Estate libri| Per i malati di gadget tutte le promo librose del momento

Si sa che noi lettori non abbiamo bisogno di incentivi per acquistare libri, anzi, per noi ogni scusa è buona per una capatina in libreria per comprare qualcosina: niente di più ci rende felici di regalarci, o farci regalare, un libro.

L’estate, complice il maggior tempo a disposizione per le ferie o per le pause studio, le case editrici sono lì a complottare contro i nostri poveri portafogli mettendo su campagne acquisto a cui è difficile resistere: sconti su sconti e tanti, tantissimi gadget in allegato agli acquisti.

In questo mare magnum di offerte non potevo che venire in vostro soccorso, quindi se il vostro conto piange miseria chiudete immediatamente questa pagina, perché non voglio ritenermi responsabile di niente; per tutti gli altri mettetevi comodi e come sempre prendete appunti.

ZAINI E SHOPPER

Partiamo dalla mia casa editrice del cuore (Franci, ma quanto sei prevedibile): dal 9 luglio al 22 agosto con due libri Einaudi vi portate a casa uno zaino (nero o beige i colori disponibili). Per chi non sa cosa acquistare vi rimando a due vecchi post che trovate sul blog che sono sempre validi, perché i consigli non scadono mai: uno dedicato esclusivamente agli Stile Libero e uno a tutti gli Struzzi. Spostandoci in casa Feltrinelli con un minimo di spesa di 35 euro c’è in omaggio una splendida cover book, un modo creativo per proteggere i libri che decidiamo di portare in spiaggia e non solo: qui una guida all’acquisto se ancora siete indecisi su cosa acquistare.

Adelphi dal 15 luglio al 15 agosto con l’acquisto di due titoli del loro catalogo regala ai propri lettori una shopper con i disegni di Tullio Pericoli: di questa borsa ci sono ben quattro versioni (e qui trovate i miei Adelphi imperdibili).

Sempre in tema borse, con l’acquisto di due libri della collana Elefanti di Garzanti riceverete in omaggio una borsa termica con la scritta Io Leggo, offerta valida fino all’8 agosto, mentre acquistando un titolo Blackie Edizioni portate a casa una shopper: questa è valida fino all’11 luglio quindi fate ambress!

Sempre di zainetto si tratta, ma dedicato ai più piccoli, quello della casa editrice Il Castoro che fino al 27 luglio omaggia i suoi lettori con uno zainetto colorato della serie Il manuale delle 50 avventure con l’acquisto di due titoli, mentre con una guida Marco Polo fino al 31 agosto vi portate a casa una sacca.

TACCUINI

Per chi come me ha come seconda passione la cartoleria, non può perdersi il taccuino in omaggio che si riceve acquistando un titolo Iperborea fino al 31 luglio, quello di Edizioni E/O che si ottiene con l’acquisto di due titoli della collana Le Cicogne (in questo caso la promo andrà avanti fino ad esaurimento scorte) e quello in omaggio con due libri SUR, sempre fino al 31 luglio; in questo caso si tratta di un vero e proprio diario di lettura, inutile dire che è imperdibile.

SCONTI

Estate significa anche sconti, e al momento le case editrici che hanno messo il loro catalogo scontato del 20% sono le seguenti:

  • Bompiani fino al 1° agosto,
  • Voland dal 1° luglio fino al 3 agosto,
  • la collana BEAT dal 8 luglio al 7 agosto
  • TEA fino all’8 agosto,
  • Raffaello Cortina Editore fino al 23 luglio,
  • Il Battello a Vapore fino al 18 luglio,
  • Ape Junior e Nord-Sud (case editrici dedicate ai più piccoli) fino al 1 agosto,
  • Voland fino al 31 luglio (promozione è valida solo sui prodotti venduti e spediti direttamente da IBS di cui sono escluse le novità degli ultimi sei mesi)

Le seguenti case editrici, invece, vi permettono di portarvi due titoli del loro catalogo a 9,90: Feltrinelli, Marsilio, SEM e Sonzogno nella veste universale economica. A questi si aggiungono Gribaudo, Newton Compton e TEA.

