Di liste di lettura portate miracolosamente a termine| I libri che ho letto durante l’estate

L’estate è ufficialmente finita. Non so voi, ma per me l’ultima settimana di agosto è stata come l’ultima ora dell’ultimo giorno di scuola, un’attesa estenuante verso il suo della campanella che avrebbe significato una sola cosa: libertà (se siete amanti della stagione infernale queste righe potrebbero nuocere gravemente alla vostra salute).

Non sono qui per parlarvi della beltà della stagione che ci prepariamo a vivere, sua maestà l’autunno, piuttosto volevo rendevi partecipe dei librini che mi hanno fatto compagnia nei mesi appena trascorsi. Verso l’inizio di giugno ho buttato quasi senza pensare una lista di lettura, cosa fatta per la prima volta in vita mia, visto che mi piace scegliere i libri da leggere in base all’umore del momento. Siccome avevo accumulato un po’ di novità e siccome utilizzo la pausa editoriale per leggere qualche libro che dico sempre di voler recuperare, mettere tutto nero su bianco era l’unica cosa che potevo fare e signori, questa mattina sono qui per comunicarvi che di quella lista ho letto praticamente tutto (o quasi, ma sul quasi ci torniamo dopo).

Nella vita avrò combinato poco e niente, ma la soddisfazione di spuntare lettura dopo lettura e arrivare alla consapevolezza di aver portato tutto (o quasi tutto) a termine dove la mettiamo? Sarà che sarò stata colpita dalla positività che ha colpito il popolo italico, sarà che per qualche strano allineamento astrale tutte le forze erano con me, sarà quel che sarà…

Sproloqui a parte, che cosa ho letto in questi mesi?

Il primo grande recupero è stato Zerocalcare. All’inizio dell’anno mi sono imposta di recuperare tutto ciò che ha scritto, anzi disegnato, e dopo Macerie prime e Macerie prime, sei mesi dopo, è stata la volta di Scheletri, La profezia dell’armadillo e La scuola delle pizze in faccia del professor Calcare.

Tra le letture di giugno e luglio ci sono state delle novità editoriali di cui già ho avuto modo di parlarvi; il libro di Jami Attenberg Tutto questo potrebbe essere tuo, Le vite nascoste dei colori di Laura Imai Messina, Una sirena a settembre di Maurizio de Giovanni, Alfredino, laggiù di Enrico Ianniello, Quando il mondo era giovane di Carmen Korn, Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia (e qui aggiungo anche Solo per vederti felice, letto nell’ultima settimana di agosto e che mi ha fatto luccicare più volte gli occhi) e Andarsene di Rodrigo Hasbun.

Per la categoria libri che rimandavo da tanto tempo e alla fine finalmente ho recuperato troviamo Eshkol Nevo Tre piani (che per me è un grande, grandissimo mah), Oregon Hill di Howard Owen (che invece è un grandissimo sì), Il colore viola di Alice Walker (che ahimè che delusione, signora mia) Il weekend di Charlotte Wood (perché di questo libro spettacolare si parla così poco?), Falsa partenza di Marion Messina (che per me ha avuto lo stesso impatto emotivo di Persone normali di Sally Rooney) e Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda (libro da leggere senza se e senza ma).

Per la categoria libri letti per puro caso e che mi sono piaciuti tantissimo ci sono Love after love di Ingrid Persaud (che al momento è nella lista dei libri più belli di questo 2021), Un bel quartiere di Therese Anne Fowler (anche qui siamo tra i libri belli, bellissimi), Ritorno a Whistle Stop di Fannie Flagg (in questo caso dopo aver amato il precedente anni fa non potevo non leggere questo che è una sorta di seguito), Un semplice caso di infedeltà di Jacqueline Winspear (che mi ha ricordato un po’ i libri di Jessica Fellowes per svolgimento e ambientazione) e È quello che ti meriti di Barbara Frandino.

