Ninna nanna delle mosche | Alessio Arena

Palmira è un piccolo paesino della Lucania, una delle regioni più a sud dello stivale. Nei primi decenni del Novecento erano più le persone che decidevano di imbarcarsi per raggiungere la terra promessa, la Merica, che quelli che decidevano di rimanere. Berto, il fornaio del paese, era tra quelli che erano rimasti; Gregorio, invece, alla Merica ci era andato, perché costretto da altri e divideva il suo tempo come operaio nell’officina Porvenir ad estrarre il salnitro e a scrivere le lettere degli italiani che come lui avevano lasciato affetti e amori nel vecchio Paese.

Gregorio sarebbe rimasto volentieri a Palmira, accanto al suo Berto, ma la loro unione aveva destato scalpore per l’epoca e l’unica soluzione era stata quella di mandarlo quanto più lontano possibile e cercare di salvare Berto, facendolo sposare con una ragazza per bene, una fanciulla cresciuta in un convento della zona che con il suo canto era capace di commuovere e far innamorare. Si chiamava Serafina e per tutti era la ninnanannara che aveva sposato Berto e le aveva dato una bambina, incosciente di quelle voci che giravano su suo marito e su quell’amico emigrato tanti anni prima.

Succede che quelle lettere che Gregorio aveva mandato al suo amore e che non erano mai arrivate a destinazione, arrivano per puro caso tra le mani di Berto che decide di partire a sua volta per la Merica alla ricerca del suo Gregorio, inconsapevole di dare il via a una serie di avvenimenti a catena legati tra loro.

Da un lato c’è Gregorio che con la sua amica pianista Dorotea girava in lungo e in largo per il Cile; dall’altra Berto che accodandosi a un circo si imbarca alla volta del nuovo continente per mettersi sulle tracce di Gregorio e in tutto ciò una serie di persone a loro volta legate alla vite dei due le cui vicende si intrecceranno loro malgrado.

Che per stare con te sono nato e per stare con te sono andato a cercare la morte

«Ninna nanna delle mosche» di Alessio Arena (Fandango) è un caleidoscopio di storie e personaggi che si muovono e si amalgamano tra loro alla perfezione. È un romanzo che procede come procede una canzone di cui non si può fare a meno, una di quelle che parte lenta ed esplode nel finale. Alessio Arena, oltre ad avere un evidente talento per la scrittura, ha il dono di raccontare storie di cui mi innamoro follemente e questa è una storia ricca di amore, un amore puro e coraggioso, di folklore, quel folklore che è parte della nostra cultura e delle nostre radici, e di passione, quella passione che anima le persone e le stravolge e soprattutto è una storia capace di farti il cuore a pezzettini e poi per farsi perdonare te lo riempie di gioia.

Dei libri che leggeremo a settembre| Guida pratica alle prossime uscite

Buongiorno lettori, come va? Il blog riprende ufficialmente le comunicazioni dopo una pausa lunga e meritata (la pausa la meritavo io, ma questo è un altro discorso).

Molti di voi saranno ancora in vacanza, altri ancora magari sono lì che si accingono a partire e altri come me sono tornati alla propria normale routine, ma se c’è una cosa che unisce noi lettori è la voglia di sapere cosa troveremo a breve nelle librerie dopo la tradizionale pausa editoriale dei mesi estivi e questo post vuole essere una breve e significante guida alle prossime uscite: armatevi di penna e agenda e partiamo.

Il 31 agosto torna in libreria Maurizio Maggiani con Eterna Gioventù (Feltrinelli) una storia di eterna rivolta, di vite che si intrecciano e si confondono con la Storia, edificandone una loro che non si pieghi alla schiacciante prepotenza del potere, all’insolenza del tiranno, allo sconforto della sconfitta, una storia madre di fraterna giustizia, di amorevole libertà, di una gioiosa e ardente futura umanità.