GIOCHI

Passiamo in casa Salani che fino al 31 luglio con l’acquisto di due libri per ragazzi regala il gioco della dama in una scatola di latta portatile e resistente, con pedine magnetiche.

Giunti Kids invece si dedica ai più piccoli e con un acquisto minimo di almeno dieci euro regala un kit da spiaggia fino al 17 luglio.

Parti con un libro | Quattro titolini da mettere in valigia

È arrivato quel periodo dell’anno in cui se non si sta attenti si inciampa su una lista dei libri da leggere in vacanza. Il mio amore per le liste è cosa nota e ogni anno infatti non perdo occasione di spulciare tutte le liste che mi capitano a tiro e soprattutto mi sento in dovere di stilare la mia lista di consigli non richiesti.

Quest’anno tra l’altro è stato il primo in cui prendendo carta e penna ho buttato giù sommariamente una lista di libri da leggere nei mesi che vanno da giugno ad agosto e senza volermi buttare la zappa sui piedi da sola posso affermare che sono già a buon punto: adesso non resta che vedere cosa succederà da qui a fine estate (incrociate le dita per me).

Tornando a noi, i miei vogliono essere sempre consigli spassionati, liberissimi di seguirli, liberissimi di ignorarli, liberissimi di non leggere niente e godervi la vostra meritata vacanza di dolce far nulla. Per chi volesse, qui sotto trovate quattro titolini da leggere.

Rosario PellecchiaLe balene mangiano da sole (Feltrinelli): Gennaro, detto Genny, è un orgoglioso rider. Messi momentaneamente gli studi in pausa, Genny ha deciso di lanciarsi anima e corpo in questo mestiere detestato da tutti quelli che lo svolgono. Per lui, invece, il rider rappresenta l’occasione di poter entrare, seppure solo per il momento della consegna, nelle case altrui per poter scorgere pezzi di vita e brandelli di storie. Una sera durante una consegna conosce Luca, un dodicenne tifoso sfegatato del Napoli che lo invita a rimanere per vedere la partita. Sa che non dovrebbe, ma intuisce in quella richiesta un bisogno di attenzioni a cui lui non può sottrarsi. Contro ogni logica tra Genny e Luca si instaura un rapporto di amicizia sempre più forte con un epilogo capace di sciogliere i cuori più duri.

Ingrid PersaudLove after love (Edizioni E/O). Avvertenze: questo libro vi farà piangere tantissimo. A Trinidad Betty si ritrova a crescere suo figlio Solo da sola dopo che suo marito muore. Per aiutare l’assetto economico familiare decide di affittare una camera di casa sua a Mr Chetan che in pochissimo tempo diventa il migliore amico di Betty e la figura paterna che tanto manca a Solo. Succede che un segreto che doveva rimanere tale purtroppo viene fuori e Solo parte per New York pur di tagliare i ponti con sua madre Betty che si affida sempre più a Mr Chetan, l’unico che le rimane accanto e purtroppo per lei i dolori non sono finiti…

Jami AttenbergTutto questo potrebbe essere tuo (Einaudi). Per la serie non è vero che in vacanza bisogna portare libri leggeri. Per Alex si sta avvicinando il giorno tanto atteso, quello della morte di suo padre Victor. Se per qualsiasi figlia dire addio a un genitore è quanto di più atroce possa capitare, per Alex questo momento significa solo libertà. Libertà da un padre da sempre autoritario, violento, misogino, meschino e tanti altri complimenti così. Un padre che ha ripetutamente tradito sua madre Barbra, consapevole della sua infedeltà e che ha fatto affari illeciti mettendo a rischio tutta la famiglia. Si può perdonare un padre per non essere stato un padre?

