Aggiornamenti di lettura (non) richiesti| Librini di agosto

In un articolo pubblicato su La Stampa dal titolo “Odio l’estate” Natalia Ginzburg scriveva: odio l’estate. Odio il mese d’agosto fino al giorno di ferragosto. Passato il ferragosto, mi sembra di uscire da un incubo. Mi sembra che tutto lentamente migliori per me.

Ringrazio la mia scrittrice del cuore per aver descritto alla perfezione il mio rapporto con la stagione più calda e adesso che il peggio sembra passato finalmente posso tornare a fare quello che faccio meglio: parlare di libri.

Se nel mese di luglio i libri portati a termine corrispondono al numero uno, non posso dire lo stesso di agosto che invece si è rivelato intenso, almeno per quanto riguarda i libri letti: sei. Non è il numero quello che mi interessa, ovviamente, ma dopo un periodo di torpore letterario sono contenta di aver ripreso con la mia buona e sana abitudine.

Ma quali sono stati i libri che mi hanno fatto compagnia durante queste due settimane di ferie? Iniziamo.

Matrimonio in cinque atti di Leath Hager Cohen (SUR) è il libro con cui ho aperto le danze e che ha tutti gli elementi che a me piacciono: famiglie numerose, tensioni che possono arrivare alle stelle. La famiglia Blumenthal è in fermento per il matrimonio della loro figlia maggiore Clem, matrimonio che si terrà per sua volontà nel giardino di casa. Cerimonia grandiosa e tanti ospiti in arrivo sono un binomio pericoloso che daranno il via a una commedia piena di gioia, divertimento, ma anche tantissimi imprevisti.

Le saghe e le storie familiari sono la mia comfort-zone letteraria come mi è capitato spesso di dire motivo per cui non potevo non recuperare alcuni librini che rientrano in questa categoria. I fiori di Monaco di Carolina Pobla (Garzanti) una saga familiare tratta da una storia vera ambientata nella Monaco del 1942, in piena seconda guerra mondiale. Ilse è da poco rimasta vedova e insieme ai sei figli decide di tornare a vivere nel paesino in cui è cresciuta, convinta di essere al riparo dagli orrori che la guerra sta seminando. Quando un bambino sbuca dal nulla e si presenta al villaggio lei non esita a prenderlo con sé, anche se sa che quel gesto potrebbe costare la vita a lei e la sicurezza dei suoi figli.

Spostandoci di poco al confine tra la Germania e la Polonia arriviamo a Breslavia nel 1926 nella famiglia Sadler de Il luogo dell’anima di Hanni Münzer (Editrice Nord). Laurenz è un compositore di successo, ma quando i fratelli muoiono è costretto a prendere le redini della fattoria di famiglia e così con sua moglie Annemarie torna nel villaggio dove è cresciuto. Non sarà semplice per lui adattarsi a quella vita da cui era volutamente fuggito, ma la vita richiede sacrifici e responsabilità anche quando verranno a bussare alla sua porta per richiamarlo nell’esercito e combattere quella insensata seconda guerra mondiale.

Per la terza saga familiare sono tornata in Italia con un libro che volevo leggere da tanto: Prima di noi di Giorgio Fontana (Sellerio). Inutile dire che la famiglia Sartori ha fatto breccia nel mio cuore diventando una delle mie famiglie narrative del cuore, ma così non poteva essere altrimenti. Quattro generazioni di Sartori raccontate dal 1917 al 2012; una storia che abbraccia i maggiori cambiamenti politici e storici del nostro Paese: impossibile non affezionarsi.

Lasciando le saghe famigliari da parte, agosto è stato anche La scorsa notte al Telegraph Club di Malinda Lo (Mondadori) una piacevole storia di scoperta e accettazione della propria identità sessuale in un periodo, il 1954, non semplice per poter affermare il proprio essere. Infine Le cattive di Camila Sosa Villada (SUR) la storia di Camila e del gruppo di trans diventato famiglia nel momento in cui ha capito che chi era non poteva essere accettato dalla sua di famiglia.

Guida all’acquisto Einaudi Edition (riveduta e corretta)

L’estate per noi lettori significa solo una cosa: promo. Ebbene sì, la stagione più calda dell’anno spinge le case editrici ad elargire promo libresche come se non ci fosse un domani e noi lettori come delle allodole cadiamo vittime del marketing di quei geni del male.

La mia casa editrice del cuore ha deciso per il secondo anno consecutivo che per tutto il mese di luglio e fino al 15 agosto acquistando due libri targati Einaudi vi fa portare a casa uno zainetto per niente male e chi sono io per non consigliarvi dei titoli? Da dire che se spulciate nel blog ci sono già vari post dedicati ai consigli di lettura made in Einaudi, ma siccome ho notato che li leggete sempre con piacere ho deciso di aggiornare un po’ la lista.

