crepuscolo prima e Canto della Pianura poi, mi hanno devastata e come se non bastasse La strada di casa mi ha dato il colpo finale. In tutto ciò avrei ancora Vincoli che attenderà un bel po’ prima di essere letto, perché non mi piace sapere che dopo quello non avrò più niente di Kent Haruf da leggere.

Come accennavo sopra, quest’anno ho deciso di approfondire meglio la letteratura sud americana cosa che sono riuscita a fare grazie alla Sur che considero una vera e propria scoperta. Rodrigo Hasbun, Vera Giaconi, Carlos Manuel Álvarez, Silvina Ocampo, Adolfo Bioy Casares e Samanta Schweblin sono stati gli autori che mi hanno fatto viaggiare da un Paese all’altro dell’America Latina: la promessa per il 2021 è quella di non fermarmi.

Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà| No, luglio, finisci in fretta!

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Ebbene sì, lo ammetto, ero già entrata in modalità «chiuso per ferie» con gli appuntamenti rimandati tutti a settembre. Non so voi, ma questo caldo mi toglie le energie per fare tutto, fa talmente caldo che mi si sciolgono anche i pensieri. L’unica cosa che mi fa stare meglio, oltre a controllare la voce «temporali in arrivo» ogni dieci minuti su Google, sono i miei amabili libri e le serie TV (al momento sono in periodo re-watch, niente di nuovo sul fronte occidentale, o almeno niente che meriti di essere riportato qui). Prometto di rubarvi pochissimo tempo, perché come dicevo qualche riga più su, fa caldo e se come me non siete a sollazzarvi su qualche spiaggia non avete certo voglia di leggere i miei deliri, meglio starsene sotto un condizionatore sparato a palla.

Nelle ultime settimane, anzi negli ultimi giorni, a farmi compagnia sono stati questi quattro libri tutti editi dalla Sur, casa editrice che ahimè conoscevo poco. I libri da loro pubblicati sono stati un segno del destino, perché era mia intenzione ampliare la mia conoscenza sulla letteratura sud-americana, altra mia grande pecca e nel loro catalogo c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sono letture veloci, ma con un carico di emozioni potente e variegato. In «Cadere» di Carlos Manuel Alvarez i componenti di una famiglia si alternano nel raccontare la loro storia. C’è una madre e la sua malattia che ha scombussolato gli equilibri di tutti, i figli presi dalla loro vita e dai loro problemi e un padre impegnato a prendersi cura di tutti senza dimenticarsi di se stesso e del suo sogno. «Gli anni invisibili» di Rodrigo Hasbun, che al momento ha scalato la classifica dei libri più belli di questo 2020, due amici si rincontrano in un bar dopo svariati anni; entrambi cercheranno di tornare con i ricordi a quel giorno che gli cambiò la vita. «Persone care» di Vera Giaconi è un bellissimo susseguirsi di dieci racconti, sulla famiglia, sulle relazioni e sui legami interpersonali. Per chiudere «Distanza di sicurezza» di Samanta Schweblin è un dialogo serratissimo tra una madre e un figlio che vi trascinerà come i solo i vortici sanno fare. Inutile dire che ve li consiglio tutti e quattro, credetemi sulla fiducia.

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Di serie TV ne parlo in maniera più dettagliata sul blog della mia cara amica Giuditta, in uno spazio che ha pensato appositamente per me e che si chiama #InSerie. «Fleabag» è una serie che mi ha strappato il cuore e che sento il bisogno di vedere ogni tanto (sempre per la serie che quando soffri vuoi soffrire di più). Non è un caso che la mia prossima maratona sarà quella di «High Fidelity» e che nelle mie ultime serate a farmi compagnia ci sono stati solo ed esclusivamente i film di Pedro Almodovar. Il mio ciclo è iniziato con «Donne sull’orlo di una crisi di nervi» (Pepa e Candela, le amo alla follia), è proseguito con «La mala educacion» e si è concluso con i due pezzi da novanta: «Tutto su mia madre» e «Volver».