Gianni SollaTempesta madre (Einaudi). Se una cosa la puoi scrivere, allora vuol dire che la puoi capire. C’è Jacopo e c’è la segretaria. C’è Jacopo unico bambino maschio della classe all’istituto Santa Sofia e c’è la segretaria, sua madre, delle Brahms edizioni musicali, una donna bellissima, eccentrica, vulcanica a passionale. Una donna che ha messo il padre di Jacopo alla porta e ha cresciuto il figlio da sola. Un rapporto, il loro, unico e problematico, fatto semplicemente di lui e lei. Una volta adulto è difficile per Jacopo accettare i segni dell’Alzheimer che avanzano nella mente della segretaria, come sarà difficile accettare di doverle prima o poi dire addio. Tenero e commovente, da leggere e niente più.

Le vite nascoste dei colori | Laura Imai Messina

Qual è il colore di un brindisi al futuro? Se dovessi esprimere un desiderio direi che voglio un futuro luminoso, circondata da persone positive a cui dare amore e riceverne altrettanto, un futuro pieno di passione e per me la passione ha un solo colore, il rosso, per cui se dovessi rispondere alla domanda con cui aperto direi che il colore di un brindisi al futuro è akaneni-iro il rosso geranio delle donne altolocate di Kyoto.

A quattro anni Mio non pronunciava neanche una parola. La famiglia, dopo vari pareri medici che attestarono che non aveva alcun tipo di problema, si era rassegnata all’idea di quella bambina senza parole, fino a quando qualche mese dopo per la felicità di tutti iniziò a parlare.

A cinque anni Mio usava termini che a volte neanche gli adulti usavano; solo una cosa non riusciva mai a pronunciare: i colori. Per lei era impossibile indicare il rosso, il rosa, l’azzurro o qualsiasi altro colore e anche in questo caso solo tempo dopo iniziò a usarli correttamente, ma mai da soli. Per Mio una cosa non poteva essere solo verde o solo blu, ma doveva essere verde giovane, blu del cielo delle sette di sera e giallo che fa il girotondo.

Quell’atteggiamento che faceva sorridere chiunque la sentisse rendeva furiosa la madre che continuava a vedere in lei un tipo di stranezza difficile da interpretare e questo fece sì che tra madre e figlia il rapporto fosse sempre burrascoso al punto che Mio una volta più grande decise di non lavorare nell’atelier di kimono nuziali della famiglia dove lei da bambina aveva imparato l’importanza dei gesti tramandati di generazione in generazione. Mio aveva deciso di lavorare in un negozio di colori, perché la vista di tutte quelle boccette colorate messe in fila ordinate la faceva stare bene.

Aoi aveva imparato presto cos’era la morte. Il padre aveva un’agenzia funebre per cui fin da piccolo sapeva che non bisognava aver tanta paura di quella cosa che spaventava tutti. Fin da bambino aveva osservato il padre che nel giorno più difficile per le persone che dovevano dire addio al proprio caro metteva su tutta una serie di azioni per fare in modo che il passaggio tra questa e l’altra vita avvenisse nel migliore dei modi.

Adesso che l’agenzia era sua Aoi sentiva il bisogno di darle un nuovo tocco di colore ed è in questo modo che fa la conoscenza di Mio e basta un semplice sguardo tra i due per far risvegliare qualcosa che per entrambi sopiva da tempo.

Le vite nascoste dei colori (Einaudi) è il racconto di due anime che si incontrano e che riconoscendosi tra la folla capiscono che non possono fare a meno l’una dell’altra. È il racconto di un amore la cui potenza è talmente forte che può distruggerti e può annientarti e devi scegliere se stare dalla parte in cui potresti soffrire o in quella in cui potresti essere felice per sempre. Laura Imai Messina ci racconta quella che potremmo definire una fiaba moderna capace di farci emozionare dalla prima all’ultima riga.  

  • Titolo: Le vite nascoste dei colori
  • Autrice: Laura Imai Messina
  • Casa editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 8 Giugno 2021

Gli Spaiati| Cosa significa avere trent’anni oggi

Una delle cose che faccio ultimamente è scegliere libri che hanno come protagonisti trentenni la cui vita è incasinata tanto quanto la mia. Durante la lettura mi sento così sollevata al pensiero che tutto questo caos non appartiene solo a me, anche se l’unica pecca è che nei libri tendenzialmente finisce tutto con “e vissero felici e contenti”, mentre io sono sempre qui con “nulla di nuovo sul fronte occidentale”.

