Pride Month| Dai moti di Stonewall a quattro letture tema pride

Giugno è il mese del Pride, il mese in cui si celebra l’orgoglio di appartenere alla comunità LGBTQIA+ e l’amore in tutte le sue forme. Per capire perché sia stato scelto questo mese bisogna fare un passo indietro nel tempo e precisamente nel 1969. Tra la notte del 27 e la notte del 28 giugno in un bar del Greenwich Village, un quartiere di Manhattan, si consuma l’ennesima retata da parte della polizia nei confronti di un gruppo di omosessuali.

Facciamo un ulteriore passo indietro per comprendere meglio il periodo storico. Tra gli anni cinquanta e i primi anni sessanta, episodi come quello sopra citato erano consuetudine. C’è stato un periodo in cui durante queste retate la polizia registrava l’identità sessuale dei presenti e spesso questi nomi venivano pubblicati dai giornali. Se due ragazzi si tenevano per mano, si baciavano o semplicemente indossavano abiti appariscenti, potevano essere arrestati dalla polizia con l’accusa di indecenza.

Ciò che successe quella notte che è passata alla storia non è molto chiaro, perché le versioni differiscono un leggermente. Quello che è certo è che la polizia verso l’una e venti di notte fece irruzione nello Stonewall Inn, uno dei bar gay più famosi della città e vero e proprio ritrovo per la comunità e dopo che Sylvia Rivera lanciò una bottiglia contro un poliziotto che l’aveva manganellata la folla si ribellò. I numeri di quella notte parlano di duemila persone in strada, quattrocento poliziotti, tredici arresti e quattro uomini delle forze dell’ordine feriti.

Quella notte segnò il cambio di rotta e l’inizio del cammino verso i diritti.

Celebrare il Pride è importante e fondamentale proprio per non dimenticare chi in passato ha lottato per i diritti di tutti oggi. La rabbia e la ribellione delle persone ha fatto sì che si accendesse la luce su un problema serio, quello dei diritti delle minoranze, che ancora oggi ha bisogno di eco.

LETTURE TEMA PRIDE

Il primo che passa è l’esordio di Gianluca Nativo (Mondadori) in cui l’autore racconta la ricerca dell’identità sessuale, l’accettazione di questa e soprattutto cosa significa crescere in alcuni contesti dove la diversità non viene minimamente tollerata. Pierpaolo è un ragazzo nato e cresciuto in un quartiere periferico di Napoli in una famiglia benestante. Quando il padre viene arrestato e messo poi agli arresti domiciliari la sua vita subisce una battuta d’arresto e decide di provare ad andare oltre. Decide di farsi trasportare dai suoi istinti che lo portano verso altri ragazzi e inizia così per lui la scoperta del sesso, prima, e dell’amore, poi.

Signorina di Chiara Sfregola (Fandango). Un libro sul matrimonio, se vogliamo farla breve, un libro su cosa sia diventato il matrimonio oggi e cosa significa per due donne celebrare quell’istituzione tanto legata al patriarcato, se vogliamo dire qualcosa in più. Chiara, che si definisce una donna, una lesbica una femminista e una moglie, racconta la sua esperienza del matrimonio e cosa è stato, storicamente, il matrimonio e cosa sta diventando oggi.

Ragazza, donna, altro di Berdardine Evaristo (SUR) è un affresco di dodici racconti con protagoniste le donne. Sono donne etero e donne gay, donne bianche e donne nere. Dodici protagoniste di provenienza diversa le cui storie si intrecciano dando vita a un mosaico di storie appassionanti.

Il blu è un colore caldo di Julie Maroh (Rizzoli) è una grapich novel. Clementine è una ragazza di quindici anni che in un pomeriggio come tanti altri scorge tra la folla quella che sarà la fonte della sua dannazione. Una testa dai capelli blu e dagli occhi dello stesso colore che diventerà il centro dei suoi pensieri e che scatenerà la rabbia, perché quei capelli blu appartengono ad Emma e Clementine non si sente pronta a vivere alla luce del sole la sua omosessualità.