Veniamo adesso alla saga familiare che mi ha fatto compagnia ad agosto e cioè la famiglia Florio. Sono un’appassionata di saghe familiari e quindi se in un libro si narra la storia di una famiglia in un arco temporale abbastanza lungo ci metto poco a decidere di leggerlo, cosa questa non successa con i libri di Stefania Auci. Avevo una sorta di repulsione dei confronti di questo libro che ha stregato tantissimi lettori e, infatti, ci sono arrivata a distanza di tempo e per fortuna mi sono ricreduta, almeno in parte, perché se da un lato ho amato tantissimo il primo capitolo della saga, I leoni di Sicilia, lo stesso non posso dire di aver fatto con il seguito, L’inverno dei leoni, lettura che ho portato a termine per un senso di dovere che non mi appartiene.

Prima di congedarvi miei cari lettori, come ho detto in apertura ho portato a termine la mia lista di libri da leggere. Per chi si ricorderà ho ribadito più volte quasi, perché come ben saprete ad agosto scelgo un classico da leggere. Quest’anno la mia scelta è ricaduta su Il conte di Montecristo, un tomettino di mille e passa pagine. Ebbene, dopo un inizio folgorante, il tomo (che in realtà è la versione digitale) è tornato sulla pila dei libri da leggere chissà quando.  

Dei libri che leggeremo a settembre| Guida pratica alle prossime uscite

Buongiorno lettori, come va? Il blog riprende ufficialmente le comunicazioni dopo una pausa lunga e meritata (la pausa la meritavo io, ma questo è un altro discorso).

Molti di voi saranno ancora in vacanza, altri ancora magari sono lì che si accingono a partire e altri come me sono tornati alla propria normale routine, ma se c’è una cosa che unisce noi lettori è la voglia di sapere cosa troveremo a breve nelle librerie dopo la tradizionale pausa editoriale dei mesi estivi e questo post vuole essere una breve e significante guida alle prossime uscite: armatevi di penna e agenda e partiamo.

Il 31 agosto torna in libreria Maurizio Maggiani con Eterna Gioventù (Feltrinelli) una storia di eterna rivolta, di vite che si intrecciano e si confondono con la Storia, edificandone una loro che non si pieghi alla schiacciante prepotenza del potere, all’insolenza del tiranno, allo sconforto della sconfitta, una storia madre di fraterna giustizia, di amorevole libertà, di una gioiosa e ardente futura umanità.

Il 2 settembre è la volta di uno dei miei autori del cuore; Alessio Arena torna con il suo nuovo romanzo Ninna nanna delle mosche (Fandango) con un’emozionante storia che si svolge tra un paesino della Lucania e il lontano Cile. Marco Malvaldi riporta in libreria i suoi amati vecchietti e il barista Massimo, alle prese con un nuovo intrigo da sciogliere in Bolle di sapone (Sellerio).  

Il 7 settembre tornano Michela Murgia e Chiara Tagliaferri con Morgana. L’uomo ricco sono io (Mondadori), una raccolta di storie dove l’emancipazione femminile passa attraverso l’indipendenza economica. Come nel precedente libro, ci saranno una serie di ritratti di donne, imprenditrici, politiche e attrici che grazie al loro lavoro sono diventate ricche abbastanza da poter affermare, come diceva Cher che l’uomo ricco erano loro.

Il 9 settembre è la volta di un altro autore del cuore; Alessio Forgione torna in libreria con Il nostro meglio (La nave di Teseo). Amoresano è cresciuto a Bagnoli con i nonni e adesso vive con la famiglia a Soccavo. Va all’università, ha una relazione che procede a stento e ama rifugiarsi nella lettura. Tutto nella vita sempre riportarlo a quell’amore primordiale che lo ha cresciuto, sua nonna, che gli ha insegnato tutto quello di cui lui aveva bisogno. La storia ha tutte le premesse di essere una di quelle che difficilmente dimenticheremo.

Dopo i successi de La ferrovia sotterranea (SUR) e I ragazzi della Nickel, il 14 settembre arriva il nuovo imperdibile libro di Colson Whitehead Harlem Shuffle (Mondadori) e torna Alessandro Piperno con Di chi è la colpa (Mondadori).

