Ottobre in libri| Tre letture in pillole

Il mese più bello dell’anno, ottobre per chi non lo sapesse, è terminato. Oltre ad avermi reso di un annetto più vecchia, ehm volevo dire più saggia, ottobre è stato un mese ricco di splendide letture e quando dico splendide intendo proprio belle, bellissime, super belle, insomma quelle letture che entrano dritte dritte nel cuore e che mi sento in dovere di consigliare in ogni dove, perché i libri belli vanno condivisi chest’è. Tre di questi libri si meritano un posto speciale in questo post, su altre ci tornerò in seguito.

I buoni vicini di Sarah Langan SEM

Avete presente il detto il libro giusto al momento giusto? Probabilmente no, perché non esiste, ma avete capito il senso. Questo libro era nella mia libreria da un bel po’ e aspettava il momento giusto per essere letto. Confesso che in ben tre occasioni l’ho iniziato senza riuscire ad andare oltre la prima pagina. Quando l’ho ripreso per quella che credevo sarebbe stata l’ultima volta, l’ho messo via solo a lettura terminata, perché ormai la scintilla era scoccata.

Maple Street è un quartiere di una cittadina americana, il classico quartiere dove tutti si conoscono da sempre e dove ogni vicino cerca di essere solidale con l’altro. La calma e la tranquillità viene interrotta quando una nuova famiglia si trasferisce spezzando quell’equilibrio che regnava da sempre. I Wilde sono caotici, eccessivi, a dir poco rozzi e cozzano con l’eleganza di Maple Street. Rhea Schroeder, la cui opinione regna sovrana, decide di accogliere i nuovi arrivati, andando oltre al pregiudizio che sembrano portarsi dietro. Quando la figlia di Rhea cade in una voragine che si è aperta nel quartiere è fin troppo semplice far ricadere la colpa sui nuovi arrivati che con la catastrofe c’entrano niente, l’importante è trovare il mostro e soprattutto dare inizio a una lotta di tutti contro uno senza esclusione di colpi con un finale che vi sconvolgerà non poco.

Vita mortale e immortale della bambina di Milano di Domenico Starnone, Einaudi

Il più grande di tutti è tornato. Come ha scritto in un tweet Ester Viola, siamo contemporanei di Starnone, vediamo di meritarcelo.

Sapevo che questo libro mi sarebbe piaciuto, ma che mi sarebbe piaciuto così tanto forse no. Starnone in questa storia torna un po’ alle origini, sembra di ritrovare quelle atmosfere che avevamo già apprezzato in Via Gemito, il suo romanzo simbolo. Potrei dire che è la storia di un amore, anzi, di svariati amori. Di Mimì e della bambina di Milano di cui non sa neanche il nome e di cui si è innamorato la prima volta che l’ha vista danzare sul balcone di fronte casa sua. Di Mimì e di sua nonna, sempre pronta a proteggerlo, a viziarlo e a preoccuparsi di lui quando qualcosa non va. E di Mimì verso quella lingua, il napoletano, che considerava l’emblema dell’ignoranza di sua nonna e che invece, da studente, aveva rivalutato e fatto propria. Non vi dirò che è il miglior romanzo di Domenico Starnone, perché sono tutti dannatamente belli, vi dirò che questo probabilmente è uno dei libri più belli di questo 2021: provare per credere.

I grandi sognatori di Rebecca Makkai, Einaudi

La mia passione si chiama Einaudi e questo lo sanno anche le pietre e ancora oggi mi sto chiedendo: come ho fatto a lasciarmi sfuggire questo libro? Se non fosse stato per un consiglio di lettura trovato nel mondo social mi sarei persa questa meraviglia.

Lacrime versate? Quantità non definita. Emotività? Completamente distrutta.

Siamo a Chicago nel 1985 e la vita di Yale sta andando in pezzi. L’epidemia di AIDS si sta diffondendo a macchia d’olio e Yale non conta più gli amici che si stanno dapprima contagiando e poi morendo. Non si conoscono ancora bene le cause e l’evoluzione. C’è chi grida al complotto, chi sminuisce e chi la prende sul serio. Yale ne è spaventato, ma cerca comunque di far andare avanti la sua vita, il suo lavoro nella galleria d’arte e la sua relazione con Charlie fino a quando l’AIDS irromperà nella sua esistenza stravolgendola del tutto.  