Benissimo lettori, penso di aver chiacchierato abbastanza. Spero di avervi fatto pensare poco al caldo e un po’ di più ai libri. Noi ci rileggiamo a settembre: buone vacanze.

GoodBook| Buenos Aires, espérame.

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Uno dei tanti pregi dei libri è la possibilità di poter viaggiare stando comodamente sdraiati sul divano di casa propria. La Barcellona di Zàfon, la Delft raccontata da Tracy Chevalier e tante altre città che ho conosciuto grazie alle pagine dei libri letti, con la speranza un giorno di vederle con i miei occhi.

Mi sono innamorata di Buenos Aires dopo aver letto Dio si è fermato a Buenos Aires scritto a quattro mani da Marco Marsullo e Paolo Piccirillo, uscito per Laterza nell’ottobre del 2014. Prima l’Argentina e la sua capitale erano per me mete come tante, di cui sapevo poco e ignoravo molto. Quando il loro libro mi è capitato tra le mani e ho iniziato a leggerlo ne sono stata completamente rapita e in un attimo con la testa ero tra i barrios di Buenos Aires, magari seduta a un tavolo a bere un mate e a gustare les empanadas.

Buenos Aires me la immagino come una città in costante fermento, ricca di storia e cultura, di artisti e scrittori. Le strade di Buenos Aires ormai sono le mie viscere, scriveva Jorge Luis Borges (probabilmente lo scrittore porteños più conosciuto) ne “Le strade“, uno dei suoi componimenti più belli, una vera e propria dichiarazione d’amore per la sua città (ad essa ha dedicato anche Fervore di Buenos Aires, edito Adelphi).

Buenos Aires e la letteratura, Buenos Aires e i libri, binomi inscindibili. Come scrive Piccirillo, a Buenos Aires c’è la avenida Santa Fè che unisce l’avenida 9 de Julio, il Cerrito e la avenida del Libertador a quello che è il quartiere più grande ed importante della città: Palermo.

Nei pressi del giardino botanico a pochi passi da Plaza Italia, c’è una specie di mercatino permanente che occupa un centinaio di metri del marciapiede al centro della strada […] All’ingresso c’è scritto Feria Del Libro e sull’ala aperta di una bancarella c’è la faccia di Julio Cortazar.

Dopo la prima tappa al mercatino di libri che noi fervidi lettori non possiamo lasciarci sfuggire, proseguiamo verso Plaza de Mayo, luogo rappresentativo della città e simbolo dell’indipendenza dalla Spagna e dove si riuniscono le madri dei desaparecidòs per ricordare i figli uccisi o scomparsi durante la dittatura dal 1976 al 1983. Presente en la plaza la Casa Rosada (sede degli uffici della Presidenza della Repubblica) dove un tempo si affacciava Evita Peron per parlare al suo popolo.

Particolarità negativa di questa piazza è, come scrive Marsullo:

Grate nere alte un paio di metri, sono fissate sull’asfalto a mo’ di gabbia. Alcuni varchi al centro della piazza sono aperti per lasciar passare le persone, ma è chiaro che, in un attimo, la polizia può scegliere di recintare il perimetro per non lasciar passare nessuno e proteggere la Casa Rosada e, più avanti ancora altri edifici del Governo argentino. Spaventoso, a osservarlo. Ancora più terrificante a pensarlo. Pensare che da queste parti la gente venga chiusa in gabbia, tenuta a bada come bestie feroci, addomesticata con la forza e mai con la parola. Spaventoso pensare che il Governo argentino abbia talmente tanto timore delle rappresaglie furiose che l’unico modo per salvarsi la vita, prima che il potere, sia questo. Gabbie. Ferro.

Tornando ad Evita Peron, prossima tappa è il Cimitero della Recoleta, definito tra i più belli al mondo dove Maria Eva Duarte de Peron riposa (vi invito a leggere Santa Evita edito SUR di Tomàs Eloy Martinez, il romanzo più tradotto della storia della letteratura argentina).

