Giorni felici | Brigitte Riebe

Avevamo lasciato la famiglia Thalheim sbalordita di fronte all’apparizione di Oskar, l’ultimo componente che in molti credevano morto in seguito alla seconda guerra mondiale, visto che tutti quelli che dal fronte dovevano tornare erano ormai tornati. Tutti, tranne Silvie, la gemella di Oskar che per via di quel sesto senso che la legava a lui lo sapeva lontano, ma vivo e il tempo le ha dato ragione.

Siamo nel 1952, i magazzini Thalheim si sono messi alle spalle i problemi economici che hanno attraversato negli anni addietro e finalmente vivono una stagione di ritrovato splendore con capi di abbigliamento che fanno impazzire tutte le donne, contente di vestire in maniera più sbarazzina e colorata, ulteriore segno del superamento dei tempi bui che hanno vissuto. Friedrich insieme all’amato figlio Oskar e insieme a Rike continua ad averne formalmente la gestione, mentre Silvie proprio non vuole saperne di entrare a far parte di quell’azienda che ha dato lustro e potere alla famiglia.

Quello che interessa a Silvie è continuare ad essere la voce del suo programma radiofonico che le procura enormi soddisfazioni in una Germania che appare più divisa che mai con le tensioni tra est e ovest che aumentano giorno dopo giorno, ma, c’è sempre un ma nelle storie, se il lavoro procede a gonfie vele, lo stesso non si può dire della sua vita privata. Senza un uomo, senza una casa, senza un figlio, è diventato il mantra di Silvie che non può far a meno di notare la linearità della vita di sua sorella Rike, moglie, madre e donna in carriera.

Lei che scalpitava per l’indipendenza si ritrova a un certo punto della sua vita a desiderare quello che la maggior parte delle donne desidera: una stabilità emotiva. Stabilità che purtroppo non ritrova negli uomini di cui si innamora e che puntualmente la trascinano in vortici di passioni inconcludenti e ogni volta che pensa di aver trovato colui con cui costruire qualcosa è costretta a fare un passo indietro e ricominciare da capo.

Brigitte Riebe torna con il secondo volume della sua saga, Giorni felici, (Fazi) e dopo averci raccontato la storia dal punto di vista di Rike, in questo decide di rendere protagonista Silvie, regalandoci un personaggio dalle mille sfaccettature e della mille sfumature che sarà impossibile non amare.

Promo Fazi Editore| Cosa leggere

Non si fa in tempo ad approfittare di una promozione librosa che subito qualche casa editrice ci delizia con un’altra. Altro giro, altri sconti, questa volta tocca bussare casa Fazi Editore che per un mese, dal 3 settembre al 3 ottobre, mette tutto il suo catalogo al 20% di sconto escluse le novità pubblicate negli ultimi sei mesi).

Di libri Fazi da leggere ce ne sono tanti, ma chi sono io per non darvi qualche dritta per orientarvi in questo mare magnum di offerte? Il motto ormai lo conoscete: carta, penna e partiamo.

CARMEN KORN- LA TRILOGIA DEL SECOLO

È stata definita la Elena Ferrante della Germania e non so se è per questo che è diventata in pochissimo tempo una delle mie autrici preferite in assoluto. Di lei direi di leggere assolutamente la saga che l’ha fatta conoscere a noi lettori italiani, la trilogia del secolo composta da tre libri: Figlie di una nuova era, È tempo di ricominciare e Aria di novità. Una bellissima ed emozionante storia corale che parte dagli inizi del novecento e che si conclude allo scoccare della mezzanotte del 1° gennaio del 2000. Sarà impossibile non immergersi nelle vite di queste quattro famiglie le cui storie si intrecceranno con gli eventi storici della Germania del Novecento: lacrime a gogo, ma anche tantissime emozioni.