Prendiamo ad esempio Oliva, la protagonista del libro di Lorenza Gentile, Le piccole libertà (Feltrinelli). Oliva è una trentenne il cui lavoro non può essere definito proprio tale. È in attesa come tantissime persone della sua età che quel contratto diventi a tempo indeterminato in modo che il timore di essere sbattuta fuori dall’oggi al domani cessi.

Ha una relazione che pare funzionare, anzi, Oliva è prossima al matrimonio. In teoria la sua vita scorre come dovrebbe, ma in pratica non scorre come vorrebbe. Le sue amiche si muovono tra mutui da accendere, case da acquistare, figli da mettere al mondo, mentre lei non riesce neanche a perdere quei pochi chili che servono per entrare meglio nel vestito da sposa. La sera fatica a dormire, perché l’ansia la divora.

Succede che un giorno la sua routine tanto perfetta viene incrinata da un pacco che si vede recapitare in ufficio con all’interno due biglietti andata-ritorno per Parigi. A Parigi vive la zia che è scomparsa chissà per quale motivo molti anni prima senza alcun motivo apparente rompendo ogni rapporto con la sua famiglia. Da un lato c’è la vita ordinaria fatta di casa e lavoro, dall’altre due giorni e una notte a Parigi dalla zia tanto amata che le ha dato appuntamento alla Shakespeare & Company. Decide di concedersi questa libertà e una volta a Parigi verrà trascinata in mille situazioni che la sua vita ordinaria non avrebbe mai concepito.

Da trentenne a trentenne prendiamo adesso Casey, la protagonista di Scrittori e amanti di Lily King (Fazi). Sogno nel cassetto: diventare scrittrice. Mansione reale: cameriera di un ristorante. Il suo proposito è quello di non pensare ai soldi di prima mattina, perché se pensasse al fatto di avere settantamila dollari di debiti da saldare probabilmente non avrebbe neanche la forza di alzarsi dal letto. Del suo gruppo di amici è rimasta l’unica a credere ancora nel sogno di diventare scrittrice, motivo per cui ogni giorno si impone di scrivere almeno qualche pagina del suo libro. Sua madre è morta poco tempo prima mentre era in vacanza e la sua ultima relazione è fallita miseramente: ripeto, trovare un motivo per alzarsi la mattina è davvero difficile per Casey.

Succede che Casey incontra Silas, un ragazzo che come lei sogna di diventare scrittore, anche se dopo un primo appuntamento sparisce nel nulla con una delle scuse più banali al mondo: parto, non so quando torno. E succede che incontra anche Oscar che a differenza di Casey è uno scrittore affermato, conosciuto e apprezzato che le fa credere che forse un briciolo di felicità può permetterselo anche lei.

Il libro di Lorenza Gentile è una vera e propria favola moderna, un libro che potrei definire una coccola. C’è Parigi, che fa sognare anche il cuore più arido, c’è la Shakespeare & Company che fa venir voglia di buttare le prime cose in valigia e fare un biglietto di sola andata, c’è l’imparare a osare e uscire da quella comfort zone che ci siamo creati per accontentare gli altri e per proteggere noi da qualsiasi tipo di fallimento: la vita è oggi, dovremmo ricordarcelo di più.

Il libro di Lily King, invece, è un libro che con sagacia ci racconta cosa significa non rinunciare ai nostri sogni anche se la vita sembra volerci dire di darci un taglio e mettere la testa a posto. Le gioie, i dubbi e i tormenti li faremo nostri e alla fine saremo contenti per l’happy ending, probabilmente scontato, ma perché avremmo dovuto remare contro di lei?