Il rapporto politica-Stato è stato un rapporto complicato e sofferente, vista la travagliata storia civile dell’Argentina. L’emblema di tutto ciò è l’ESMA, la Escuela Superior de Mecànica de la Armada, scuola militare argentina, teatro per lungo tempo delle torture di chi veniva imprigionato.

Una volta dentro non si esisteva più, non si era né vivi né morti, si diventava desaparecidòs […] Oggi la ESMA non è più la scuola che era, è un museo della memoria.

E dire che il Presidente della Repubblica Carlos Menem voleva distruggerlo e far erigere un monumento dedicato al popolo argentino che però si oppose fermamente. Non era distruggendo la storia che si mostrava rispetto, anzi, il ricordo di quella parte orribile di passato doveva restare, magari per evitare di ripeterlo (se volete approfondire, vi consiglio il libro di Rodolfo Walsh, Operazione Massacro edito La Nuova Frontiera; Walsh dopo questo libro è entrato nel lungo elenco dei desaparecidòs).

Autori che nei propri libri provarono ad accennare alle torture vennero censurati e di conseguenza costretti a lasciare il proprio Paese. Uno degli esempi è quello di Manuel Puig. Il suo The Buenos Aires Affair del 1973 nonostante la ristampa immediata che significava ottimo apprezzamento da parte dei lettori, venne prima redatto togliendo le parti censurate, poi ritirato e mandato direttamente al macero. Dopo varie minacce Puig decise di lasciare l’Argentina e per anni fu un autore vietato che decise di non rimettere piede in terra natia neanche dopo la fine del regime. Di Manuel Puig consiglio vivamente il suo bellissimo e struggente Scende la notte tropicale, Sellerio.

Per alleggerire un po’ il nostro percorso, altra tappa, per amanti del calcio e non, è lo stadio de La Bombonera.

La Bombonera è un’esperienza di odori e immaginazione. In questo stadio, Diego Armando Maradona, è stato contemporaneamente tifoso e calciatore. Condottiero e falange oplitica. Padrone e schiavo di se stesso. Perché l’anno in cui Maradona giocò con Boca Juniors da queste parti se lo ricordano bene, e mentre cammini tra gli spalti, negli spogliatoi, nei cunicoli dell’impianto, lo senti, l’odore.

Libri citati:

PS: su GoodBook troverete un bel po’ di post di amiche blogger che vi faranno girare il mondo, non perdeteli.

(Questo post è in collaborazione con GoodBook)

Santa Evita| Tomas Eloy Martinez

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Quello che più mi è piaciuto di questo libro è stato come verità e finzione si siano mescolati al meglio; perché è vero che a dominare la storia sono le assurde vicende che il cadavere di Evita è costretto a subire, ma dall’altra parte, è stato riservato ampio spazio per delineare al meglio il profilo di questa donna che mi ha sempre incuriosito.

Evita, la donna dalle umili origini, l’attrice di teatro non proprio di talento che non solo ha fatto innamorare perdutamente Peron, ma ha ammaliato e stregato l’intera Argentina e che, dopo la scomparsa prematura a causa di un tumore, è rimasta nell’immaginario collettivo del popolo argentino. Non mancano le critiche alla sua persona, c’è anche chi la considerava un’arrivista, un’opportunista e una che non meritava il ruolo che ricopriva.

Dopo la precoce morte di Evita, il suo corpo è stato affidato a un imbalsamatore con il compito di farlo rimanere intatto e quindi di renderlo immortale. Il Colonnello che ha il compito di occuparsi del cadavere sviluppa una vera e propria ossessione e quasi impazzisce per lei. E’ la metafora del popolo argentino. Evita è stata una di quei personaggi che hanno diviso gli argentini come pochi, è stata amatissima e odiatissima, una donna che non ha conosciuto mezze misure.

Se Gabriel Garcia Marquez parlando di questo ha detto: ecco finalmente il libro che desideravo leggere” non ci resta che seguire il suo consiglio e quindi leggerlo.

  • Titolo: Santa Evita
  • Autore: Tomas Eloy Martinez
  • Editore: Sur
  • Data di pubblicazione: 1996