Di liste di lettura portate miracolosamente a termine| I libri che ho letto durante l’estate

L’estate è ufficialmente finita. Non so voi, ma per me l’ultima settimana di agosto è stata come l’ultima ora dell’ultimo giorno di scuola, un’attesa estenuante verso il suo della campanella che avrebbe significato una sola cosa: libertà (se siete amanti della stagione infernale queste righe potrebbero nuocere gravemente alla vostra salute).

Non sono qui per parlarvi della beltà della stagione che ci prepariamo a vivere, sua maestà l’autunno, piuttosto volevo rendevi partecipe dei librini che mi hanno fatto compagnia nei mesi appena trascorsi. Verso l’inizio di giugno ho buttato quasi senza pensare una lista di lettura, cosa fatta per la prima volta in vita mia, visto che mi piace scegliere i libri da leggere in base all’umore del momento. Siccome avevo accumulato un po’ di novità e siccome utilizzo la pausa editoriale per leggere qualche libro che dico sempre di voler recuperare, mettere tutto nero su bianco era l’unica cosa che potevo fare e signori, questa mattina sono qui per comunicarvi che di quella lista ho letto praticamente tutto (o quasi, ma sul quasi ci torniamo dopo).

Nella vita avrò combinato poco e niente, ma la soddisfazione di spuntare lettura dopo lettura e arrivare alla consapevolezza di aver portato tutto (o quasi tutto) a termine dove la mettiamo? Sarà che sarò stata colpita dalla positività che ha colpito il popolo italico, sarà che per qualche strano allineamento astrale tutte le forze erano con me, sarà quel che sarà…

Sproloqui a parte, che cosa ho letto in questi mesi?

Il primo grande recupero è stato Zerocalcare. All’inizio dell’anno mi sono imposta di recuperare tutto ciò che ha scritto, anzi disegnato, e dopo Macerie prime e Macerie prime, sei mesi dopo, è stata la volta di Scheletri, La profezia dell’armadillo e La scuola delle pizze in faccia del professor Calcare.

Tra le letture di giugno e luglio ci sono state delle novità editoriali di cui già ho avuto modo di parlarvi; il libro di Jami Attenberg Tutto questo potrebbe essere tuo, Le vite nascoste dei colori di Laura Imai Messina, Una sirena a settembre di Maurizio de Giovanni, Alfredino, laggiù di Enrico Ianniello, Quando il mondo era giovane di Carmen Korn, Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia (e qui aggiungo anche Solo per vederti felice, letto nell’ultima settimana di agosto e che mi ha fatto luccicare più volte gli occhi) e Andarsene di Rodrigo Hasbun.

Per la categoria libri che rimandavo da tanto tempo e alla fine finalmente ho recuperato troviamo Eshkol Nevo Tre piani (che per me è un grande, grandissimo mah), Oregon Hill di Howard Owen (che invece è un grandissimo sì), Il colore viola di Alice Walker (che ahimè che delusione, signora mia) Il weekend di Charlotte Wood (perché di questo libro spettacolare si parla così poco?), Falsa partenza di Marion Messina (che per me ha avuto lo stesso impatto emotivo di Persone normali di Sally Rooney) e Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda (libro da leggere senza se e senza ma).

Per la categoria libri letti per puro caso e che mi sono piaciuti tantissimo ci sono Love after love di Ingrid Persaud (che al momento è nella lista dei libri più belli di questo 2021), Un bel quartiere di Therese Anne Fowler (anche qui siamo tra i libri belli, bellissimi), Ritorno a Whistle Stop di Fannie Flagg (in questo caso dopo aver amato il precedente anni fa non potevo non leggere questo che è una sorta di seguito), Un semplice caso di infedeltà di Jacqueline Winspear (che mi ha ricordato un po’ i libri di Jessica Fellowes per svolgimento e ambientazione) e È quello che ti meriti di Barbara Frandino.

Veniamo adesso alla saga familiare che mi ha fatto compagnia ad agosto e cioè la famiglia Florio. Sono un’appassionata di saghe familiari e quindi se in un libro si narra la storia di una famiglia in un arco temporale abbastanza lungo ci metto poco a decidere di leggerlo, cosa questa non successa con i libri di Stefania Auci. Avevo una sorta di repulsione dei confronti di questo libro che ha stregato tantissimi lettori e, infatti, ci sono arrivata a distanza di tempo e per fortuna mi sono ricreduta, almeno in parte, perché se da un lato ho amato tantissimo il primo capitolo della saga, I leoni di Sicilia, lo stesso non posso dire di aver fatto con il seguito, L’inverno dei leoni, lettura che ho portato a termine per un senso di dovere che non mi appartiene.