Il 28 settembre è la volta di due autori napoletani (entrambi autori del cuore, ovviamente). Diego De Silva riporta in scena il suo personaggio più amato, l’avvocato Vincenzo Malinconico con Le minime di Malinconico (Einaudi), mentre ritorna dopo il grandissimo successo de Il treno dei bambini, Viola Ardone con Oliva Denaro.

Il 30 settembre Feltrinelli schiera alcuni dei suoi autori di punta; saranno in libreria i libri di Nicolas Barreau Il tempo delle ciliegie, Vinicio Capossela con Eclissica e Banana Yoshimoto con Su un letto di fiori. Per Adelphi uscirà il nuovo libro di Peter Cameron, Anno bisestile, mentre Lorenzo Marone torna con una nuova storia Il bosco di là, edito da Aboca edizioni.

Ci sarebbero delle chicche anche per ottobre e novembre, ma mica posso dirvi tutto oggi? Alla prossima, lettori.

Consigli (non) richiesti| Feltrinelli edition

Nel post di ieri vi segnalavo le varie promo librose che le case editrici hanno attivato in questo periodo (se non sapete di cosa sto parlando basta cliccare qui) e tra queste figura la deliziosa book cover di Feltrinelli che che vi sarà data in omaggio con un acquisto mimino di 35 euro fino al 14 luglio. Quale occasione migliore per consigliarvi qualche titolo di questa casa editrice se siete ancora indecisi su cosa acquistare?* Come sempre, carta, penna e partiamo.

Partiamo da un autore del cuore made in città del cuore. Mi riferisco a Lorenzo Marone e non potevo non iniziare da lui. Potrei dirvi la frase più ovvia: tutti i libri di Lorenzo vanno benissimo, ma se proprio mi costringete a scegliere, perché siete lettori senza cuore, sono obbligata a dire Magari domani resto, il libro che mi ha fatto conoscere ed apprezzare Lorenzo e che è simbolo di chi ogni giorno qui sceglie di restare nonostante tutto e nonostante tutti. Rimanendo in casa passiamo a La compagnia delle illusioni di Enrico Ianniello un libro che pieno di ironia, leggerezza, ma anche profondità e una buona dose di sentimenti di quelli dolci e puri che a tratti ti fanno velare gli occhi. 

Per la categoria libro del cuore di autrice del cuore Le assaggiatrici di Rosella Postorino un romanzo che si divora in pochissimo e che non ha bisogno di presentazioni, dico solo che se non l’avete letto è giunto il momento di rimediare.

Un romanzo che tutti gli amanti dei libri dovrebbero leggere è quello di Domanico Dara, Malinverno, un romanzo magico che ricorda le splendide atmosfere del cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafon e che mette nero su bianco tutte le emozioni che noi lettori proviamo quando ci approcciamo a una lettura: semplicemente imperdibile. Stesso discorso per Il sorriso di don Giovanni di Ermanno Rea: tutto l’amore per la letteratura e per i libri raccontato da una ragazza, Adele, con cui sarà felice immedesimarsi.

Venendo a due uscite recenti da poco in libreria vi consiglio Le piccole libertà di Lorenza Gentile, una vera e propria favola moderna, un libro che potrei definire una coccola e Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia la storia di un rapporto di amicizia sui generis con un epilogo capace di sciogliere i cuori più duri.

Prendete un fumettista che non trovando più l’ispirazione decide di trovarsi un lavoro che può definire lavoro; prendete un ragazzo che con difficoltà cerca di riemergere da un trauma vissuto durante l’adolescenza che lo ha irrimediabilmente segnato e aggiungete infine un uomo che decide di vivere così come la nostra religione ci impone e otterrete tre dei libri che più apprezzato negli ultimi anni: Spigole di Tito Faraci, Carlo è uscito da solo di Enzo Gianmaria Napolillo e …che Dio perdona a tutti di Pif.