  • Titolo: Le piccole libertà – Scrittori e amanti
  • Autrice: Lorenza Gentile – Lily King
  • Casa editrice: Feltrinelli – Fazi
  • Data di pubblicazione: 13 Maggio 2021 – 22 Aprile 2021

Gli Spaiati| Top, flop e blop

Di nuovo su questi schermi per raccontarvi (finalmente) le mie recenti letture. Le mie ultime settimane non sono state facili e le mie letture ne hanno risentito, nonostante questo avevo voglia di rimettere mano al blog per raccontarvi dei libri che mi hanno tenuto compagnia in questi giorni.

 Il mese di maggio si è concluso con appena quattro libri letti (una roba del genere non mi capitava da anni), ma alla fine questa non è una gara (se non con me stessa) e fa niente, recupererò nelle prossime settimane.

«La ragazza A» di Abigail Dean, «Klara e il sole» di Kazuo Ishiguro e «Un bacio dietro al ginocchio» di Carmen Totaro tutti e tre pubblicati da Einaudi sono i protagonisti di top, flop e blop (avviso ai lettori, questo termine non esiste, quindi non perdete tempo a googlarlo).

TOP

«La ragazza A» di Abigail Dean è il libro bomba di questo 2021 e se non lo vedrò in tutte le classifiche dei libri migliori dell’anno non risponderò delle mie azioni. Avete presente quei libri che vi fanno esclamare cazzo ogni dieci righe? Se non avete presente, significa che non vi siete mai ritrovati un libro del genere tra le mani. Di mio posso solo dirvi di aver divorato questo libro in una sola domenica pomeriggio e che ho lasciato volutamente una cinquantina di pagine per il giorno dopo, perché non ero pronta a dire addio a questa storia. Famiglia è in teoria il primo luogo sicuro che conosciamo. Famiglia, invece, per Lex ha significato prigionia, catene e piani per evadere. Lei è diventata per tutti la ragazza A, la ragazza che è riuscita a scappare e che ha fatto liberare i suoi fratelli. Quando anni dopo sua madre muore lasciando in eredità quella che potrebbe essere definita la casa degli orrori, Lex vorrebbe trasformarla in qualcosa che dia senso a ciò che ha vissuto, ma la sua idea di scontrerà con quella dei fratelli che dell’infanzia sembrano avere ricordi diversi da quelli di Lex e soprattutto significherà fare i conti con il suo passato e con il carico emotivo che quello comporta.

BLOP

Come ho già detto questo termine non esiste, volevo trovare qualcosa a metà strada tra top e flop e siccome non l’ho trovato mi è uscito questo (se lo sapete, me lo dite?). In questa sezione metto «Klara e il sole» di Kazuo Ishiguro, una lettura che non mi è dispiaciuta, ma speravo di trovare qualcosa in più. Questo è il primo libro di Ishiguro che leggo e ho iniziato questa lettura in punta di piedi, timorosa di trovarmi alle prese con un premio Nobel. Klara, la protagonista, è un androide, mentre Josie è una ragazzina di quattordici anni che sceglierà Klara come suo AA, un amico artificiale pronto a prendersi cura di chi lo sceglie. Fin dal primo istante Klara avrà una vera e propria forma di protezione nei confronti di Josie, una protezione che aumenterà dal momento in cui scoprirà della sua malattia. Un’intelligenza artificiale può provare emozioni? Un androide può capire cosa significa sacrificare sé stessi per il bene di chi più gli sta a cuore? Sono questi gli interrogativi che muovono la storia e una volta arrivati all’epilogo è possibile che la nostra idea iniziale non coinciderà più con quella finale. Leggere, per credere.