Carta, penna e iniziamo la lista con i libri degli autori pezzi di cuore.

Autori che non possono mancare nella vostra libreria.

Sally Rooney. L’autrice della mia generazione che rende oro tutto ciò che tocca. Che sia Parlarne tra amici che sia Persone normali o Dove sei, mondo bello (miglior libro di quest’anno senza dubbio) come scegliete, scegliete bene.

Domenico Starnone. Il più grande di tutti e su questo sono tutti d’accordo. Di questo autore vi consiglierei anche la lista della spesa, ma siccome non ha avuto ancora l’idea di pubblicarla direi di ripiegare sui suoi libri e quindi Lacci, Scherzetto e Confidenza, ma anche Via Gemito e le due ripubblicazioni in veste Einaudi di alcuni suoi precedenti romanzi e cioè Le false resurrezioni e La scuola.

Francesco Piccolo. L’uomo che mi ha fatto capire gli uomini. Uno su tutti La separazione del maschio, ma anche L’animale che mi porto dentro, mentre se volete qualcosa di poco impegnativo i suoi memorabili Momenti di trascurabile felicità (e infelicità).

Diego De Silva. È il creatore di uno dei personaggi più irresistibili della narrativa italiana, l’avvocato Vincenzo Malinconico; è una saga che non può mancare nella vostra libreria come non possono mancare altri titoli di questo autore. Tra i miei preferiti in assoluto La donna di scorta e Mancarsi.

Natalia Ginzburg. In questo mondo dovremmo parlare di più di Natalia e dei suoi libri. Potrei consigliarvi il suo titolo più conosciuto e cioè Lessico famigliare, ma vi dico di andare anche oltre, perché tutta la sua produzione merita di essere letta: i miei libri del cuore? Caro Michele e La strada che va in città.

Libri che non possono mancare nella vostra libreria.

Mentre scrivo questo post sono seduta strategicamente accanto alla mia libreria, in modo da non lasciarmi sfuggire nessun titolo. Al tempo stesso mi rendo conto che i titoli Einaudi che vorrei dirvi di acquistare sono talmente tanti che rischiamo di finire tra qualche giorno, quindi se ne salterò qualcuno vogliatemi bene lo stesso.

Sulla fiducia vi direi di prendere L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio, Resto qui di Marco Balzano, Almarina di Valeria Parrella, Fedeltà di Marco Missiroli, La città dei vivi di Nicola Lagioia e La vita felice di Elena Varvello: sono i migliori titoli che la letteratura italiana ha conosciuto negli ultimi anni.

A questi aggiungerei L’animale femmina di Emanuela Canepa, Bianco è il colore del danno di Francesca Mannocchi, i due libri di Viola Ardone Il treno dei bambini e Oliva Denaro e i due di Ester Viola L’amore è eterno, finché non risponde e Gli spaiati e La libreria sulla collina di Alba Donati e La cucina inglese di Miss Eliza di Annabel Abbs sono due dei titoli che maggiormente di sono piaciuti in questi primi mesi del 2022.

Per chiudere, a random, un’altra sfilza di titoli. Le fedeltà invisibili di Delphine De Vigan, Il club degli uomini di Leonard Michaels, Nel cuore della notte di Marco Rossari, L’invenzione di noi due di Matteo Bussola, Donne difficili di Roxanne Gay, Trilogia della città di K di Agota Kristof e Così inizia il male di Javier Marias.

Per questi e altri consigli chiamatemi, rispondo anche dal fisso (e se volete regalarmi lo zainetto sappiate che lo accetto ben volentieri)

Un’estate in giallo | Tre libri da portare sotto l’ombrellone (ma non solo)

Non sono un’amante dei gialli e questa è cosa nota, ma è cosa nota anche che per alcuni autori faccio le dovute eccezioni. È il caso di Maurizio de Giovanni (sono una deGiovanners since il 2012 e me ne vanto quasi) di cui potrei leggere anche la lista della spesa o di Francesco Abate, autore che ho conosciuto in una veste differente dal giallo e siccome l’amore era ormai scattato mi sono sentita in dovere di proseguire.

Se siete lì per preparare la valigia e partire per le agognate vacanze oltre a dirvi beati voi di dico di riservare uno spazicino piccolino per uno di questi tre libri o perché no, per tutti e tre.