Chiudiamo in bellezza con due libri le cui protagoniste amerete o odierete alla follia e qui sta a voi deciderlo: La felicità del cactus di Sarah Haywood e Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh.

*per avere la book cover di Feltrinelli non è necessario l’acquisto dei soli libri Feltrinelli, ma basta raggiungere 35 euro di spesa in uno dei punti La Feltrinelli e sugli store online.

Parti con un libro | Quattro titolini da mettere in valigia

È arrivato quel periodo dell’anno in cui se non si sta attenti si inciampa su una lista dei libri da leggere in vacanza. Il mio amore per le liste è cosa nota e ogni anno infatti non perdo occasione di spulciare tutte le liste che mi capitano a tiro e soprattutto mi sento in dovere di stilare la mia lista di consigli non richiesti.

Quest’anno tra l’altro è stato il primo in cui prendendo carta e penna ho buttato giù sommariamente una lista di libri da leggere nei mesi che vanno da giugno ad agosto e senza volermi buttare la zappa sui piedi da sola posso affermare che sono già a buon punto: adesso non resta che vedere cosa succederà da qui a fine estate (incrociate le dita per me).

Tornando a noi, i miei vogliono essere sempre consigli spassionati, liberissimi di seguirli, liberissimi di ignorarli, liberissimi di non leggere niente e godervi la vostra meritata vacanza di dolce far nulla. Per chi volesse, qui sotto trovate quattro titolini da leggere.

Rosario PellecchiaLe balene mangiano da sole (Feltrinelli): Gennaro, detto Genny, è un orgoglioso rider. Messi momentaneamente gli studi in pausa, Genny ha deciso di lanciarsi anima e corpo in questo mestiere detestato da tutti quelli che lo svolgono. Per lui, invece, il rider rappresenta l’occasione di poter entrare, seppure solo per il momento della consegna, nelle case altrui per poter scorgere pezzi di vita e brandelli di storie. Una sera durante una consegna conosce Luca, un dodicenne tifoso sfegatato del Napoli che lo invita a rimanere per vedere la partita. Sa che non dovrebbe, ma intuisce in quella richiesta un bisogno di attenzioni a cui lui non può sottrarsi. Contro ogni logica tra Genny e Luca si instaura un rapporto di amicizia sempre più forte con un epilogo capace di sciogliere i cuori più duri.

Ingrid PersaudLove after love (Edizioni E/O). Avvertenze: questo libro vi farà piangere tantissimo. A Trinidad Betty si ritrova a crescere suo figlio Solo da sola dopo che suo marito muore. Per aiutare l’assetto economico familiare decide di affittare una camera di casa sua a Mr Chetan che in pochissimo tempo diventa il migliore amico di Betty e la figura paterna che tanto manca a Solo. Succede che un segreto che doveva rimanere tale purtroppo viene fuori e Solo parte per New York pur di tagliare i ponti con sua madre Betty che si affida sempre più a Mr Chetan, l’unico che le rimane accanto e purtroppo per lei i dolori non sono finiti…

Jami AttenbergTutto questo potrebbe essere tuo (Einaudi). Per la serie non è vero che in vacanza bisogna portare libri leggeri. Per Alex si sta avvicinando il giorno tanto atteso, quello della morte di suo padre Victor. Se per qualsiasi figlia dire addio a un genitore è quanto di più atroce possa capitare, per Alex questo momento significa solo libertà. Libertà da un padre da sempre autoritario, violento, misogino, meschino e tanti altri complimenti così. Un padre che ha ripetutamente tradito sua madre Barbra, consapevole della sua infedeltà e che ha fatto affari illeciti mettendo a rischio tutta la famiglia. Si può perdonare un padre per non essere stato un padre?