Gli Spaiati| Top, flop e blop

Di nuovo su questi schermi per raccontarvi (finalmente) le mie recenti letture. Le mie ultime settimane non sono state facili e le mie letture ne hanno risentito, nonostante questo avevo voglia di rimettere mano al blog per raccontarvi dei libri che mi hanno tenuto compagnia in questi giorni.

 Il mese di maggio si è concluso con appena quattro libri letti (una roba del genere non mi capitava da anni), ma alla fine questa non è una gara (se non con me stessa) e fa niente, recupererò nelle prossime settimane.

«La ragazza A» di Abigail Dean, «Klara e il sole» di Kazuo Ishiguro e «Un bacio dietro al ginocchio» di Carmen Totaro tutti e tre pubblicati da Einaudi sono i protagonisti di top, flop e blop (avviso ai lettori, questo termine non esiste, quindi non perdete tempo a googlarlo).

TOP

«La ragazza A» di Abigail Dean è il libro bomba di questo 2021 e se non lo vedrò in tutte le classifiche dei libri migliori dell’anno non risponderò delle mie azioni. Avete presente quei libri che vi fanno esclamare cazzo ogni dieci righe? Se non avete presente, significa che non vi siete mai ritrovati un libro del genere tra le mani. Di mio posso solo dirvi di aver divorato questo libro in una sola domenica pomeriggio e che ho lasciato volutamente una cinquantina di pagine per il giorno dopo, perché non ero pronta a dire addio a questa storia. Famiglia è in teoria il primo luogo sicuro che conosciamo. Famiglia, invece, per Lex ha significato prigionia, catene e piani per evadere. Lei è diventata per tutti la ragazza A, la ragazza che è riuscita a scappare e che ha fatto liberare i suoi fratelli. Quando anni dopo sua madre muore lasciando in eredità quella che potrebbe essere definita la casa degli orrori, Lex vorrebbe trasformarla in qualcosa che dia senso a ciò che ha vissuto, ma la sua idea di scontrerà con quella dei fratelli che dell’infanzia sembrano avere ricordi diversi da quelli di Lex e soprattutto significherà fare i conti con il suo passato e con il carico emotivo che quello comporta.

BLOP

Come ho già detto questo termine non esiste, volevo trovare qualcosa a metà strada tra top e flop e siccome non l’ho trovato mi è uscito questo (se lo sapete, me lo dite?). In questa sezione metto «Klara e il sole» di Kazuo Ishiguro, una lettura che non mi è dispiaciuta, ma speravo di trovare qualcosa in più. Questo è il primo libro di Ishiguro che leggo e ho iniziato questa lettura in punta di piedi, timorosa di trovarmi alle prese con un premio Nobel. Klara, la protagonista, è un androide, mentre Josie è una ragazzina di quattordici anni che sceglierà Klara come suo AA, un amico artificiale pronto a prendersi cura di chi lo sceglie. Fin dal primo istante Klara avrà una vera e propria forma di protezione nei confronti di Josie, una protezione che aumenterà dal momento in cui scoprirà della sua malattia. Un’intelligenza artificiale può provare emozioni? Un androide può capire cosa significa sacrificare sé stessi per il bene di chi più gli sta a cuore? Sono questi gli interrogativi che muovono la storia e una volta arrivati all’epilogo è possibile che la nostra idea iniziale non coinciderà più con quella finale. Leggere, per credere.

FLOP

«Un bacio dietro al ginocchio» di Carmen Totaro ahimè finisce qui, ma ci tengo a sottolineare che non è un vero e proprio flop, bensì una lettura il cui finale mi ha lasciata così perplessa da mettere tutto in discussione. Ada ed Elisa sono madre e figlia. Dopo la cena di compleanno di Elisa e dopo che quest’ultima ha riportato a casa Ada, la madre si ritroverà in uno stato di semi incoscienza che non le permetterà di ricordare cosa sia successo nelle ore precedenti. Perché era rinchiusa in bagno? Perché nell’appartamento c’è forte odore di gas? Che fine ha fatto Elisa e perché non risponde ai suoi messaggi per rassicurarla? Quello che resta ad Ada è mettersi sulle tracce di una figlia all’apparenza scomparsa per scoprire che la vita della figlia che conosceva non è per niente la vita che la figlia conduceva. Il romanzo è diviso in due parti. La prima tutta dedicata ad Ada ed è quella che ho letto con interesse e curiosità. La seconda è narrata da Elisa e ciò che il lettore dovrebbe capire sono le motivazioni che hanno spinto Elisa a fare quello che ha fatto, ma ciò che emerge è solo il ritratto di una figlia che non sa neanche lei che vuole nella vita e nel momento clou del racconto, il confronto tra Ada e Elisa, tutto si chiude troppo velocemente senza fornire risposte al lettore.