Prima di congedarvi miei cari lettori, come ho detto in apertura ho portato a termine la mia lista di libri da leggere. Per chi si ricorderà ho ribadito più volte quasi, perché come ben saprete ad agosto scelgo un classico da leggere. Quest’anno la mia scelta è ricaduta su Il conte di Montecristo, un tomettino di mille e passa pagine. Ebbene, dopo un inizio folgorante, il tomo (che in realtà è la versione digitale) è tornato sulla pila dei libri da leggere chissà quando.  

Dei libri che leggeremo a settembre| Guida pratica alle prossime uscite

Buongiorno lettori, come va? Il blog riprende ufficialmente le comunicazioni dopo una pausa lunga e meritata (la pausa la meritavo io, ma questo è un altro discorso).

Molti di voi saranno ancora in vacanza, altri ancora magari sono lì che si accingono a partire e altri come me sono tornati alla propria normale routine, ma se c’è una cosa che unisce noi lettori è la voglia di sapere cosa troveremo a breve nelle librerie dopo la tradizionale pausa editoriale dei mesi estivi e questo post vuole essere una breve e significante guida alle prossime uscite: armatevi di penna e agenda e partiamo.

Il 31 agosto torna in libreria Maurizio Maggiani con Eterna Gioventù (Feltrinelli) una storia di eterna rivolta, di vite che si intrecciano e si confondono con la Storia, edificandone una loro che non si pieghi alla schiacciante prepotenza del potere, all’insolenza del tiranno, allo sconforto della sconfitta, una storia madre di fraterna giustizia, di amorevole libertà, di una gioiosa e ardente futura umanità.

Il 2 settembre è la volta di uno dei miei autori del cuore; Alessio Arena torna con il suo nuovo romanzo Ninna nanna delle mosche (Fandango) con un’emozionante storia che si svolge tra un paesino della Lucania e il lontano Cile. Marco Malvaldi riporta in libreria i suoi amati vecchietti e il barista Massimo, alle prese con un nuovo intrigo da sciogliere in Bolle di sapone (Sellerio).  

Il 7 settembre tornano Michela Murgia e Chiara Tagliaferri con Morgana. L’uomo ricco sono io (Mondadori), una raccolta di storie dove l’emancipazione femminile passa attraverso l’indipendenza economica. Come nel precedente libro, ci saranno una serie di ritratti di donne, imprenditrici, politiche e attrici che grazie al loro lavoro sono diventate ricche abbastanza da poter affermare, come diceva Cher che l’uomo ricco erano loro.

Il 9 settembre è la volta di un altro autore del cuore; Alessio Forgione torna in libreria con Il nostro meglio (La nave di Teseo). Amoresano è cresciuto a Bagnoli con i nonni e adesso vive con la famiglia a Soccavo. Va all’università, ha una relazione che procede a stento e ama rifugiarsi nella lettura. Tutto nella vita sempre riportarlo a quell’amore primordiale che lo ha cresciuto, sua nonna, che gli ha insegnato tutto quello di cui lui aveva bisogno. La storia ha tutte le premesse di essere una di quelle che difficilmente dimenticheremo.

Dopo i successi de La ferrovia sotterranea (SUR) e I ragazzi della Nickel, il 14 settembre arriva il nuovo imperdibile libro di Colson Whitehead Harlem Shuffle (Mondadori) e torna Alessandro Piperno con Di chi è la colpa (Mondadori).

Il 28 settembre è la volta di due autori napoletani (entrambi autori del cuore, ovviamente). Diego De Silva riporta in scena il suo personaggio più amato, l’avvocato Vincenzo Malinconico con Le minime di Malinconico (Einaudi), mentre ritorna dopo il grandissimo successo de Il treno dei bambini, Viola Ardone con Oliva Denaro.

Il 30 settembre Feltrinelli schiera alcuni dei suoi autori di punta; saranno in libreria i libri di Nicolas Barreau Il tempo delle ciliegie, Vinicio Capossela con Eclissica e Banana Yoshimoto con Su un letto di fiori. Per Adelphi uscirà il nuovo libro di Peter Cameron, Anno bisestile, mentre Lorenzo Marone torna con una nuova storia Il bosco di là, edito da Aboca edizioni.