Gianni SollaTempesta madre (Einaudi). Se una cosa la puoi scrivere, allora vuol dire che la puoi capire. C’è Jacopo e c’è la segretaria. C’è Jacopo unico bambino maschio della classe all’istituto Santa Sofia e c’è la segretaria, sua madre, delle Brahms edizioni musicali, una donna bellissima, eccentrica, vulcanica a passionale. Una donna che ha messo il padre di Jacopo alla porta e ha cresciuto il figlio da sola. Un rapporto, il loro, unico e problematico, fatto semplicemente di lui e lei. Una volta adulto è difficile per Jacopo accettare i segni dell’Alzheimer che avanzano nella mente della segretaria, come sarà difficile accettare di doverle prima o poi dire addio. Tenero e commovente, da leggere e niente più.

Alfredino, laggiù| Enrico Ianniello

È un giorno di fine maggio e Andrea e Teresa con un gruppo di amici stanno festeggiando i dieci anni dei gemelli Marco e Aurora. Si respira aria di leggerezza e di allegria fino a quando Aurora in lacrime corre a chiamare i genitori, perché Marco è caduto su una recinzione procurandosi un taglio sulla gamba. Non è grave, ma l’incidente getta nello sconforto Andrea e nello specifico la frase che Marco dice al padre, papà stai con me, evoca nella mente di Andrea un episodio che difficilmente si dimentica.

Il 10 giugno 1981 Alfredo Rampi, chiamato Alfredino, cadde in un pozzo artesiano in una piccola frazione vicino Frascati lungo la via di Vermicino. I vigili del fuoco provarono in ogni modo a salvare il bambino che morì dopo tre giorni. Andrea, come tante persone quarant’anni prima, aveva seguito la vicenda di Alfredino dalla televisione che per la prima volta fece una diretta dell’evento. Tutta Italia in quel momento si paralizzò, tutti gli italiani pregarono affinché Alfredino uscisse sano e salvo da quel pozzo, cosa che purtroppo non accadde.

La vicenda di Alfredino diventa un’ossessione per Andrea. Nei giorni successivi non può fare a meno di chiedere a chiunque, ma tu te la ricordi la storia di Alfredino? Inizia a dormire male e ad essere distratto durante la giornata. L’ansia e l’inquietudine non lo lasciano libero e non riesce a capire il perché di questo malumore improvviso. Eppure Andrea ha una moglie di cui è follemente innamorato da quando erano due ragazzini.; se li ricorda ancora i giorni in cui osservava senza farsi scoprire quella ragazza che come lui prendeva il treno presto la mattina per andare all’università. Ha due figli splendidi, Aurora e Marco, ha un lavoro che gli piace e una casa nuova in collina dove continuare la sua vita. Cosa sta gli succedendo? Perché la storia di Alfredino lo ha scosso così nel profondo? Perché non può fare un passo senza pensare a quel bambino con la canotta a righe la cui foto è rimasta nella memoria di molti?

Basta un niente per ritrovarsi a sognare Alfredino e fare di tutto per salvarlo e a poco a poco nella mente riaffiorano tutte quelle persone che nella vita di Andrea hanno avuto un impatto. Sarà Alfredino ad accompagnarlo in questo viaggio nei ricordi e forse sarà Alfredino a salvare lui e non viceversa.

Alfredino, laggiù di Enrico Ianniello (Feltrinelli) non è un libro su Alfredino Rampi. Non troverete il racconto morboso di tre giorni di inferno né tanto meno la telecronaca dei vari metodi di salvataggio che furono pressoché improvvisati. È la storia di Andrea che a dieci anni ha scoperto che i bambini che cadono nel pozzo non sempre risalgono. È la storia di una generazione segnata da questa tragedia. È la storia di un Paese che per la prima volta nella storia ha assistito in diretta al dramma che si stava consumando.  

L’incidente di Vermicino, infatti, ha segnato indelebilmente l’opinione pubblica che per la prima volta nella storia della televisione aveva seguito in diretta tutta la vicenda; fu proprio questo evento a dare il via a quella che oggi comunemente chiamiamo la tv del dolore.

Non era semplice mettere su un libro del genere, ma con abile maestria, con tatto e con una delicatezza unica, Enrico Ianniello ha scritto una storia che si legge trattenendo il respiro per lasciarlo andare nelle ultime pagine e di liberare tutta l’emozione.