Il Maggio dei Libri 2021| Galeotto fu il libro (e chi lo scrisse).

Il quinto canto dell’Inferno della Divina Commedia è probabilmente il più famoso di tutta l’opera. Tutti avranno sentito parlare almeno una volta della storia d’amore di Paolo e Francesca, i due amanti cognati che morirono per mano del marito di lei e che Dante decide di relegare nel girone dei lussuriosi.

In questo girone a fare compagnia ai due ci sono tutte le anime di coloro che morirono per amore: Cleopatra, Elena di Troia, Paride, Tristano, solo per citarne alcuni.

Devo dire che l’amore infelice è quello che mi ha sempre colpito di più (c’è del masochismo in me e me ne rendo conto) motivo per cui in questo post dedicato al Il Maggio dei Libri che quest’anno ricorda i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta, parlerà di quattro delle più celebri storie d’amore finite ahimè in tragedia.

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante

Francesca da Polenta era la figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia. Come tutte le fanciulle dell’epoca della sua età, Francesca aspettava che il padre le trovasse uno sposo. Nel 1275 Guido da Polenta decise che la figlia avrebbe sposato Giovanni Malatesta (detto Gianciotto). Giovanni era un uomo zoppo oltre che rozzo e per evitare che la figlia potesse rifiutare il padre di Francesca e il suo futuro marito ordirono un inganno. Il giorno delle nozze si presentò il fratello di lui, Paolo, che sposò Francesca per procura, ossia per conto di suo fratello. Francesca all’oscuro di tutto quando si rese conto di chi aveva sposato cadde in una profonda tristezza. Paolo, sentitosi in colpa per l’inganno a cui aveva preso parte, iniziò a passare del tempo con la cognata per allietarle le giornate e tra i due scattò ben presto la scintilla.

Amor condusse noi ad una morte

Un giorno qualcuno avvisò Gianciotto di quegli incontri segreti e mentre i due leggevano estasiati la storia d’amore di Lancillotto e Ginevra, Gianciotto li sorprese e accecato dalla gelosia uccise entrambi con la sua spada.

Quand’egli vede la regina

che dalla finestra s’inclina,

che di grossi ferri è ferrata,

dolcemente l’ha salutata.

La storia di Paolo e Francesca quindi si lega a quella di Lancillotto e Ginevra per vari motivi, uno fra tutti l’epilogo tragico del loro amore. Ginevra era la moglie di re Artù, mentre Lancillotto era uno dei paladini della sua corte e Primo Cavaliere della tavola rotonda. Quando il nemico del regno rapì Ginevra fu Lancillotto a salvarla e in seguito a questo avvenimento i due si innamorarono perdutamente. I due escogitarono vari modi pur di vedersi segretamente e stare insieme, ma Re Artù scoprì il tradimento e condannò a morte Ginevra. Lancillotto cercò in ogni modo di attaccare il regno di Camelot pur di salvare la sua amata, ma dopo aver saputo della morte di Ginevra, Lancillotto si ritirò nella vita spirituale.

Tristano è morto per suo amore

e la bella Isotta di tenerezza.