Ci sarebbero delle chicche anche per ottobre e novembre, ma mica posso dirvi tutto oggi? Alla prossima, lettori.

Consigli (non) richiesti| Feltrinelli edition

Nel post di ieri vi segnalavo le varie promo librose che le case editrici hanno attivato in questo periodo (se non sapete di cosa sto parlando basta cliccare qui) e tra queste figura la deliziosa book cover di Feltrinelli che che vi sarà data in omaggio con un acquisto mimino di 35 euro fino al 14 luglio. Quale occasione migliore per consigliarvi qualche titolo di questa casa editrice se siete ancora indecisi su cosa acquistare?* Come sempre, carta, penna e partiamo.

Partiamo da un autore del cuore made in città del cuore. Mi riferisco a Lorenzo Marone e non potevo non iniziare da lui. Potrei dirvi la frase più ovvia: tutti i libri di Lorenzo vanno benissimo, ma se proprio mi costringete a scegliere, perché siete lettori senza cuore, sono obbligata a dire Magari domani resto, il libro che mi ha fatto conoscere ed apprezzare Lorenzo e che è simbolo di chi ogni giorno qui sceglie di restare nonostante tutto e nonostante tutti. Rimanendo in casa passiamo a La compagnia delle illusioni di Enrico Ianniello un libro che pieno di ironia, leggerezza, ma anche profondità e una buona dose di sentimenti di quelli dolci e puri che a tratti ti fanno velare gli occhi. 

Per la categoria libro del cuore di autrice del cuore Le assaggiatrici di Rosella Postorino un romanzo che si divora in pochissimo e che non ha bisogno di presentazioni, dico solo che se non l’avete letto è giunto il momento di rimediare.

Un romanzo che tutti gli amanti dei libri dovrebbero leggere è quello di Domanico Dara, Malinverno, un romanzo magico che ricorda le splendide atmosfere del cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafon e che mette nero su bianco tutte le emozioni che noi lettori proviamo quando ci approcciamo a una lettura: semplicemente imperdibile. Stesso discorso per Il sorriso di don Giovanni di Ermanno Rea: tutto l’amore per la letteratura e per i libri raccontato da una ragazza, Adele, con cui sarà felice immedesimarsi.

Venendo a due uscite recenti da poco in libreria vi consiglio Le piccole libertà di Lorenza Gentile, una vera e propria favola moderna, un libro che potrei definire una coccola e Le balene mangiano da sole di Rosario Pellecchia la storia di un rapporto di amicizia sui generis con un epilogo capace di sciogliere i cuori più duri.

Prendete un fumettista che non trovando più l’ispirazione decide di trovarsi un lavoro che può definire lavoro; prendete un ragazzo che con difficoltà cerca di riemergere da un trauma vissuto durante l’adolescenza che lo ha irrimediabilmente segnato e aggiungete infine un uomo che decide di vivere così come la nostra religione ci impone e otterrete tre dei libri che più apprezzato negli ultimi anni: Spigole di Tito Faraci, Carlo è uscito da solo di Enzo Gianmaria Napolillo e …che Dio perdona a tutti di Pif.

Chiudiamo in bellezza con due libri le cui protagoniste amerete o odierete alla follia e qui sta a voi deciderlo: La felicità del cactus di Sarah Haywood e Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh.

*per avere la book cover di Feltrinelli non è necessario l’acquisto dei soli libri Feltrinelli, ma basta raggiungere 35 euro di spesa in uno dei punti La Feltrinelli e sugli store online.

Parti con un libro | Quattro titolini da mettere in valigia

È arrivato quel periodo dell’anno in cui se non si sta attenti si inciampa su una lista dei libri da leggere in vacanza. Il mio amore per le liste è cosa nota e ogni anno infatti non perdo occasione di spulciare tutte le liste che mi capitano a tiro e soprattutto mi sento in dovere di stilare la mia lista di consigli non richiesti.

Quest’anno tra l’altro è stato il primo in cui prendendo carta e penna ho buttato giù sommariamente una lista di libri da leggere nei mesi che vanno da giugno ad agosto e senza volermi buttare la zappa sui piedi da sola posso affermare che sono già a buon punto: adesso non resta che vedere cosa succederà da qui a fine estate (incrociate le dita per me).