  • Titolo: Alfredino, laggiù
  • Autore: Enrico Ianniello
  • Casa editrice: Feltrinelli
  • Data di pubblicazione: 17 Giugno 2021

Di libri che leggeremo a gennaio| Guida alle nuove uscite

Bentrovate personcine belle e buon 2021 (scusate il ritardo). Non so voi, ma dopo una lunga pausa è sempre difficile per me riprendere le abitudini. Le mi letture vanno a rilento e la voglia di mettere nero su bianco le impressioni dei primi libri dell’anno letti al momento non c’è e quindi perdonate questo post fatto di chicchiericcio inutile, ma ogni tanto facciamoci prendere dalle futilità.

È mia abitudine nei primi giorni dell’anno appuntarmi le uscite più attese e interessanti che ci accompagneranno nei prossimi mesi e quindi questo post sarà una sorta di calendario delle uscite di gennaio che ho segnato sulla mia agenda e che spero davvero di leggere: prendete carta e penna e non dimenticate di prendere appunti.

Si parte il 7 gennaio con l’uscita dell’esordiente Carmen Barbieri per Feltrinelli con Cercando il mio nome, un romanzo che non ha paura di mostrare il dolore nella sua essenza e nella sua forma più cruda. Rimanendo in tema esordienti napoletani (perché lo sapete che per me gli scrittori napoletani so piezz’ e cor) il 19 gennaio arriva in libreria per Mondadori il romanzo di Gianluca Nativo Il primo che passa, il racconto della nascita di un amore giovane in una Napoli periferica che mostra come sempre da una parte il degrado e dell’altra la bellezza. Il 14 gennaio è il turno di Raven Leilani con Chiaroscuro targato Feltrinelli, romanzo che ho già avuto la fortuna e il piacere di leggere in anteprima e che racconta di questa generazione (la mia) che fa fatica a trovare il proprio posto sul mondo e Antonella Lattanzi con Questo giorno che incombe per Harper Collins, romanzo già in odore di Premio Strega che racconta un fatto di cronaca realmente accaduto.

Il 19 gennaio arriva per Einaudi il romanzo di Paolo Milone L’arte di legare le cose, un libro che si preannuncia forte e doloroso e che racconta come se fosse un diario personale la storia di un reparto di Psichiatria d’urgenza dove Paolo Milone ha lavorato per ben quarant’anni.

Il 21 esce per Ora che eravamo libere di Harriette Roosenburg, un best seller degli anni cinquanta che Fazi riporta in libreria, un intenso memoir sulle pagine più dolorose della nostra storia recente e dello stesso avviso il libro di Simon Stranger Il solo modo per dirsi addio che arriverà in libreria il 26 gennaio per Einaudi Stile Libero.

Per concludere il ritorno in libreria di due scrittrici che amo molto e cioè Mazo de la Roche che con La fortuna di Finch il 28 gennaio ci riporta nella splendida tenuta di Jalna (Fazi) e Mariapia Veladiano che il 21 gennaio torna con Adesso che sei qui per Guanda, una storia di affetti familiari e di donna che sanno amare.

2020, adiós | Qualche chiacchiera e la classifica dei post più letti dell’anno

L’ultimo post del blog di solito riguarda il bilancio dell’anno appena passato e mentre sono qui al pc a cercare di scrivere qualcosa mi chiedo: ma bilancio di cosa?

Facciamo cosi, prima di pensare a cosa scrivere vi lascio i dieci post più letti sul blog in questi dodici mesi, sempre di bilancio si tratta (e come sempre, grazie a tutti, se questo blog va avanti è merito di chi ogni giorno si prende del tempo per leggermi)