MAZO DE LA ROCHE- JALNA

Le saghe familiari sono la mia passione, questa è una cosa nota a tutti ormai, motivo per cui l’altro consiglio non poteva ricadere sull’altra mia amata famiglia: Jalna. Di questa saga l’autrice canadese ha scritto ben sedici libri che Fazi sta portando pian piano in Italia. Al momento sono editi Jalna, Il gioco della vita e La fortuna di Finch, motivo per cui vi consiglio vivamente di recuperare (tranne l’ultimo, uscito a inizio anno e non facente parte della promozione). La storia di una numerosa famiglia canadese, i Whiteock, che vivono nella loro tenuta di Jalna: amori, tradimenti, segreti e tanti elementi che di solito contraddistinguono le famiglie, ben miscelati tra loro.

VIGDIS HJORTH- EREDITA’

A settembre sarà in libreria il suo nuovo libro, motivo per cui recuperare il suo precedente, Eredità, non può che farvi bene. Quella che Hjorth racconta, è una storia capace di scavare lentamente nell’animo umano, una storia che ha a che fare sempre con il tema famiglia, ma che purtroppo si concentra sul lato torbido e impuro. Nel momento in cui Bard, insieme al fratello, viene esclusa dall’eredità che le spetta, quella ferita lasciata lì a rimarginarsi si apre di nuovo facendo emergere quel dolore che tanto tempo prima l’aveva condizionata.

*nel blog trovate altri spunti dedicati ai libri Fazi Editori, questi da me consigliati sono quelli che mi sono piaciuti maggiormente e di ogni libro proposto troverete un post dedicato.

** aderiscono alla promo Fazi la maggior parte delle librerie indipendenti, le librerie Feltrinelli, Mondadori e Ubik e per qualsiasi informazione vi rimando al sito della casa editrice dove troverete tutto

Di liste di lettura portate miracolosamente a termine| I libri che ho letto durante l’estate

L’estate è ufficialmente finita. Non so voi, ma per me l’ultima settimana di agosto è stata come l’ultima ora dell’ultimo giorno di scuola, un’attesa estenuante verso il suo della campanella che avrebbe significato una sola cosa: libertà (se siete amanti della stagione infernale queste righe potrebbero nuocere gravemente alla vostra salute).

Non sono qui per parlarvi della beltà della stagione che ci prepariamo a vivere, sua maestà l’autunno, piuttosto volevo rendevi partecipe dei librini che mi hanno fatto compagnia nei mesi appena trascorsi. Verso l’inizio di giugno ho buttato quasi senza pensare una lista di lettura, cosa fatta per la prima volta in vita mia, visto che mi piace scegliere i libri da leggere in base all’umore del momento. Siccome avevo accumulato un po’ di novità e siccome utilizzo la pausa editoriale per leggere qualche libro che dico sempre di voler recuperare, mettere tutto nero su bianco era l’unica cosa che potevo fare e signori, questa mattina sono qui per comunicarvi che di quella lista ho letto praticamente tutto (o quasi, ma sul quasi ci torniamo dopo).

Nella vita avrò combinato poco e niente, ma la soddisfazione di spuntare lettura dopo lettura e arrivare alla consapevolezza di aver portato tutto (o quasi tutto) a termine dove la mettiamo? Sarà che sarò stata colpita dalla positività che ha colpito il popolo italico, sarà che per qualche strano allineamento astrale tutte le forze erano con me, sarà quel che sarà…

Sproloqui a parte, che cosa ho letto in questi mesi?

Il primo grande recupero è stato Zerocalcare. All’inizio dell’anno mi sono imposta di recuperare tutto ciò che ha scritto, anzi disegnato, e dopo Macerie prime e Macerie prime, sei mesi dopo, è stata la volta di Scheletri, La profezia dell’armadillo e La scuola delle pizze in faccia del professor Calcare.

Tra le letture di giugno e luglio ci sono state delle novità editoriali di cui già ho avuto modo di parlarvi; il libro di Jami Attenberg Tutto questo potrebbe essere tuo, Le vite nascoste dei colori di Laura Imai Messina, Una sirena a settembre di Maurizio de Giovanni, Alfredino, laggiù di Enrico Ianniello, Quando il mondo era giovane di Carmen Korn, Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia (e qui aggiungo anche Solo per vederti felice, letto nell’ultima settimana di agosto e che mi ha fatto luccicare più volte gli occhi) e Andarsene di Rodrigo Hasbun.