Tornando a noi, i miei vogliono essere sempre consigli spassionati, liberissimi di seguirli, liberissimi di ignorarli, liberissimi di non leggere niente e godervi la vostra meritata vacanza di dolce far nulla. Per chi volesse, qui sotto trovate quattro titolini da leggere.

Rosario PellecchiaLe balene mangiano da sole (Feltrinelli): Gennaro, detto Genny, è un orgoglioso rider. Messi momentaneamente gli studi in pausa, Genny ha deciso di lanciarsi anima e corpo in questo mestiere detestato da tutti quelli che lo svolgono. Per lui, invece, il rider rappresenta l’occasione di poter entrare, seppure solo per il momento della consegna, nelle case altrui per poter scorgere pezzi di vita e brandelli di storie. Una sera durante una consegna conosce Luca, un dodicenne tifoso sfegatato del Napoli che lo invita a rimanere per vedere la partita. Sa che non dovrebbe, ma intuisce in quella richiesta un bisogno di attenzioni a cui lui non può sottrarsi. Contro ogni logica tra Genny e Luca si instaura un rapporto di amicizia sempre più forte con un epilogo capace di sciogliere i cuori più duri.

Ingrid PersaudLove after love (Edizioni E/O). Avvertenze: questo libro vi farà piangere tantissimo. A Trinidad Betty si ritrova a crescere suo figlio Solo da sola dopo che suo marito muore. Per aiutare l’assetto economico familiare decide di affittare una camera di casa sua a Mr Chetan che in pochissimo tempo diventa il migliore amico di Betty e la figura paterna che tanto manca a Solo. Succede che un segreto che doveva rimanere tale purtroppo viene fuori e Solo parte per New York pur di tagliare i ponti con sua madre Betty che si affida sempre più a Mr Chetan, l’unico che le rimane accanto e purtroppo per lei i dolori non sono finiti…

Jami AttenbergTutto questo potrebbe essere tuo (Einaudi). Per la serie non è vero che in vacanza bisogna portare libri leggeri. Per Alex si sta avvicinando il giorno tanto atteso, quello della morte di suo padre Victor. Se per qualsiasi figlia dire addio a un genitore è quanto di più atroce possa capitare, per Alex questo momento significa solo libertà. Libertà da un padre da sempre autoritario, violento, misogino, meschino e tanti altri complimenti così. Un padre che ha ripetutamente tradito sua madre Barbra, consapevole della sua infedeltà e che ha fatto affari illeciti mettendo a rischio tutta la famiglia. Si può perdonare un padre per non essere stato un padre?

Gianni SollaTempesta madre (Einaudi). Se una cosa la puoi scrivere, allora vuol dire che la puoi capire. C’è Jacopo e c’è la segretaria. C’è Jacopo unico bambino maschio della classe all’istituto Santa Sofia e c’è la segretaria, sua madre, delle Brahms edizioni musicali, una donna bellissima, eccentrica, vulcanica a passionale. Una donna che ha messo il padre di Jacopo alla porta e ha cresciuto il figlio da sola. Un rapporto, il loro, unico e problematico, fatto semplicemente di lui e lei. Una volta adulto è difficile per Jacopo accettare i segni dell’Alzheimer che avanzano nella mente della segretaria, come sarà difficile accettare di doverle prima o poi dire addio. Tenero e commovente, da leggere e niente più.

Passione saghe famigliari| Cinque libri da leggere

Parliamo di uno dei miei generi preferiti in assoluto quando si parla di libri: le saghe famigliari. A dire il vero non so se possiamo ritenerlo un genere, ma prendiamolo per buono e procediamo. Se c’è una famiglia numerosa ci sono io, se c’è una famiglia e sullo sfondo un Paese che aspetta solo di essere raccontato, ci sono sempre io, ecco perché oggi ho deciso di consigliarvi le cinque saghe famigliari che più porto nel cuore.

«Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito».