Tristano è un orfano cresciuto con lo zio, il re della Cornovaglia, mentre Isotta è la figlia del re dell’Irlanda. Una volta grande e divenuto guerriero, Tristano decide che è tempo di liberare la Cornovaglia dalla sottomissione irlandese e nell’impresa uccide il fratello del re della Cornovaglia. Isotta, inconsapevole di tutto questo, cura Tristano dalla ferita di una spada insanguinata. Passa del tempo e Tristano parte di nuovo per l’Irlanda dove nell’affrontare un drago rimane ferito e per la seconda volta sarà sempre Isotta a curarlo. Nonostante Isotta verrà a sapere la verità, acconsente di sposare re Marco pur di riportare la pace tra i due regni. Nel viaggio verso la Britannia i due berranno per sbaglio dei filtri magici che farà innamorare l’uno dell’altro. A questo punto tra i due iniziano tutta una serie di incontri clandestini, ma vengono scoperti e condannati a morte. Riescono a scappare, ma una volta trovati Tristano decide di lasciare Isotta al re e di sposare Isotta dalle Bianche Mani che scoprirà che la storia tra Isotta la Bionda e Tristano non si è mai interrotta. Lui si lascerà morire convinto di essere stato abbandonato dall’amore della sua vita e lei, vedendolo morto, muore a sua volta.

Morendo di nuovo non ebbe per Orfeo parole di rimprovero

(di cosa avrebbe dovuto lamentarsi, se non d’essere amata?);

per l’ultima volta gli disse ‘addio’, un addio che alle sue orecchie

giunse appena, e ripiombò nell’abisso dal quale saliva.

Quello di Orfeo e Euridice è uno dei miti più conosciuti. Orfeo, cantore, e Euridice, ninfa bellissima e sposa di Orfeo. Un giorno mentre la ninfa fugge per sottrarsi alle insidie del pastore Aristeo, viene morsa da un velenoso serpente e muore. Orfeo, disperato, scende dal capo degli inferi per riportare sua moglie tra i viventi. Il suo disperato canto d’amore commuove le divinità infernali che gli permettono di riportare Euridice sulla terra a condizione di non voltarsi mai a guardarla fino a quando i sue saranno fuori dal regno degli inferi. Orfeo a un certo punto del tragitto non resiste e si gira a guardare la sua amata che svanisce nelle tenebre.

Il Maggio dei Libri 2021| Amor…

Torna Il Maggio dei Libri, l’appuntamento culturale ideato dal Centro per il Libro e la Lettura che alla sua undicesima edizione ha deciso di omaggiare il Sommo Poeta Dante Alighieri a settecento anni dalla sua morte. Amor… è la tematica che lega i tre filoni del Maggio: “Amor… ch’a nullo amato amar perdona“, dedicato all’amore nella sua più ampia accezione quando si accompagna ai sentimenti di empatia e solidarietà; “Amor… che ne la mente mi ragiona“, legato all’intelletto e fonte di curiosità e desiderio di conoscenza; “Amor… che move il sole e l’altre stelle“, pensato per abbracciare temi e riflessioni di natura diversa, ampi come la portata del sentimento che le anima.

Il Maggio dei Libri è nato nel 2011 con l’intenzione di promuovere il libro e sensibilizzare la lettura in contesti diversi da quelli che siamo abituati a considerare. Ogni anno librerie, scuole, biblioteche, associazioni culturali, editori e chiunque è animato da quella passione chiamata libri, dal 23 aprile (giornata nazionale del libro e del diritto d’autore) fino al 31 maggio organizzano iniziative a carattere culturale registrandole nell’apposita banca dati del sito ufficiale. Il risultato è una vera e propria celebrazione del libro e della lettura che diventa anno per anno sempre più grande e appassionante.

Per il quarto anno consecutivo sono molto contenta di far parte della squadra dei blogger che promuoverà Il Maggio dei Libri con due appuntamenti qui sul blog “Galeotto fu il libro” dove, partendo dal celebre quinto canto dell’Inferno di Dante con la storia di Paolo e Francesca, racconterò le storie d’amore più tragiche della letteratura.

Per il primo anno, invece, con la cartolibreria Il Girasole (Maddaloni, CE) ho curato Dante in scena dove verranno ricreati i luoghi simbolo del viaggio dantesco della Divina Commedia: Inferno, Purgatorio e Paradiso. In particolare, per il Purgatorio, verranno proposte delle letture tematiche ispirate ai sette vizi capitali.