Per la categoria libri che rimandavo da tanto tempo e alla fine finalmente ho recuperato troviamo Eshkol Nevo Tre piani (che per me è un grande, grandissimo mah), Oregon Hill di Howard Owen (che invece è un grandissimo sì), Il colore viola di Alice Walker (che ahimè che delusione, signora mia) Il weekend di Charlotte Wood (perché di questo libro spettacolare si parla così poco?), Falsa partenza di Marion Messina (che per me ha avuto lo stesso impatto emotivo di Persone normali di Sally Rooney) e Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda (libro da leggere senza se e senza ma).

Per la categoria libri letti per puro caso e che mi sono piaciuti tantissimo ci sono Love after love di Ingrid Persaud (che al momento è nella lista dei libri più belli di questo 2021), Un bel quartiere di Therese Anne Fowler (anche qui siamo tra i libri belli, bellissimi), Ritorno a Whistle Stop di Fannie Flagg (in questo caso dopo aver amato il precedente anni fa non potevo non leggere questo che è una sorta di seguito), Un semplice caso di infedeltà di Jacqueline Winspear (che mi ha ricordato un po’ i libri di Jessica Fellowes per svolgimento e ambientazione) e È quello che ti meriti di Barbara Frandino.

Veniamo adesso alla saga familiare che mi ha fatto compagnia ad agosto e cioè la famiglia Florio. Sono un’appassionata di saghe familiari e quindi se in un libro si narra la storia di una famiglia in un arco temporale abbastanza lungo ci metto poco a decidere di leggerlo, cosa questa non successa con i libri di Stefania Auci. Avevo una sorta di repulsione dei confronti di questo libro che ha stregato tantissimi lettori e, infatti, ci sono arrivata a distanza di tempo e per fortuna mi sono ricreduta, almeno in parte, perché se da un lato ho amato tantissimo il primo capitolo della saga, I leoni di Sicilia, lo stesso non posso dire di aver fatto con il seguito, L’inverno dei leoni, lettura che ho portato a termine per un senso di dovere che non mi appartiene.

Prima di congedarvi miei cari lettori, come ho detto in apertura ho portato a termine la mia lista di libri da leggere. Per chi si ricorderà ho ribadito più volte quasi, perché come ben saprete ad agosto scelgo un classico da leggere. Quest’anno la mia scelta è ricaduta su Il conte di Montecristo, un tomettino di mille e passa pagine. Ebbene, dopo un inizio folgorante, il tomo (che in realtà è la versione digitale) è tornato sulla pila dei libri da leggere chissà quando.  

Gli Spaiati| Cosa significa avere trent’anni oggi

Una delle cose che faccio ultimamente è scegliere libri che hanno come protagonisti trentenni la cui vita è incasinata tanto quanto la mia. Durante la lettura mi sento così sollevata al pensiero che tutto questo caos non appartiene solo a me, anche se l’unica pecca è che nei libri tendenzialmente finisce tutto con “e vissero felici e contenti”, mentre io sono sempre qui con “nulla di nuovo sul fronte occidentale”.

Prendiamo ad esempio Oliva, la protagonista del libro di Lorenza Gentile, Le piccole libertà (Feltrinelli). Oliva è una trentenne il cui lavoro non può essere definito proprio tale. È in attesa come tantissime persone della sua età che quel contratto diventi a tempo indeterminato in modo che il timore di essere sbattuta fuori dall’oggi al domani cessi.

Ha una relazione che pare funzionare, anzi, Oliva è prossima al matrimonio. In teoria la sua vita scorre come dovrebbe, ma in pratica non scorre come vorrebbe. Le sue amiche si muovono tra mutui da accendere, case da acquistare, figli da mettere al mondo, mentre lei non riesce neanche a perdere quei pochi chili che servono per entrare meglio nel vestito da sposa. La sera fatica a dormire, perché l’ansia la divora.