Questo è l’incipit più conosciuto e amato della storia della letteratura mondiale che dà il via a una delle saghe famigliari più lette. Cent’anni di solitudine (Mondadori) di Gabriel Garcia Marquez mi capitò tra le mani un agosto di moltissimi anni fa (sono giovincella, non capite male) e lo presi incuriosita, ma al tempo stesso timorosa di non riuscire ad addentrarmi in una storia che già mi sembrava complicata. I libri belli, quando sono scritti bene, non vanno mai temuti e in men che non si dica mi immaginai per le strade di Macondo, la città immaginaria pensata dall’autore e situata nella Colombia caraibica, per conoscere volta per volta tutte e sette le generazioni della famiglia Buondia. C’è magia, c’è fantasia, c’è la vita e c’è la morte: il romanzo di Garcia Marquez è e resta uno dei più belli di tutti i tempi.

Torniamo in Italia, per una saga ambientata a Grottole, un paesino nei pressi di Matera. A portarci è Mariolina Venezia con Mille anni che sto qui (Einaudi) che parte dal 1861 per arrivare fino ai primi anni ’90 partendo dal capostipite don Francesco fino alla piccola Gioia ben cinque generazioni della famiglia Falcone vengono raccontate e con essa tutta la trasformazione del nostro Paese, partendo dall’unità d’Italia, passando per guerre e ricostruzioni e trasformazioni.

Rimanendo sempre nel nostro belpaese, ma spostandoci questa volta a nord, Daniela Raimondi con La casa sull’argine (Nord) ha fatto innamorare tutti i lettori della famiglia Casadio. Anche in questo caso partiamo dalla seconda metà dell’Ottocento e siamo a Stellata, un borgo diviso tra Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Il paesino è scosso dall’arrivo degli zingari che decidono di piantare le tende per un po’ e l’ancora scapolo Giacomo Casadio si innamora della zingara Viollca Toska e i due si sposano unendo non solo due persone nel sacro vincolo del matrimonio, ma anche due generazioni che non potrebbero essere più diverse. Da un lato ci sono i discendenti di Giacomo, i sognatori dagli occhi azzurri e dai capelli biondi e dall’altro i sensitivi, con gli occhi e i capelli neri. I vari componenti della famiglia si passano di volta in volta la parola, per raccontarci l’evoluzione dei loro legami e della loro storia che si divide dalla voglia irrefrenabile di seguire le proprie passioni e i propri sogni e la paura di quel destino profetizzato anni prima da Viollca che mette sempre tutto in discussione.

Prima di lasciare l’Italia spostiamoci a Venezia con la saga famigliare raccontata da Luciana Boccardi ne La signorina Crovato (Fazi) che altro non è che la biografia della stessa autrice. La storia parte nel 1936, un periodo cruciale del nostro Paese, soprattutto se come il padre di Luciana ti dichiari ateo e antifascista. Quando il padre rischia di morire per salvare una famiglia in un incendio, Luciana si rende conto che lui non potrà più provvedere alle necessità famigliari, motivo per cui si rimbocca le maniche facendo svariati lavori provvedere all’economia famigliare. Circondata dalla madre e da tante altre figure che la aiuteranno o la deluderanno, Luciana arriverà poco per volta a coronare il sogno della sua vita.

Ultimo romanzo famigliare della giornata Quando le montagne cantano (Nord) di Phan Que Mai Nguyen, la delicatissima ed emozionate storia della famiglia della piccola Houng che con sua nonna Dieu Lan sembrano essere le uniche superstiti. Quando la loro casa viene distrutta durante i bombardamenti che stanno lacerando il Vietnam, la nonna decide di raccontare la storia della famiglia alla sua piccola nipotina, nell’attesa e nella speranza che a guerra finita tutti i componenti tornino sani e salvi. È la storia di una famiglia, ma è anche la storia di un Paese che ha patito povertà e guerre e ha portato distruzione e morte, ma è anche una storia di amore, speranza e di valori famigliari che nessuna guerra potrà mai spezzare.

L’amore è eterno… no | Tre storie (non) d’amore!

È giunta oggi in tutto il suo splendore la festa degli innamorati. Non conosco festa più divisiva di questa con da un lato le coppiette felici che festeggiano il loro amore a suon di regalini e pensieri romantici per il proprio amato e dall’altro chi questa festa proprio non la può sopportare, additandola come l’ennesima trovata consumista volta solo a far spendere denaro al grido di l’amore non si celebra solo una volta l’anno.

Tra i due io mi colloco volentieri nel mezzo, anzi, di questa celebrazione me ne importa tanto quanto le oscillazioni dei titoli in borsa: meno di zero. Al tempo stesso se volete dire al mondo che vi amate fatelo tranquillamente, mi giro a guardare dall’altra parte.