FLOP

«Un bacio dietro al ginocchio» di Carmen Totaro ahimè finisce qui, ma ci tengo a sottolineare che non è un vero e proprio flop, bensì una lettura il cui finale mi ha lasciata così perplessa da mettere tutto in discussione. Ada ed Elisa sono madre e figlia. Dopo la cena di compleanno di Elisa e dopo che quest’ultima ha riportato a casa Ada, la madre si ritroverà in uno stato di semi incoscienza che non le permetterà di ricordare cosa sia successo nelle ore precedenti. Perché era rinchiusa in bagno? Perché nell’appartamento c’è forte odore di gas? Che fine ha fatto Elisa e perché non risponde ai suoi messaggi per rassicurarla? Quello che resta ad Ada è mettersi sulle tracce di una figlia all’apparenza scomparsa per scoprire che la vita della figlia che conosceva non è per niente la vita che la figlia conduceva. Il romanzo è diviso in due parti. La prima tutta dedicata ad Ada ed è quella che ho letto con interesse e curiosità. La seconda è narrata da Elisa e ciò che il lettore dovrebbe capire sono le motivazioni che hanno spinto Elisa a fare quello che ha fatto, ma ciò che emerge è solo il ritratto di una figlia che non sa neanche lei che vuole nella vita e nel momento clou del racconto, il confronto tra Ada e Elisa, tutto si chiude troppo velocemente senza fornire risposte al lettore.

Quando tornerò | Marco Balzano

Se dovessi descrivere il nuovo romanzo di Marco Balzano Quando tornerò, Einaudi, potrei dire che è la storia di chi parte di chi resta.

A partire è stata Daniela quando si è resa conto che suo marito non avrebbe mai trovato un lavoro per provvedere ai bisogni della famiglia. A restare i suoi due figli che un giorno hanno trovato un biglietto della madre dove c’era scritto che se n’era andata. Daniela ha lasciato il suo paesino in Romania una notte, fuggendo come fuggono i ladri, perché sapeva che durante il giorno non avrebbe mai avuto il coraggio di lasciare i suoi due figli, anche se tutto quello che stava facendo lo stava facendo per loro.

Si trasferisce a Milano, pronta a fare il lavoro che tutte le donne straniere come lei fanno in questo Paese: la badante. Prendersi cura dei vecchi è il primo step, poi ci sarebbe quello della baby-sitter e poi chissà che altro ancora. Il patto era quello di restare giusto il tempo di racimolare i soldi necessari per sistemare la casa e provvedere agli studi dei figli, ma la verità è che chi lascia il proprio Paese difficilmente fa ritorno. Le poche volte che Daniela ritorna a casa capisce che l’atmosfera è cambiata. Il marito continua a essere strafottente e i figli, che non comprendono ancora la sua scelta, diventano ostili e a stento le rivolgono la parola.

Chi resta raramente capisce le scelte di chi parte. Angelica all’improvviso è dovuta diventare la donna di casa, mentre Manuel ogni giorno che passa perde le speranze di vedere la sua famiglia di nuovo riunita come un tempo.

Succede che prima di soccombere del tutto Manuel ha un incidente stradale che costringe Daniela a fare ritorno al suo Paese per stare al capezzale di suo figlio. La colpa più grande di una madre è quella di non aver capito il proprio figlio e di essere causa del suo dolore. Una madre che è stata via tutto quel tempo e che non si è resa conto di ciò che suo figlio stava vivendo può essere ancora chiamata mamma?

Quando tornerò è un racconto a tre voci. Conosciamo la storia della famiglia direttamente dai suoi componenti. C’è Manuel che ci rende partecipi del suo risentimento nei confronti di quella madre che ha fatto quella scelta senza neanche degnarsi di interpellarlo. C’è Daniela che con sacrificio prova a dare un futuro alla sua famiglia che di quel sacrificio non sa che farsene e poteva farne volentieri a meno e c’è Angelica che è tanto spaventata dall’idea di diventare come sua madre che appena ha l’opportunità decide di coglierla a volo e mettersi tutto alle spalle.

Marco Balzano non ha bisogno di mettere su una storia ambiziosa per far breccia nel lettore, gli basta la semplicità della storia di una famiglia per scrivere un romanzo capace di scaldare il cuore del lettore.

  • Titolo: Quando tornerò
  • Autore: Marco Balzano
  • Casa editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 9 Marzo 2021

Il valore affettivo | Nicoletta Verna

«Anche il fatto che ogni tanto mia madre cerca di uccidersi è diventato un’abitudine, come più o meno tutto il resto».