Il 2 settembre è la volta di uno dei miei autori del cuore; Alessio Arena torna con il suo nuovo romanzo Ninna nanna delle mosche (Fandango) con un’emozionante storia che si svolge tra un paesino della Lucania e il lontano Cile. Marco Malvaldi riporta in libreria i suoi amati vecchietti e il barista Massimo, alle prese con un nuovo intrigo da sciogliere in Bolle di sapone (Sellerio).  

Il 7 settembre tornano Michela Murgia e Chiara Tagliaferri con Morgana. L’uomo ricco sono io (Mondadori), una raccolta di storie dove l’emancipazione femminile passa attraverso l’indipendenza economica. Come nel precedente libro, ci saranno una serie di ritratti di donne, imprenditrici, politiche e attrici che grazie al loro lavoro sono diventate ricche abbastanza da poter affermare, come diceva Cher che l’uomo ricco erano loro.

Il 9 settembre è la volta di un altro autore del cuore; Alessio Forgione torna in libreria con Il nostro meglio (La nave di Teseo). Amoresano è cresciuto a Bagnoli con i nonni e adesso vive con la famiglia a Soccavo. Va all’università, ha una relazione che procede a stento e ama rifugiarsi nella lettura. Tutto nella vita sempre riportarlo a quell’amore primordiale che lo ha cresciuto, sua nonna, che gli ha insegnato tutto quello di cui lui aveva bisogno. La storia ha tutte le premesse di essere una di quelle che difficilmente dimenticheremo.

Dopo i successi de La ferrovia sotterranea (SUR) e I ragazzi della Nickel, il 14 settembre arriva il nuovo imperdibile libro di Colson Whitehead Harlem Shuffle (Mondadori) e torna Alessandro Piperno con Di chi è la colpa (Mondadori).

Il 28 settembre è la volta di due autori napoletani (entrambi autori del cuore, ovviamente). Diego De Silva riporta in scena il suo personaggio più amato, l’avvocato Vincenzo Malinconico con Le minime di Malinconico (Einaudi), mentre ritorna dopo il grandissimo successo de Il treno dei bambini, Viola Ardone con Oliva Denaro.

Il 30 settembre Feltrinelli schiera alcuni dei suoi autori di punta; saranno in libreria i libri di Nicolas Barreau Il tempo delle ciliegie, Vinicio Capossela con Eclissica e Banana Yoshimoto con Su un letto di fiori. Per Adelphi uscirà il nuovo libro di Peter Cameron, Anno bisestile, mentre Lorenzo Marone torna con una nuova storia Il bosco di là, edito da Aboca edizioni.

Ci sarebbero delle chicche anche per ottobre e novembre, ma mica posso dirvi tutto oggi? Alla prossima, lettori.

Pride Month| Dai moti di Stonewall a quattro letture tema pride

Giugno è il mese del Pride, il mese in cui si celebra l’orgoglio di appartenere alla comunità LGBTQIA+ e l’amore in tutte le sue forme. Per capire perché sia stato scelto questo mese bisogna fare un passo indietro nel tempo e precisamente nel 1969. Tra la notte del 27 e la notte del 28 giugno in un bar del Greenwich Village, un quartiere di Manhattan, si consuma l’ennesima retata da parte della polizia nei confronti di un gruppo di omosessuali.

Facciamo un ulteriore passo indietro per comprendere meglio il periodo storico. Tra gli anni cinquanta e i primi anni sessanta, episodi come quello sopra citato erano consuetudine. C’è stato un periodo in cui durante queste retate la polizia registrava l’identità sessuale dei presenti e spesso questi nomi venivano pubblicati dai giornali. Se due ragazzi si tenevano per mano, si baciavano o semplicemente indossavano abiti appariscenti, potevano essere arrestati dalla polizia con l’accusa di indecenza.