L’allestimento prevede la raffigurazione di due delle tre cantiche- Inferno e Purgatorio- realizzate per l’occasione da un artigiano locale. Saranno esposte nella vetrina della cartolibreria per tutto il mese dedicato all’evento.

L’arte di restare a galla | Valentina Ferrari

Quanto è difficile avere trent’anni oggi?

Amelia è sempre stata la classica ragazza con la testa sulle spalle. Studiosa ai tempi della scuola e responsabile fuori dalla classe. Un giorno tutta questa dedizione mi sarà utile o forse no, per cui alla soglia dei trenta Amelia si ritrova a vivere nella cantina dei suoi riconvertita in un mini appartamento (si fa per dire) e a fare tre lavori e cioè scrivere per una rivista, fare la dog-sitter tre volte al giorno per una signora e cameriera in un pub la sera.

Se tu sei ferma non vuol dire che il mondo si ferma con te e infatti Amelia è circondata dall’amica che sta per diventare madre e dall’altra che fa il lavoro della sua vita e nessuna delle due si deve preoccupare di calcolare il centesimo per un acquisto, perché loro questi problemi non li hanno e tanto meno li capiscono. Se le amiche accendono mutui o comprano la casa dei loro sogni, Amelia deve pensare a come riuscire ad arrivare a fine mese barcamenandosi nei suoi tre assurdi impieghi.

Come se tutto questo non bastasse, Amelia deve scrivere un articolo per la rivista hipster presso cui lavora (forse bisognerebbe dire collabora) pena il licenziamento. L’articolo sulle paperelle di plastica disperse nell’oceano dopo un incidente navale getta Amelia nello sconforto più profondo, mettendola in una situazione che più difficile non poteva essere.

Cosa manca a questo ritratto della disperazione? Un fidanzato che non ha intenzione di cercarsi un lavoro vero, perché convinto che scrivere le poesie che nessuno legge lo sia e quattro irresistibili pensionati che Amelia incontra ogni volta al parco quando porta a spasso il cane, gli unici che le mostrano il lato bello della sua gioventù e gli unici capaci di darle una parola di conforto quando ci vuole.

Il libro di Valentina Ferrari L’arte di restare a galla, Mondadori, è un desolante affresco dei nostri tempi. Amelia incarna la precarietà delle condizioni in cui molti si ritrovano loro malgrado. L’incertezza dei tempi che viviamo e questa fase di blocco statica non fa che gettare tutti in uno stato di profondo sconforto. Siamo la generazione dei lavoretti, dei contratti a breve termine, del lavoro sotto pagato e di quello dequalificato. Siamo la generazione incapace di sognare in grande e che si deve accontentare di quello che trova e che se lo trova deve anche ringraziare.

Con ironia e con una buona dose di verità questo libro riesce a strappare più di una risata che poco dopo purtroppo diventa amara.

  • Titolo: L’arte di restare a galla
  • Autrice: Valentina Ferrari
  • Casa editrice: Mondadori
  • Data di pubblicazione: 9 Febbraio 2021

Una vita da ricostruire | Brigitte Riebe

Berlino 1945 è una città ridotta in macerie. La seconda guerra mondiale ha portato morte e distruzione e la città e i suoi abitanti a fatica cercano di riprendere in mano la propria vita.

Rike sa che questo non è il momento di crollare, perché sono troppe le persone che fanno affidamento su di lei. Da quando suo padre Friedrich e suo fratello Oskar risultavano dispersi, quello nella migliore delle ipotesi, le donne di casa, la matrigna Claire e le sorelle Silvie e Florentine avevano tacitamente eletto Rike responsabile di tutto e così non poteva essere altrimenti. Claire era troppo abbattuta alla sola idea di aver perso il marito in battaglia, Florentine era troppo piccola per relegarle responsabilità e l’unica cosa che faceva per sopravvivere alle giornate era disegnare, mentre Silvie era troppo immatura per pensare di affidarle qualcosa.