Bianca ha sette anni quando la sua amata sorella maggiore Stella perde la vita in un incidente. Da quel giorno la vita di Bianca ha subito una battuta d’arresto e tutto ha smesso di funzionare. Sua madre ha perso la voglia di vivere, la sua unica figlia rimasta non era una ragione troppo forte per andare avanti, meglio lasciarsi trascinare dal ricordo di quella figlia andata via troppo presto e in un modo così crudele. Suo padre ha sopportato fino a che ha potuto, per poi andarsene di casa e rifarsi una vita in Svizzera accanto a un’altra persona: anche per lui, forse, Bianca non era una ragione troppo forte per rimanere in Italia.

Il giorno della disgrazia è diventato per Bianca il giorno da annullare, lo ha immagazzinato in una parte remota del suo cervello e guai a parlarne, tanto meno pensarlo.

Oggi Bianca è quella che si potrebbe definire una donna realizzata. Ha un lavoro, sbobina interviste e ha un compagno, Carlo, un cardiochirurgo di fama mondiale che ha immolato la sua vita alla cura del cancro al cuore, il più difficile dei tumori.

Quando Bianca conobbe Carlo le bastò uno sguardo per capire che era l’uomo giusto per mettere in atto il suo assurdo piano. Carlo era il patrimonio senza il quale non avrebbe potuto proseguire, rappresentava la parte fondante del suo progetto, non poteva mandare tutto per aria per un capriccio o per altro, quindi fin dall’inizio Bianca aveva giocato alla donna amorevole e follemente innamorata del suo uomo, un uomo a cui diceva sempre sì e con cui in anni e anni di fidanzamento non aveva avuto nessun tipo di lite o incomprensione.

Bianca viveva la vita tenendola follemente sotto controllo. Se avesse potuto gestirla e catalogarla così come ossessivamente divideva i suoi amati rifiuti, sarebbe stata la persona più felice sulla terra, ma Bianca aveva capito che la felicità era un’illusione a cui lei non era abituata e infatti anche il piano risultava di saltare a causa di un intoppo non di poco conto che si era messa sul suo cammino.

Bisognava fare il tutto per tutto, lo doveva a lei e lo doveva a Stella, l’unica persona della sua vita che realmente contava.

«La certezza di conoscere nel dettaglio entrambi questi tipi di dolore».

Il valore affettivo di Nicoletta Verna, esordiente in casa Einaudi Stile Libero, è un romanzo di una bellezza unica e rara con un ritmo travolgente capace di trascinare il lettore pagina dopo pagina. La spiegazione razionale che proviamo a dare a ciò che inspiegabilmente ci accade nella vita è il senso del dolore che spesso senso non ha. Cosa ci spinge a dare una spiegazione a tutto? Cosa ci spinge ad essere così ossessivi nei confronti di una verità che probabilmente non arriverà mai? Siamo davvero così ciechi da credere che questo placherà il nostro dolore? Sono sincera, a queste domande non so rispondere, perché sono la prima che negli anni ha provato a spiegare razionalmente il dolore. Posso farmi solo da parte e lasciare le risposte agli altri.

  • Titolo: Il valore affettivo
  • Autrice: Nicoletta Verna
  • Casa Editrice: Einaudi (Stile Libero)
  • Data di pubblicazione: 30 Marzo 2021

Passione saghe famigliari| Cinque libri da leggere

Parliamo di uno dei miei generi preferiti in assoluto quando si parla di libri: le saghe famigliari. A dire il vero non so se possiamo ritenerlo un genere, ma prendiamolo per buono e procediamo. Se c’è una famiglia numerosa ci sono io, se c’è una famiglia e sullo sfondo un Paese che aspetta solo di essere raccontato, ci sono sempre io, ecco perché oggi ho deciso di consigliarvi le cinque saghe famigliari che più porto nel cuore.

«Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito».