Succede che un giorno la sua routine tanto perfetta viene incrinata da un pacco che si vede recapitare in ufficio con all’interno due biglietti andata-ritorno per Parigi. A Parigi vive la zia che è scomparsa chissà per quale motivo molti anni prima senza alcun motivo apparente rompendo ogni rapporto con la sua famiglia. Da un lato c’è la vita ordinaria fatta di casa e lavoro, dall’altre due giorni e una notte a Parigi dalla zia tanto amata che le ha dato appuntamento alla Shakespeare & Company. Decide di concedersi questa libertà e una volta a Parigi verrà trascinata in mille situazioni che la sua vita ordinaria non avrebbe mai concepito.

Da trentenne a trentenne prendiamo adesso Casey, la protagonista di Scrittori e amanti di Lily King (Fazi). Sogno nel cassetto: diventare scrittrice. Mansione reale: cameriera di un ristorante. Il suo proposito è quello di non pensare ai soldi di prima mattina, perché se pensasse al fatto di avere settantamila dollari di debiti da saldare probabilmente non avrebbe neanche la forza di alzarsi dal letto. Del suo gruppo di amici è rimasta l’unica a credere ancora nel sogno di diventare scrittrice, motivo per cui ogni giorno si impone di scrivere almeno qualche pagina del suo libro. Sua madre è morta poco tempo prima mentre era in vacanza e la sua ultima relazione è fallita miseramente: ripeto, trovare un motivo per alzarsi la mattina è davvero difficile per Casey.

Succede che Casey incontra Silas, un ragazzo che come lei sogna di diventare scrittore, anche se dopo un primo appuntamento sparisce nel nulla con una delle scuse più banali al mondo: parto, non so quando torno. E succede che incontra anche Oscar che a differenza di Casey è uno scrittore affermato, conosciuto e apprezzato che le fa credere che forse un briciolo di felicità può permetterselo anche lei.

Il libro di Lorenza Gentile è una vera e propria favola moderna, un libro che potrei definire una coccola. C’è Parigi, che fa sognare anche il cuore più arido, c’è la Shakespeare & Company che fa venir voglia di buttare le prime cose in valigia e fare un biglietto di sola andata, c’è l’imparare a osare e uscire da quella comfort zone che ci siamo creati per accontentare gli altri e per proteggere noi da qualsiasi tipo di fallimento: la vita è oggi, dovremmo ricordarcelo di più.

Il libro di Lily King, invece, è un libro che con sagacia ci racconta cosa significa non rinunciare ai nostri sogni anche se la vita sembra volerci dire di darci un taglio e mettere la testa a posto. Le gioie, i dubbi e i tormenti li faremo nostri e alla fine saremo contenti per l’happy ending, probabilmente scontato, ma perché avremmo dovuto remare contro di lei?

  • Titolo: Le piccole libertà – Scrittori e amanti
  • Autrice: Lorenza Gentile – Lily King
  • Casa editrice: Feltrinelli – Fazi
  • Data di pubblicazione: 13 Maggio 2021 – 22 Aprile 2021

Quando il mondo era giovane | Carmen Korn

Gianni gli corse dietro, chiamandolo a gran voce.

Terminata l’ultima riga di Quando il mondo era giovane, posso affermare che Carmen Korn entra di diritto nella lista dei miei scrittori preferiti in assoluto. Cosa la rende unica? La normalità. Le storie che Carmen Korn racconta non hanno niente di eccezionale, eppure riesce a farti appassionare ad ogni personaggio a cui ha dato vita.

Quali sono i personaggi che ci faranno compagnia questa volta? Scopriamolo insieme.

1950. La seconda guerra mondiale era ormai finita, ma gli strascichi erano ancora vivi nella mente e sulla pelle di chi l’aveva vissuta. Gerda e Heinrich vivevano a Colonia insieme ai due figli Ulrich e Ursula e insieme alle cugine di lui Lucy e Billa che nei bombardamenti avevano perso la casa di famiglia. La sorella di Heinrich, Margarethe, si era trasferita anni prima a Sanremo per amore del suo Bruno e lì viveva con lui e suo figlio Gianni. Ad Amburgo Elisabeth, migliore amica di Gerda, viveva con suo marito Kurt, sua figlia Nina e suo nipote Jan.