A guerra finita Rike sapeva di doversi rimboccare le maniche e ricominciare tutto da capo. Il sogno di riportare in vita i Grandi Magazzini Thalheim era tutto ciò che la teneva in vita e non poteva darsi per vinta in questo momento. Bisognava recuperare le singer e le stoffe che saggiamente avevano nascosto e lavorare per realizzare il sogno.

Nel mezzo c’era una città che a fatica cercava di ritornare alla normalità, c’era la fame che pativano ogni giorno, c’era una situazione economica disastrosa che impediva alle persone di sognare giorni migliori e c’erano i brutti ricordi che ogni tanto affioravano e quasi non la facevano respirare.

Anni prima Rike aveva perso la sua amata mamma in un incidente stradale, una ferita che ancora le provocava dolore, soprattutto se pensava alla verità che si nascondeva dietro a quell’incidente.

L’incontro di Rike con la sua storica amica Miriam, miracolosamente scampata alla caccia agli ebrei, è il segno del destino che Rike aspettava e grazie al talento da sarta di Miriam e alla determinazione di Rike, le ragazze danno vita alla loro prima collezione.

Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe è il primo libro di una trilogia che Fazi ha deciso di far conoscere ai lettori italiani. Ammetto che storie di questo tipo sono la mia ideale comfort-zone letteraria. Sono da sempre affascinata dalle storie familiari e di rinascita e questo libro ha i classici elementi che potranno incuriosire e coinvolgere il lettore che si affezionerà di pagina in pagina alla storie di queste ragazze e alle loro vite.

  • Titolo: Una vita da ricostruire
  • Autrice: Brigitte Riebe
  • Casa Editrice: Fazi
  • Data di pubblicazione: 18 Marzo 2021

Quando tornerò | Marco Balzano

Se dovessi descrivere il nuovo romanzo di Marco Balzano Quando tornerò, Einaudi, potrei dire che è la storia di chi parte di chi resta.

A partire è stata Daniela quando si è resa conto che suo marito non avrebbe mai trovato un lavoro per provvedere ai bisogni della famiglia. A restare i suoi due figli che un giorno hanno trovato un biglietto della madre dove c’era scritto che se n’era andata. Daniela ha lasciato il suo paesino in Romania una notte, fuggendo come fuggono i ladri, perché sapeva che durante il giorno non avrebbe mai avuto il coraggio di lasciare i suoi due figli, anche se tutto quello che stava facendo lo stava facendo per loro.

Si trasferisce a Milano, pronta a fare il lavoro che tutte le donne straniere come lei fanno in questo Paese: la badante. Prendersi cura dei vecchi è il primo step, poi ci sarebbe quello della baby-sitter e poi chissà che altro ancora. Il patto era quello di restare giusto il tempo di racimolare i soldi necessari per sistemare la casa e provvedere agli studi dei figli, ma la verità è che chi lascia il proprio Paese difficilmente fa ritorno. Le poche volte che Daniela ritorna a casa capisce che l’atmosfera è cambiata. Il marito continua a essere strafottente e i figli, che non comprendono ancora la sua scelta, diventano ostili e a stento le rivolgono la parola.

Chi resta raramente capisce le scelte di chi parte. Angelica all’improvviso è dovuta diventare la donna di casa, mentre Manuel ogni giorno che passa perde le speranze di vedere la sua famiglia di nuovo riunita come un tempo.

Succede che prima di soccombere del tutto Manuel ha un incidente stradale che costringe Daniela a fare ritorno al suo Paese per stare al capezzale di suo figlio. La colpa più grande di una madre è quella di non aver capito il proprio figlio e di essere causa del suo dolore. Una madre che è stata via tutto quel tempo e che non si è resa conto di ciò che suo figlio stava vivendo può essere ancora chiamata mamma?

Quando tornerò è un racconto a tre voci. Conosciamo la storia della famiglia direttamente dai suoi componenti. C’è Manuel che ci rende partecipi del suo risentimento nei confronti di quella madre che ha fatto quella scelta senza neanche degnarsi di interpellarlo. C’è Daniela che con sacrificio prova a dare un futuro alla sua famiglia che di quel sacrificio non sa che farsene e poteva farne volentieri a meno e c’è Angelica che è tanto spaventata dall’idea di diventare come sua madre che appena ha l’opportunità decide di coglierla a volo e mettersi tutto alle spalle.