Ciò che successe quella notte che è passata alla storia non è molto chiaro, perché le versioni differiscono un leggermente. Quello che è certo è che la polizia verso l’una e venti di notte fece irruzione nello Stonewall Inn, uno dei bar gay più famosi della città e vero e proprio ritrovo per la comunità e dopo che Sylvia Rivera lanciò una bottiglia contro un poliziotto che l’aveva manganellata la folla si ribellò. I numeri di quella notte parlano di duemila persone in strada, quattrocento poliziotti, tredici arresti e quattro uomini delle forze dell’ordine feriti.

Quella notte segnò il cambio di rotta e l’inizio del cammino verso i diritti.

Celebrare il Pride è importante e fondamentale proprio per non dimenticare chi in passato ha lottato per i diritti di tutti oggi. La rabbia e la ribellione delle persone ha fatto sì che si accendesse la luce su un problema serio, quello dei diritti delle minoranze, che ancora oggi ha bisogno di eco.

LETTURE TEMA PRIDE

Il primo che passa è l’esordio di Gianluca Nativo (Mondadori) in cui l’autore racconta la ricerca dell’identità sessuale, l’accettazione di questa e soprattutto cosa significa crescere in alcuni contesti dove la diversità non viene minimamente tollerata. Pierpaolo è un ragazzo nato e cresciuto in un quartiere periferico di Napoli in una famiglia benestante. Quando il padre viene arrestato e messo poi agli arresti domiciliari la sua vita subisce una battuta d’arresto e decide di provare ad andare oltre. Decide di farsi trasportare dai suoi istinti che lo portano verso altri ragazzi e inizia così per lui la scoperta del sesso, prima, e dell’amore, poi.

Signorina di Chiara Sfregola (Fandango). Un libro sul matrimonio, se vogliamo farla breve, un libro su cosa sia diventato il matrimonio oggi e cosa significa per due donne celebrare quell’istituzione tanto legata al patriarcato, se vogliamo dire qualcosa in più. Chiara, che si definisce una donna, una lesbica una femminista e una moglie, racconta la sua esperienza del matrimonio e cosa è stato, storicamente, il matrimonio e cosa sta diventando oggi.

Ragazza, donna, altro di Berdardine Evaristo (SUR) è un affresco di dodici racconti con protagoniste le donne. Sono donne etero e donne gay, donne bianche e donne nere. Dodici protagoniste di provenienza diversa le cui storie si intrecciano dando vita a un mosaico di storie appassionanti.

Il blu è un colore caldo di Julie Maroh (Rizzoli) è una grapich novel. Clementine è una ragazza di quindici anni che in un pomeriggio come tanti altri scorge tra la folla quella che sarà la fonte della sua dannazione. Una testa dai capelli blu e dagli occhi dello stesso colore che diventerà il centro dei suoi pensieri e che scatenerà la rabbia, perché quei capelli blu appartengono ad Emma e Clementine non si sente pronta a vivere alla luce del sole la sua omosessualità.

I migliori del 2018 | Classifica dei migliori libri dell’anno

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Liste, liste, liste… quante ne avete lette e quante ancora ne leggerete? Fine anno si sa, è tempo di bilanci e abbondano liste sugli argomenti più disparati. Quella dei libri migliori dell’anno è la lista che più mi piace stilare, perché mi permette di fare considerazioni sulle letture che mi hanno tenuto compagnia in questi dodici mesi. È un momento tutto mio e con i miei amati libri: scoperte, conferme, delusioni e perdite di tempo. Soprattutto mi permette di ritornare su quei libri che anche quest’anno non mi sono decisa ad iniziare (Delitto e Castigo e Don Chisciotte prima o poi ci incontreremo); quelli lasciati a metà per svariati motivi e che riprenderò a inizio anno (L’idiota di Elif Batuman e Buongiorno, mezzanotte di Jean Rys); quelli a cui dare una seconda possibilità (Resoconto di Rachel Cusk, il problema sei tu o io?).