Il 1° gennaio le tre famiglie si preparavano a dare il benvenuto al nuovo anno, anche se per certi aspetti c’era poco da brindare.

La galleria d’arte di Heinrich aveva visto tempi migliori e al momento le persone che avevano la testa e il denaro da dedicare all’arte erano veramente poche. E pensare che prima della guerra lui era direttore del Gürzenich, il museo di Arte e i quadri erano il suo pane quotidiano. Adesso, invece, anche se non c’erano le macerie ad intasare le strade della città, c’erano ancora persone che non avevano muri, figuriamoci se gli passava per la testa l’idea di comprare quadri.

Dal punto di vista economico sua sorella Margarethe se la passava decisamente meglio, ma la presenza della dispotica suocera che decideva per tutta la famiglia, rischiava di giorno in giorno di incrinare i rapporti famigliari e l’idea di tornare a vivere a Colonia prendeva sempre più forma nella sua mente.

A passarsela peggio era Elisabeth che passava le sue giornate in pena a causa della figlia Nina il cui marito risultava disperso in Russia: faceva parte dei tanti che erano ancora prigionieri o era morto in guerra e nessuno ancora li aveva avvisati? E mentre suo marito Kurt sembrava incoraggiare la figlia a voltare pagina per il bene suo e del figlio, lei non voleva abbandonare l’idea del ritorno del genero tanto amato.

Nell’arco di un decennio seguiamo l’evolversi delle storie di queste tre famiglie, storie che riserveranno non poche soprese. Come dicevo qualche riga più su, la bellezza della scrittura di Carmen Korn sta nel confezionarci storie dove narra la normalità dello scorrere del tempo. Non c’è bisogno di inscenare intrighi, segreti e colpi di scena, basta la vita, quella vera, con il suo carico di emozioni, gioie e dolori ad appassionare il lettore. Non so voi, ma dopo aver letto questo primo capitolo, non vedo l’ora di scoprire come continuerà la storia.

  • Titolo: Quando il mondo era giovane
  • Autrice: Carmen Korn
  • Casa editrice: Fazi
  • Data di pubblicazione: 3 Giugno 2021

Una vita da ricostruire | Brigitte Riebe

Berlino 1945 è una città ridotta in macerie. La seconda guerra mondiale ha portato morte e distruzione e la città e i suoi abitanti a fatica cercano di riprendere in mano la propria vita.

Rike sa che questo non è il momento di crollare, perché sono troppe le persone che fanno affidamento su di lei. Da quando suo padre Friedrich e suo fratello Oskar risultavano dispersi, quello nella migliore delle ipotesi, le donne di casa, la matrigna Claire e le sorelle Silvie e Florentine avevano tacitamente eletto Rike responsabile di tutto e così non poteva essere altrimenti. Claire era troppo abbattuta alla sola idea di aver perso il marito in battaglia, Florentine era troppo piccola per relegarle responsabilità e l’unica cosa che faceva per sopravvivere alle giornate era disegnare, mentre Silvie era troppo immatura per pensare di affidarle qualcosa.

A guerra finita Rike sapeva di doversi rimboccare le maniche e ricominciare tutto da capo. Il sogno di riportare in vita i Grandi Magazzini Thalheim era tutto ciò che la teneva in vita e non poteva darsi per vinta in questo momento. Bisognava recuperare le singer e le stoffe che saggiamente avevano nascosto e lavorare per realizzare il sogno.

Nel mezzo c’era una città che a fatica cercava di ritornare alla normalità, c’era la fame che pativano ogni giorno, c’era una situazione economica disastrosa che impediva alle persone di sognare giorni migliori e c’erano i brutti ricordi che ogni tanto affioravano e quasi non la facevano respirare.

Anni prima Rike aveva perso la sua amata mamma in un incidente stradale, una ferita che ancora le provocava dolore, soprattutto se pensava alla verità che si nascondeva dietro a quell’incidente.