La domanda che tutti vi state ponendo (vi vedo tutti lì intenti a googlarlo è): ma perché San Valentino è la festa degli innamorati? Dobbiamo fare un bel passo indietro nel tempo (quanto mi sento Alberto Angela quando faccio così) e arrivare al 496 d.C. quando il papa Gelasio I decise di mettere fine ai lupercalia, i riti che i romani facevano in onore del dio della fertilità Luperco. I riti si svolgevano durante alcuni giorni di febbraio e culminavano il 15 di questo mese ed erano legati alla purificazione e alla fecondità. Il rito legato alla fertilità prevedeva delle frustrate alle donne da parte degli uomini e loro erano ben contente di partecipare, proprio perché questo era di buon auspicio in caso di gravidanza. Papa Gelasio ritenne questi riti privi di morale, motivo per cui decise di istituire il giorno precedente, e cioè il 14, una festa dedicata agli innamorati, una festa che rispolverava il concetto dell’amore puro privo di sessualizzazione.

Tutto questo si lega poco alla figura di San Valentino e qui entra in gioco la leggenda secondo cui il santo avrebbe regalato a una fanciulla la somma necessaria come dote per il suo matrimonio e questo atto generoso del santo lo ha eletto come protettore degli innamorati.

Se ci spostiamo in campo letterario il merito, invece, è tutto da dare a Geoffrey Chaucer che in onore del matrimonio tra Riccardo II e Anna di Boemia scrisse un poema di 700 versi in cui associava San Valentino a Cupido.

Veniamo a tre storie d’amore da leggere per celebrare questa festa degli innamorati.

Faccio una dovuta premessa: l’amore è in tantissime forme. Si può amare senza essere ricambiati. Si può continuare ad amare una persona del passato che non fa più parte della nostra vita. Si può amare una persona che è impegnata con un’altra: insomma, l’amore ha tante di quelle forme che ci metterei una vita a elencarle tutte. I libri da me scelti non sono libri col vissero tutti felici e contenti, perché l’amore è anche e soprattutto sofferenza e se siete alla ricerca di quel tipo d’amore, leggetevi un Harmony e lasciate perdere me.

L’amore, come dicevo, può essere quello da due persone che si amano, ma che non riescono a stare insieme e che mettono su un tira e molla continuo degno di Ridge e Brooke di Beautiful. Una delle storie d’amore più autentiche degli ultimi anni è quella che sapientemente racconta Sally Rooney in Persone normali, Einaudi. Marianne e Connell si conoscono quando entrambi frequentano lo stesso liceo. Lui il ragazzo popolare, lei quella considerata sfigata. Si piacciono, si amano, ma la loro storia resta solo affar proprio. Si lasciano, vanno al college, la situazione si ribalta con Marianne che acquista fiducia e diventa l’anima delle feste e Connell che non si sente di appartenere a quel mondo. Si riprendono, ma anche questa volta le cose non sembrano funzionare e la rottura è proprio lì dietro l’angolo. Se siete alla ricerca di relazioni disfunzionali, questa fa al caso vostro.

Lui, lei, l’altra. Niente di nuovo sul fronte occidentale mi verrebbe da dire. Ne Il ritratto di Ilaria Berdardini, Mondadori, abbiamo una lei, scrittrice di successo conosciuta in tutto il mondo e abbiamo lui, imprenditore noto. Piccolo particolare: lui è sposato con una pittrice anche lei famosa. Succede che lui ha un ictus e l’unico modo che ha l’amante per avere sue notizie è quello di commissionare un ritratto alla moglie pur di avere informazioni sulle sue condizioni di salute. L’ho detto, l’amore ha tante forme e questa storia ne è la prova.

Siete mai stati innamorati di una puttana? Ottanta rose mezz’ora di Cristiano Cavina, Marcos y Marcos, esordisce così, spiazzando subito il lettore. Ci sono due persone che si incontrano, si piacciono e si innamorano. C’è una ragazza che stanca di dover far fronte ai debiti pensa di aver avuto l’idea che la salverà: farsi pagare per mezz’ora di sesso. C’è un lui che pur di non perdere la sua amata decide di assecondarla in questa folle idea. Se siete ancorati all’idea di amore romantico, di rose rosse da regalare al primo appuntamento, di stucchevoli dichiarazioni d’amore stile baci perugina ve lo dico: questo romanzo non fa per voi. Se pensate che l’amore sia trascinante, dissoluto, sporco, allora mettetevi comodi che questa storia sarà nelle vostre corde e vedrete che le uniche rose saranno quelle che indicano la tariffa di Sammi: ottanta rose, mezz’ora.