  1. Il treno dei bambini. Viola Ardone (Einaudi)
  2. Troppo freddo per settembre. Maurizio de Giovanni (Einaudi)
  3. Fiori per i bastardi di Pizzofalcone. Maurizio de Giovanni (Einaudi)
  4. I valori che contano. Avrei preferito non scoprirli. Diego De Silva (Einaudi)
  5. La città dei vivi. Nicola Lagioia (Einaudi)
  6. I delitti della salina. Francesco Abate (Einaudi)
  7. Le gratitudini. Delphine De Vigan (Einaudi)
  8. Inventario di un cuore in allarme. Lorenzo Marone (Einaudi)
  9. Giovanissimi. Alessio Forgione (NN Editore)
  10. Malinverno. Domenico Dara (Feltrinelli)

Il 2020 è l’anno da dimenticare, l’anno da cancellare, l’anno che non voglio più sentire nominare, invece qualcosa mi dice che sarà l’anno che rimarrà impresso nella nostra memoria a lungo. È stato l’anno in cui abbiamo familiarizzato con parole come lockdown, quarantena, zona rossa, DPCM e affetti stabili. È stato l’anno in cui abbiamo iniziato a commentare le affermazioni dei virologi come di solito commentiamo l’oroscopo di Paolo Fox: non capendoci niente. È stato l’anno in cui aspettavamo le conferenze stampa di Giuseppi Conte come si aspetta la prima serata di Sanremo (che succede? dov’è Bugo?). È stato l’anno in cui abbiamo dovuto mettere tutto in pausa: progetti, desideri, sogni. È stato l’anno in cui ci siamo sentiti soli, in cui tutte le nostre certezze sono crollate, l’anno in cui nessuno a un certo punto ha più creduto all’andrà tutto bene, perché niente è andato bene e tanto meno ne siamo usciti migliori.

Questo è stato l’anno più difficile in assoluto e credo di parlare a nome di molti. Per chi vive condizioni di precarietà, la pandemia è stata come la ciliegina sulla torta, in senso negativo ça va sans dire. Abbiamo preso i progetti e i sogni e li abbiamo messi in un cassetto a cui abbiamo dato due mandate, perché chissà quando potremmo riaprirlo. Quando mi sono messa al pc per cercare di scrivere qualcosa, l’intenzione non era quella di deprimervi, davvero, quindi adesso facciamo che cambio discorso e alleggeriamo i toni.

Come detto su, la pandemia ha rallentato tutto, ma qualcosina si è salvato. Il Maggio Dei Libri è andato in onda per sei mesi in forma digitale e ha cercato di coinvolgere quanti più lettori possibili: posso dire di essere fierissima di averne fatto parte in qualità di blogger per il terzo anno consecutivo? Certo che posso. (Sul sito del Maggio e su Il Libraio trovate anche me). Io Leggo Perché ha pagato le conseguenze della situazione, per cui non è stato possibile fare incontri in presenza: ci rifaremo il prossimo anno (anche se è stato un piacere collegarmi digitalmente con i ragazzi del liceo classico del paesello). Le presentazioni dei libri sono una delle tante cose che mi sono mancate e non vedo l’ora di poter assistere di nuovo agli incontri e di poterli organizzare, ma nel frattempo un ringraziamento speciale alle case editrici che mi hanno dato l’opportunità di poter parlare con gli autori anche solo di remoto (ma i filtri su Zoom li vogliamo mettere o no?).

A questo punto dovrei dire i buoni propostiti per il 2021, ma chi ce crede!

Buon anno, lettori. Ci leggiamo presto.

Il 2020 in libri | Classifica dei migliori dell’anno

Siamo arrivati a quella parte dell’anno che grida da ogni angolo: CLASSIFICA.

Non c’è niente di più bello per me che compilare la lista dei migliori libri che mi hanno accompagnato in questo pazzo, folle, assurdo e drammatico 2020 che vorrei cancellare per sempre da ogni ricordo. Dirò una cosa molto banale (per me no, per gli altri boh), ma quest’anno i libri mi hanno aiutato tantissimo. Nella prima parte dell’anno caratterizzata dall’incertezza e dalla paura del lockdown, per quanto la mia mente non fosse libera dall’ansia e dalle mille preoccupazioni, i libri sono stati i miei fedeli compagni, gli unici momenti di evasione che mi erano permessi. Non avevo la concentrazione che ho di solito e di questo mi sono lamentata molto, così come non sempre c’erano giornate in cui riuscivo a leggere, ma quando questo capitava, il solo sapere di avere una storia che mi stata aspettando mi faceva stare meglio. Quando mi chiedono «come fai a leggere tanto?» vorrei rispondere «come fai a non leggere affatto?», perché non c’è niente di più salvifico di un libro, non c’è niente di più bello di una storia, non c’è niente di più potente della lettura.