L’incontro di Rike con la sua storica amica Miriam, miracolosamente scampata alla caccia agli ebrei, è il segno del destino che Rike aspettava e grazie al talento da sarta di Miriam e alla determinazione di Rike, le ragazze danno vita alla loro prima collezione.

Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe è il primo libro di una trilogia che Fazi ha deciso di far conoscere ai lettori italiani. Ammetto che storie di questo tipo sono la mia ideale comfort-zone letteraria. Sono da sempre affascinata dalle storie familiari e di rinascita e questo libro ha i classici elementi che potranno incuriosire e coinvolgere il lettore che si affezionerà di pagina in pagina alla storie di queste ragazze e alle loro vite.

  • Titolo: Una vita da ricostruire
  • Autrice: Brigitte Riebe
  • Casa Editrice: Fazi
  • Data di pubblicazione: 18 Marzo 2021

Passione saghe famigliari| Cinque libri da leggere

Parliamo di uno dei miei generi preferiti in assoluto quando si parla di libri: le saghe famigliari. A dire il vero non so se possiamo ritenerlo un genere, ma prendiamolo per buono e procediamo. Se c’è una famiglia numerosa ci sono io, se c’è una famiglia e sullo sfondo un Paese che aspetta solo di essere raccontato, ci sono sempre io, ecco perché oggi ho deciso di consigliarvi le cinque saghe famigliari che più porto nel cuore.

«Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito».

Questo è l’incipit più conosciuto e amato della storia della letteratura mondiale che dà il via a una delle saghe famigliari più lette. Cent’anni di solitudine (Mondadori) di Gabriel Garcia Marquez mi capitò tra le mani un agosto di moltissimi anni fa (sono giovincella, non capite male) e lo presi incuriosita, ma al tempo stesso timorosa di non riuscire ad addentrarmi in una storia che già mi sembrava complicata. I libri belli, quando sono scritti bene, non vanno mai temuti e in men che non si dica mi immaginai per le strade di Macondo, la città immaginaria pensata dall’autore e situata nella Colombia caraibica, per conoscere volta per volta tutte e sette le generazioni della famiglia Buondia. C’è magia, c’è fantasia, c’è la vita e c’è la morte: il romanzo di Garcia Marquez è e resta uno dei più belli di tutti i tempi.

Torniamo in Italia, per una saga ambientata a Grottole, un paesino nei pressi di Matera. A portarci è Mariolina Venezia con Mille anni che sto qui (Einaudi) che parte dal 1861 per arrivare fino ai primi anni ’90 partendo dal capostipite don Francesco fino alla piccola Gioia ben cinque generazioni della famiglia Falcone vengono raccontate e con essa tutta la trasformazione del nostro Paese, partendo dall’unità d’Italia, passando per guerre e ricostruzioni e trasformazioni.

Rimanendo sempre nel nostro belpaese, ma spostandoci questa volta a nord, Daniela Raimondi con La casa sull’argine (Nord) ha fatto innamorare tutti i lettori della famiglia Casadio. Anche in questo caso partiamo dalla seconda metà dell’Ottocento e siamo a Stellata, un borgo diviso tra Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Il paesino è scosso dall’arrivo degli zingari che decidono di piantare le tende per un po’ e l’ancora scapolo Giacomo Casadio si innamora della zingara Viollca Toska e i due si sposano unendo non solo due persone nel sacro vincolo del matrimonio, ma anche due generazioni che non potrebbero essere più diverse. Da un lato ci sono i discendenti di Giacomo, i sognatori dagli occhi azzurri e dai capelli biondi e dall’altro i sensitivi, con gli occhi e i capelli neri. I vari componenti della famiglia si passano di volta in volta la parola, per raccontarci l’evoluzione dei loro legami e della loro storia che si divide dalla voglia irrefrenabile di seguire le proprie passioni e i propri sogni e la paura di quel destino profetizzato anni prima da Viollca che mette sempre tutto in discussione.