Marco Balzano non ha bisogno di mettere su una storia ambiziosa per far breccia nel lettore, gli basta la semplicità della storia di una famiglia per scrivere un romanzo capace di scaldare il cuore del lettore.

  • Titolo: Quando tornerò
  • Autore: Marco Balzano
  • Casa editrice: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 9 Marzo 2021

Il valore affettivo | Nicoletta Verna

«Anche il fatto che ogni tanto mia madre cerca di uccidersi è diventato un’abitudine, come più o meno tutto il resto».

Bianca ha sette anni quando la sua amata sorella maggiore Stella perde la vita in un incidente. Da quel giorno la vita di Bianca ha subito una battuta d’arresto e tutto ha smesso di funzionare. Sua madre ha perso la voglia di vivere, la sua unica figlia rimasta non era una ragione troppo forte per andare avanti, meglio lasciarsi trascinare dal ricordo di quella figlia andata via troppo presto e in un modo così crudele. Suo padre ha sopportato fino a che ha potuto, per poi andarsene di casa e rifarsi una vita in Svizzera accanto a un’altra persona: anche per lui, forse, Bianca non era una ragione troppo forte per rimanere in Italia.

Il giorno della disgrazia è diventato per Bianca il giorno da annullare, lo ha immagazzinato in una parte remota del suo cervello e guai a parlarne, tanto meno pensarlo.

Oggi Bianca è quella che si potrebbe definire una donna realizzata. Ha un lavoro, sbobina interviste e ha un compagno, Carlo, un cardiochirurgo di fama mondiale che ha immolato la sua vita alla cura del cancro al cuore, il più difficile dei tumori.

Quando Bianca conobbe Carlo le bastò uno sguardo per capire che era l’uomo giusto per mettere in atto il suo assurdo piano. Carlo era il patrimonio senza il quale non avrebbe potuto proseguire, rappresentava la parte fondante del suo progetto, non poteva mandare tutto per aria per un capriccio o per altro, quindi fin dall’inizio Bianca aveva giocato alla donna amorevole e follemente innamorata del suo uomo, un uomo a cui diceva sempre sì e con cui in anni e anni di fidanzamento non aveva avuto nessun tipo di lite o incomprensione.

Bianca viveva la vita tenendola follemente sotto controllo. Se avesse potuto gestirla e catalogarla così come ossessivamente divideva i suoi amati rifiuti, sarebbe stata la persona più felice sulla terra, ma Bianca aveva capito che la felicità era un’illusione a cui lei non era abituata e infatti anche il piano risultava di saltare a causa di un intoppo non di poco conto che si era messa sul suo cammino.

Bisognava fare il tutto per tutto, lo doveva a lei e lo doveva a Stella, l’unica persona della sua vita che realmente contava.

«La certezza di conoscere nel dettaglio entrambi questi tipi di dolore».

Il valore affettivo di Nicoletta Verna, esordiente in casa Einaudi Stile Libero, è un romanzo di una bellezza unica e rara con un ritmo travolgente capace di trascinare il lettore pagina dopo pagina. La spiegazione razionale che proviamo a dare a ciò che inspiegabilmente ci accade nella vita è il senso del dolore che spesso senso non ha. Cosa ci spinge a dare una spiegazione a tutto? Cosa ci spinge ad essere così ossessivi nei confronti di una verità che probabilmente non arriverà mai? Siamo davvero così ciechi da credere che questo placherà il nostro dolore? Sono sincera, a queste domande non so rispondere, perché sono la prima che negli anni ha provato a spiegare razionalmente il dolore. Posso farmi solo da parte e lasciare le risposte agli altri.

  • Titolo: Il valore affettivo
  • Autrice: Nicoletta Verna
  • Casa Editrice: Einaudi (Stile Libero)
  • Data di pubblicazione: 30 Marzo 2021