Ogni anno quando stilo la lista dei migliori c’è sempre qualcuno che ha da ridire su qualcosa. Un anno perché erano tutti libri scritti da scrittori (leggo più autori, mi dite il problema?), un altro perché c’erano troppi libri Einaudi (ho una libreria Billy piena di Einaudi, per la legge dei grandi numeri… traete voi le conclusioni). Quest’anno nei miei 12 (sì lo so, di solito se ne scelgono 10 ma il blog è mio e faccio come mi pare) ci sono sei libri di scrittori e sei di scrittrici e c’è una varietà di case editrici: contenti?

Ora basta chiacchiere e via con la lista.

  • Le assaggiatrici di Rosella Postorino, Feltrinelli.
  • Resto qui di Marco Balzano, Einaudi.
  • Napoli mon amour di Alessio Forgione, NN Editore.
  • L’animale femmina di Emanuela Canepa, Einaudi.
  • Il club degli uomini di Leonard Michaels, Einaudi.
  • La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg di Sandra Petrignani, Neri Pozza.
  • Nel cuore della notte di Marco Rossari, Einaudi.
  • Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman, Garzanti.
  • La ragazza del convenience store di Muraka Sayaka, Edizioni E/O.
  • Le fedeltà invisibili di Delphine De Vigan, Einaudi.
  • La notte non vuole venire di Alessio Arena, Fandango.
  • Preludio a un bacio di Tony Laudadio, NN Editore.

Quest’anno ho letto dei gran bei libri, ecco perché stilare questa lista è stato più difficile del previsto. Ci sono state delle piacevoli scoperte come Rosella Postorino e Alessio Arena. Della prima dopo il suo Le assaggiatrici (per cui ho fatto un tifo sfegatato per il Premio Campiello meritatamente vinto) mi sono fiondata su tutto ciò che ha scritto in precedenza, mentre del secondo oltre ad aver apprezzato il suo lato da scrittore ho iniziato ad ammirare anche quello di cantautore. Gli esordi a mio avviso migliori sono stati quelli di Emanuela Canepa e Alessio Forgione. Il primo libro è una storia sul potere, su chi lo esercita e chi lo subisce, mentre il secondo è stato l’esempio di un ottimo caso letterario, di quelli che ci riportano a discutere e confrontarci. Napoli mon amour è il dipinto di una generazione (la mia) che senza i mezzi per potersi affermare è costretta ad accontentarsi.

Di solito mi tengo alla larga dai casi editoriali, ma Elanor Oliphant sta benissimo e La ragazza del convenience store sono l’eccezione che conferma la regola. Problemi relazionali, solitudini forzate e giudizi errati accomunano le due protagoniste di questi due libri. Per la serie meglio tardi che mai ci sono Il club degli uomini e Le fedeltà invisibili. Acquistati appena usciti mi sono decisa a leggerli mesi dopo e in entrambi i casi una volta iniziati li ho messi via solo nel momento in cui li ho terminati. Per quanto riguarda i libri di Marco Rossari e Marco Balzano si è trattato di un vero e proprio amore al primo rigo (per Balzano sono ancora in lutto per il mancato Premio Strega), mentre Sandra Petrignani e Tony Laudadio sono state delle conferme. La prima non poteva deludermi con un libro dedicato a una delle più talentuose scrittrici della nostra letteratura recente, Natalia Ginzburg, il secondo mi ha dimostrato qualcosa che già sapevo: Laudadio sa scrivere e sa farlo pure bene.

Special Mention.

In questa classifica di libri letti e usciti nel 2018 devo fare una menzione speciale per Chiedo scusa di Francesco Abate. A questo libro ci sono arrivata dopo Torpedone trapiantati. Abate ha la capacità di farti piangere contemporaneamente dalle risate e dalla commozione.

La notte non vuole venire| Alessio Arena

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Ciò che hai appena letto è un romanzo di finzione ispirato alla vita di Griselda Andretini in arte Gilda Mignonette.