Prima di lasciare l’Italia spostiamoci a Venezia con la saga famigliare raccontata da Luciana Boccardi ne La signorina Crovato (Fazi) che altro non è che la biografia della stessa autrice. La storia parte nel 1936, un periodo cruciale del nostro Paese, soprattutto se come il padre di Luciana ti dichiari ateo e antifascista. Quando il padre rischia di morire per salvare una famiglia in un incendio, Luciana si rende conto che lui non potrà più provvedere alle necessità famigliari, motivo per cui si rimbocca le maniche facendo svariati lavori provvedere all’economia famigliare. Circondata dalla madre e da tante altre figure che la aiuteranno o la deluderanno, Luciana arriverà poco per volta a coronare il sogno della sua vita.

Ultimo romanzo famigliare della giornata Quando le montagne cantano (Nord) di Phan Que Mai Nguyen, la delicatissima ed emozionate storia della famiglia della piccola Houng che con sua nonna Dieu Lan sembrano essere le uniche superstiti. Quando la loro casa viene distrutta durante i bombardamenti che stanno lacerando il Vietnam, la nonna decide di raccontare la storia della famiglia alla sua piccola nipotina, nell’attesa e nella speranza che a guerra finita tutti i componenti tornino sani e salvi. È la storia di una famiglia, ma è anche la storia di un Paese che ha patito povertà e guerre e ha portato distruzione e morte, ma è anche una storia di amore, speranza e di valori famigliari che nessuna guerra potrà mai spezzare.

La fortuna di Finch | Mazo de la Roche

Ci sono libri che hanno il potere di farti sentire a casa. Una volta lette le prime pagine del libro di Mazo de la Roche La fortuna di Finch, Fazi, avevo la sensazione di trovarmi di nuovo a Jalna, questa splendida tenuta nel territorio canadese che poco per volta abbiamo imparato a conoscere.

Dover dire addio ad Adeline non è stato semplice per nessuno dei componenti dei Whiteoak che dalla centenaria madre e nonna hanno ereditato frasi e movenze che fanno sentire meno la sua mancanza. L’eredità lasciata in blocco a Finch aveva acceso gli animi di molti di loro, ma adesso sembrerebbe che tutti quanti hanno accettato l’assurda decisione di Adeline e l’intera famiglia si prepara per festeggiare i ventun anni del ragazzo con una magnifica cena.

Dal suo canto Finch fatica ancora a credere di aver ereditato quell’immensa fortuna motivo per cui decide di esaudire in un certo senso il desiderio di ogni Whiteoak. Si prodiga nel fare delle migliorie per Jalna, regala una bella automobile al fratello Piers, decide di aiutare la sorella Maggie nel pagamento del mutuo e regala un viaggio ai due zii Nicholas e Ernest a Londra dalla sorella Augusta, un viaggio a cui si unisce anche il giovane che sente più che mai la necessità di cambiare aria.

In tutto ciò, infatti, Finch si sente finalmente libero di poter prendere delle decisioni che hanno a che fare con la sua vita e il suo futuro, anche se è consapevole che tali decisioni non troveranno l’appoggio del suo amato fratello Renny. Decide di mettere i malumori da parte e di godersi il soggiorno londinese insieme agli zii a casa della zia Augusta dove Finch farà la conoscenza della cugina Sarah che in breve tempo farà breccia in lui.

Mentre nel vecchio continente Finch si aprirà a nuove esperienze e ritroverà il fratello Eden, a Jalna il matrimonio tra Renny e Adeline mostrerà le prime crepe e in lei crescerà sempre di più la convinzione di aver fatto un passo rischioso e azzardato e dovrà capire una colta per tutte se vorrà effettivamente far parte della famiglia e diventare una Whiteoak.

Come dicevo in apertura, i libri di Mazo de la Roche sono libri che mi fanno sentire a casa. Sono libri che divoro con l’impazienza tipica del lettore che è incapace di lasciare anche solo per un attimo i propri personaggi preferiti e che una volta arrivata alla fine viene assalita da una dolce malinconia. L’unica magra consolazione è sapere che non molto tardi questa amata famiglia tornerà a bussare alla mia porta e non vedo l’ora di poter aprire e immergermi nuovamente nelle loro vite.

  • Titolo: La fortuna di Finch
  • Autrice: Mazo de la Roche
  • Casa Editrice: Fazi
  • Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2021