Novembre| Pillole di libri

Novembre è stato un mese ricchissimo da un lato (per tutta la questione di Io Leggo Perché fatta al paesello), ma poverissimo dall’altro e nello specifico in termini di letture. Libri letti: due (tre, se contiamo un libro che aveva più immagini che testo).

Non so voi, ma sono già arrivata in quel periodo dell’anno in cui per me possiamo già tracciare i bilanci e ricominciare a leggere direttamente a gennaio (vabbuo’, dico così, ma poi senza libri non riesco a starci più di tanto).

Come si dice, non conta la quantità, ma la qualità e su questo posso dirmi tranquilla, perché ho letto due libri che hanno qualità nel sottotitolo e sto parlando di “Nova” di Fabio Bacà e “Le nostre imperfezioni” di Luca Trapanese.

Fabio Bacà l’ho conosciuto (conosciuto come si conoscono gli scrittori e cioè solo attraverso le pagine scritte che ci regalano) grazie al suo libro d’esordio, Benevolenza Cosmica e non vedevo l’ora di vederlo alla prova con un altro libro e quindi ecco Nova, uscito un po’ di settimane fa per Adelphi.

Fabio Bacà è un folle e le storie che propone sono assurde, ma assurde nel senso positivo del termine. Tu sei lì che leggi di questo Davide, un neurochirurgo con una splendida moglie e un figlio adolescente come tanti altri e tutto ti sembra normale. Quando Davide si imbatte in Diego, capisci che la storia sta prendendo un’altra piega, soprattutto quando Davide elegge Diego come suo maestro di vita e inizia a mettere in pratica tutti i folli consigli che lui di giorno in giorno gli fornisce. A questo la narrazione inizia a sprigionare tensione da tutti i pori con le pagine che si divorano con ansia e curiosità crescente che conducono ad un finale che vi lascerà senza parole, anzi, con un finale che vi farà esclamare: Bacà, tu sei un folle!

Il secondo libro, per fortuna, è stato un libro molto più soft. Luca Trapanese l’ho conosciuto (sempre sopra) con Nata per te, Einaudi, il libro con cui Luca ha raccontato tutta la sua vicenda dell’adozione della piccola Alba che vi invito a recuperare. Le nostre imperfezioni, Salani, racconta di Livio, giramondo inquieto alla ricerca di un’identità e di un suo posto nel mondo. È convinto di averlo trovato quando durante il Cammino di Santiago conosce Pietro e scatta quella cosa che con una buona dose di coraggio chiamerebbe amore. Pietro lo costringe in primis ad accettarsi per quello che è e soprattutto lo mette di fronte a una realtà che non aveva considerato e cioè dividere la propria vita con un uomo malato. Le emozioni in questo libro si susseguono e se qualche lacrimuccia ogni tanto farà capolino vi assicuro che è normale.

Speravo di raccontarvi qualche libro in più, ma a novembre come vi ho letto i libri letti sono stati pochissimi; facciamo che mi farò perdonare presto.

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