Questo è l’incipit più conosciuto e amato della storia della letteratura mondiale che dà il via a una delle saghe famigliari più lette. Cent’anni di solitudine (Mondadori) di Gabriel Garcia Marquez mi capitò tra le mani un agosto di moltissimi anni fa (sono giovincella, non capite male) e lo presi incuriosita, ma al tempo stesso timorosa di non riuscire ad addentrarmi in una storia che già mi sembrava complicata. I libri belli, quando sono scritti bene, non vanno mai temuti e in men che non si dica mi immaginai per le strade di Macondo, la città immaginaria pensata dall’autore e situata nella Colombia caraibica, per conoscere volta per volta tutte e sette le generazioni della famiglia Buondia. C’è magia, c’è fantasia, c’è la vita e c’è la morte: il romanzo di Garcia Marquez è e resta uno dei più belli di tutti i tempi.

Torniamo in Italia, per una saga ambientata a Grottole, un paesino nei pressi di Matera. A portarci è Mariolina Venezia con Mille anni che sto qui (Einaudi) che parte dal 1861 per arrivare fino ai primi anni ’90 partendo dal capostipite don Francesco fino alla piccola Gioia ben cinque generazioni della famiglia Falcone vengono raccontate e con essa tutta la trasformazione del nostro Paese, partendo dall’unità d’Italia, passando per guerre e ricostruzioni e trasformazioni.

Rimanendo sempre nel nostro belpaese, ma spostandoci questa volta a nord, Daniela Raimondi con La casa sull’argine (Nord) ha fatto innamorare tutti i lettori della famiglia Casadio. Anche in questo caso partiamo dalla seconda metà dell’Ottocento e siamo a Stellata, un borgo diviso tra Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Il paesino è scosso dall’arrivo degli zingari che decidono di piantare le tende per un po’ e l’ancora scapolo Giacomo Casadio si innamora della zingara Viollca Toska e i due si sposano unendo non solo due persone nel sacro vincolo del matrimonio, ma anche due generazioni che non potrebbero essere più diverse. Da un lato ci sono i discendenti di Giacomo, i sognatori dagli occhi azzurri e dai capelli biondi e dall’altro i sensitivi, con gli occhi e i capelli neri. I vari componenti della famiglia si passano di volta in volta la parola, per raccontarci l’evoluzione dei loro legami e della loro storia che si divide dalla voglia irrefrenabile di seguire le proprie passioni e i propri sogni e la paura di quel destino profetizzato anni prima da Viollca che mette sempre tutto in discussione.

Prima di lasciare l’Italia spostiamoci a Venezia con la saga famigliare raccontata da Luciana Boccardi ne La signorina Crovato (Fazi) che altro non è che la biografia della stessa autrice. La storia parte nel 1936, un periodo cruciale del nostro Paese, soprattutto se come il padre di Luciana ti dichiari ateo e antifascista. Quando il padre rischia di morire per salvare una famiglia in un incendio, Luciana si rende conto che lui non potrà più provvedere alle necessità famigliari, motivo per cui si rimbocca le maniche facendo svariati lavori provvedere all’economia famigliare. Circondata dalla madre e da tante altre figure che la aiuteranno o la deluderanno, Luciana arriverà poco per volta a coronare il sogno della sua vita.

Ultimo romanzo famigliare della giornata Quando le montagne cantano (Nord) di Phan Que Mai Nguyen, la delicatissima ed emozionate storia della famiglia della piccola Houng che con sua nonna Dieu Lan sembrano essere le uniche superstiti. Quando la loro casa viene distrutta durante i bombardamenti che stanno lacerando il Vietnam, la nonna decide di raccontare la storia della famiglia alla sua piccola nipotina, nell’attesa e nella speranza che a guerra finita tutti i componenti tornino sani e salvi. È la storia di una famiglia, ma è anche la storia di un Paese che ha patito povertà e guerre e ha portato distruzione e morte, ma è anche una storia di amore, speranza e di valori famigliari che nessuna guerra potrà mai spezzare.