Quando ho finito di leggere La notte non vuole venire e ho letto questo passaggio ho pensato che a quel punto non mi interessava più sapere cosa fosse vero e cosa falso, cosa corrispondeva a verità certificata e cosa a pura finzione narrativa. Voglio immaginare che la vita di Gilda Andreatini conosciuta come la Mignonette sia andata proprio come Alessio Arena me l’ha raccontata attraverso i ricordi di Esterina, la guagliona che il giorno che vide la Mignonette in trattoria non si fece scrupoli a proporsi come sua assistente visto che aveva sentito che Gilda era in partenza per gli Stati Uniti e la guagliona voleva partire con lei.

Il racconto inizia sulla nave che riportava la Mignonette in patria per realizzare il suo ultimo desiderio e cioè morire nella sua amata Napoli. Esterina ricorda la parte della sua vita trascorsa accanto a Donna Gilda, dagli inizi nei teatri di New York fino al giorno in cui dopo l’insospettabile tradimento della guagliona, Donna Gilda pose fine a qualsiasi tipo di rapporto con lei.

Ricorda quando Gilda la vide, minuta e con una capigliatura completamente bianca che la faceva sembrare più vecchia di quello che era. Gilda pensò che una guagliona così le avrebbe fatto comodo, ma cosa più importante Esterina non avrebbe mai rappresentato un pericolo per lei che abituata alle luci della ribalta era abituata anche ad avere tutta l’attenzione su di sé. Insomma nessuno si sarebbe voltato a guardare Esterina quando potevano ammirare Gilda.

La Mignonette si apprestava a conquistare gli Stati Uniti grazie ad una tournée organizzata nel Paese del nuovo continente dal suo futuro marito, l’imprenditore Frank Acierno. A New York, e non solo, ad attenderla c’erano gli italiani approdati anni prima e che avevano eletto la Mignonette come la voce dei migranti e che grazie alle canzoni che cantava potevano rivivere le emozioni della patria ormai lontana. Un’ascesa professionale certa e un futuro marito follemente innamorato e che si era messo a suo completo servizio facevano di Gilda una donna realizzata in tutti i campi, ma non è tutto oro quello che luccica e il matrimonio all’apparenza solido e fondato sull’amore reciproco aveva una crepa non indifferente e anche se Gilda professionalmente racimolava successi, dal punto di vista privato dovette subire varie batoste, tra cui il sapere di non poter avere figli che accentuarono la sua dipendenza dall’alcool, già fortemente fuori controllo. In tutto ciò la guagliona era sempre al suo fianco, o meglio al suo servizio, beneficiando dell’amicizia del poeta Federico Garcia Lorca, che l’aiuterà in un momento cruciale della sua vita ed otterrà ciò che Gilda credeva esser completamente suo.

Alessio Arena, cantautore e scrittore napoletano, ci fa conoscere la straordinaria vita di una cantante che ha segnato un’epoca e che è stata la voce di Napoli nel mondo per molti anni. Ammetto l’ignoranza: non avevo idea di chi fosse la Mignonette. Merito ad Arena di averla raccontata facendomi appassionare pagina dopo pagina. Riammetto l’ignoranza: conoscevo poco o niente l’autore. Di Alessio Arena avevo letto giusto un suo racconto qualche anno fa contenuto in Panamericana edito La Nuova Frontiera (e già avevo detto che il suo racconto insieme a quello di Paolo Piccirillo erano i migliori in assoluto). Grazie ad Arena ho scoperto Alejandro Palomas avendo lui tradotto due suoi libri (e gli sarò sempre grata di avermi fatto conoscere Palomas), ma di suoi libri avevo letto niente.

Poche settimane fa mi è stato consigliato, o meglio, mi è stato detto: recupera tutti i libri di Alessio Arena perché è uno scrittore che merita. Questo libro ne è la conferma. Leggo tanto, di storie belle ne trovo parecchie e di autori bravi anche, ecco Alessio Arena è bravissimo e scrive storie che valgono la pena di essere lette: vi pare poco?

  • Titolo: La notte non vuole venire
  • Autore: Alessio Arena
  • Editore: Fandango
  • Data di pubblicazione: 4 Ottobre 2018