Il momento chiacchiericcio è terminato, tranquilli, andiamo subito avanti.

Il 2020 è stato ottimo da punto di vista della lettura (solo per quello a dire il vero), ho letto di più, ho avuto modo di recuperare alcuni autori, di portare a termine il mio programmino di scoperta della letteratura sud americana (SUR, grazie), di leggere qualche altro pilastro della letteratura russa (ciao, Delitto e Castigo, anche quest’anno non sto parlando di te) e ovviamente di stare quanto più possibile al passo con le novità.

Classifica? È ora.

  • Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli (Mondadori) & La città dei vivi di Nicola Lagioia (Einaudi)
  • Malinverno di Domenico Dara (Feltrinelli)
  • Mai stati così felici di Claire Lombardo (Bompiani)
  • La casa sull’argine di Daniela Raimondi (Nord)
  • Il ritratto di Ilaria Berdardini (Mondadori)
  • Bordo sud di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi)
  • La strada di casa di Kent Haruf (NN Editore)
  • Gli anni invisibili di Rodrigo Hasbun (SUR)
  • Aria di novità di Carmen Korn (Fazi Editore)

Il primo posto è giustamente occupato da non uno, ma due libri e il motivo è presto detto. Quando ho letto Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli ho subito pensato di trovarmi di fronte a un libro eccezionale come pochi. Per mesi e mesi ho detto che per me la classifica si poteva già chiudere e che quello era il miglior libro del 2020. Quando poi ho letto il libro di Nicola Lagioia La città dei vivi mi sono dovuta ricredere, perché nessuno mi aveva preso in quel modo, nessuno mi aveva ossessionato così: il primo posto ha abbastanza spazio da poter accogliere entrambi.

Malinverno di Domenico Dara è il libro che tutti i lettori ameranno, perché parla il linguaggio di noi dipendenti dalle storie. Per la serie saghe famigliari che tanto amo Mai stati così felici, La casa sull’argine e Aria di novità (che giunge al termine) sono quelle che ho maggiormente amato. Il ritorno inatteso di Donatella Di Pietrantonio con Borgo Sud non poteva non figurare tra le migliori letture di quest’anno mentre Il ritratto di Ilaria Bernardini è stata una vera e propria piacevole scoperta.

Arriviamo al capitolo Kent Haruf. Qualche anno fa ho letto Benedizione ed ero tornata ad Holt con Le nostre anime di notte. Per motivi a me ignoti ho sempre rimandato la lettura degli altri libri almeno fino a questo agosto quando complice la noia mortale che mi affliggeva e la presenza degli altri libri sul mio Kindle mi sono decisa ad iniziare. Grazie, Kent, non piangevo così da non so quanto tempo. Crepuscolo prima e Canto della Pianura poi, mi hanno devastata e come se non bastasse La strada di casa mi ha dato il colpo finale. In tutto ciò avrei ancora Vincoli che attenderà un bel po’ prima di essere letto, perché non mi piace sapere che dopo quello non avrò più niente di Kent Haruf da leggere.

Come accennavo sopra, quest’anno ho deciso di approfondire meglio la letteratura sud americana cosa che sono riuscita a fare grazie alla Sur che considero una vera e propria scoperta. Rodrigo Hasbun, Vera Giaconi, Carlos Manuel Álvarez, Silvina Ocampo, Adolfo Bioy Casares e Samanta Schweblin sono stati gli autori che mi hanno fatto viaggiare da un Paese all’altro dell’America Latina: la promessa per il 2021 è quella di non fermarmi.