2020, adiós | Qualche chiacchiera e la classifica dei post più letti dell’anno

L’ultimo post del blog di solito riguarda il bilancio dell’anno appena passato e mentre sono qui al pc a cercare di scrivere qualcosa mi chiedo: ma bilancio di cosa?

Facciamo cosi, prima di pensare a cosa scrivere vi lascio i dieci post più letti sul blog in questi dodici mesi, sempre di bilancio si tratta (e come sempre, grazie a tutti, se questo blog va avanti è merito di chi ogni giorno si prende del tempo per leggermi)

  1. Il treno dei bambini. Viola Ardone (Einaudi)
  2. Troppo freddo per settembre. Maurizio de Giovanni (Einaudi)
  3. Fiori per i bastardi di Pizzofalcone. Maurizio de Giovanni (Einaudi)
  4. I valori che contano. Avrei preferito non scoprirli. Diego De Silva (Einaudi)
  5. La città dei vivi. Nicola Lagioia (Einaudi)
  6. I delitti della salina. Francesco Abate (Einaudi)
  7. Le gratitudini. Delphine De Vigan (Einaudi)
  8. Inventario di un cuore in allarme. Lorenzo Marone (Einaudi)
  9. Giovanissimi. Alessio Forgione (NN Editore)
  10. Malinverno. Domenico Dara (Feltrinelli)

Il 2020 è l’anno da dimenticare, l’anno da cancellare, l’anno che non voglio più sentire nominare, invece qualcosa mi dice che sarà l’anno che rimarrà impresso nella nostra memoria a lungo. È stato l’anno in cui abbiamo familiarizzato con parole come lockdown, quarantena, zona rossa, DPCM e affetti stabili. È stato l’anno in cui abbiamo iniziato a commentare le affermazioni dei virologi come di solito commentiamo l’oroscopo di Paolo Fox: non capendoci niente. È stato l’anno in cui aspettavamo le conferenze stampa di Giuseppi Conte come si aspetta la prima serata di Sanremo (che succede? dov’è Bugo?). È stato l’anno in cui abbiamo dovuto mettere tutto in pausa: progetti, desideri, sogni. È stato l’anno in cui ci siamo sentiti soli, in cui tutte le nostre certezze sono crollate, l’anno in cui nessuno a un certo punto ha più creduto all’andrà tutto bene, perché niente è andato bene e tanto meno ne siamo usciti migliori.

Questo è stato l’anno più difficile in assoluto e credo di parlare a nome di molti. Per chi vive condizioni di precarietà, la pandemia è stata come la ciliegina sulla torta, in senso negativo ça va sans dire. Abbiamo preso i progetti e i sogni e li abbiamo messi in un cassetto a cui abbiamo dato due mandate, perché chissà quando potremmo riaprirlo. Quando mi sono messa al pc per cercare di scrivere qualcosa, l’intenzione non era quella di deprimervi, davvero, quindi adesso facciamo che cambio discorso e alleggeriamo i toni.

Come detto su, la pandemia ha rallentato tutto, ma qualcosina si è salvato. Il Maggio Dei Libri è andato in onda per sei mesi in forma digitale e ha cercato di coinvolgere quanti più lettori possibili: posso dire di essere fierissima di averne fatto parte in qualità di blogger per il terzo anno consecutivo? Certo che posso. (Sul sito del Maggio e su Il Libraio trovate anche me). Io Leggo Perché ha pagato le conseguenze della situazione, per cui non è stato possibile fare incontri in presenza: ci rifaremo il prossimo anno (anche se è stato un piacere collegarmi digitalmente con i ragazzi del liceo classico del paesello). Le presentazioni dei libri sono una delle tante cose che mi sono mancate e non vedo l’ora di poter assistere di nuovo agli incontri e di poterli organizzare, ma nel frattempo un ringraziamento speciale alle case editrici che mi hanno dato l’opportunità di poter parlare con gli autori anche solo di remoto (ma i filtri su Zoom li vogliamo mettere o no?).

A questo punto dovrei dire i buoni propostiti per il 2021, ma chi ce crede!

Buon anno, lettori. Ci leggiamo presto.