Maurizio de GiovanniUn volo per Sara (Rizzoli)

Con il personaggio di Sara Marozzi è nata una sorte di odi et amo. La chimica tra noi non è scattata, ma non nego che certe sue indagini le ho lette con vivo interesse come è capitato con l’ultimo libro approdato da qualche settimana in libreria. Un aereo turistico in volo verso la Sardegna cade nel mar Tirreno e il caso viene subito archiviato come incidente senza fare le dovute indagini. Andrea Catapano, collega ormai in pensione di Sara, riconosce nella voce di un passeggero l’identità di una persona che potrebbe essere collegata ad un caso di molti anni prima e questo costringe Sara, Andrea e Teresa a mettere su un’indagine parallela e cercare di scoprire quella verità che cercano da anni.

Francesco AbateIl complotto dei Calafati (Einaudi)

Con il personaggio creato da Francesco Abate, invece, è stato amore a prima vista, anzi, amore a prima pagina. Clara, la giornalista de l’Unione Sarda che lotta per imporsi come donna e come giornalista, questa volta sarà alle prese con quello che all’apparenza sembra un omicidio politico e con l’aiuto del suo fidato collega Ugo Fassberger e del giovane tenente dei carabinieri Rodolfo Saporito cercherà di fare luce anche su questo mistero. Non so voi, ma appena termino le indagini di Clara Simon subito mi assale la voglia di leggerne un’altra, quindi, speriamo di non dover attendere troppo per la prossima.

Christian FrascellaOmicidio per principianti (Einaudi)

Una bambina di sei anni scompare dalla sua scuola elementare. Il caso getta nel panico tutti gli abitanti di Barriera, Contrera compreso che si sente coinvolto nel caso più del solito, uno, perché sua nipote ha la stessa età e frequentava la scuola della bambina scomparsa e due, perché la bimba è la figlia di una sua vecchia fiamma. Vorrebbe concentrarsi al 100% sul caso se non fosse che nell’ordine, sua figlia lo detesta, la sua ex moglie aspetta un figlio, non voluto, da lui, il cognato lo vorrebbe fuori da casa sua e la tipa che frequentava da un po’ non lo vuole sentire neanche nominare. Credetemi, imparerete a volere bene a Contrera tanto da volerlo abbracciare e il minuto successivo prenderlo a schiaffi.  

Pride Month: consiglini librosi tema pride e dove trovarli

Anche quest’anno non potevo esimermi dall’appuntamento dedicato al Pride Month. Se vivete nelle caverne e non ne avete mai sentito parlare direi che è giunta l’ora di uscire fuori e iniziare ad informarvi, perché anche se il Pride celebra e rivendica i diritti della comunità LGBTQ+ siamo tutti chiamati a fare la nostra parte in quanto i diritti riguardano tutti e non c’entrano razza, etnia, orientamento sessuale e orientamento politico.

Sul perché sia stato scelto il mese di giugno vi rimando all’approfondimento più dettagliato dell’anno scorso dedicato al Pride, ma in breve è stato scelto giugno, perché in questo mese nel 1969 ci furono i moti di Stonewell a New York che diedero il via al movimento che conosciamo oggi.

Come celebrare al meglio il Pride Month se non attraverso una serie di letture? Diamo spazio ai consigli librosi.

  • Ninna nanna delle mosche di Alessio Arena (Fandango).

Alessio Arena ci racconta un’emozionante storia di emigrazione nell’Italia degli anni venti del Novecento con due protagonisti capaci di farvi luccicare gli occhi in più di un’occasione. Berto e Gregorio, infatti, si amano, ma siamo in un momento storico in cui un amore del genere non è accettato, motivo per cui Gregorio è costretto a salire su una nave che lo porta in Cile a lavorare come minatore, ma in cuor suo non dimenticherà mai Berto, destinatario delle sue numerose lettere che per motivi assurdi non gli arrivano mai. Fino al giorno in cui lo raggiungono e gli fanno decidere di mettersi in viaggio alla ricerca del suo unico amore.

  • Le nostre imperfezioni di Luca Trapanese (Salani)

Altro libro, altra storia struggente quella che ci racconta Luca Trapanese. Livio incontra l’amore della sua vita durante il cammino di Santiago. Pietro è colui che gli fa prendere la consapevolezza della sua identità, identità che negli anni ha sempre cercato di reprimere a sé stesso e nascondere agli altri. L’amore, quello vero, dona il coraggio che certe volte manca, ma non sarà l’unica sfida che i due saranno costretti a superare.

  • Queer. Una storia per immagini di Meg-John Barker e Jules Scheele (Fandango)

In questo fumetto non-fiction, l’attivista-accademico Meg John Barker e la fumettista Julia Scheele illuminano le storie del pensiero queer e dell’azione LGBTQ+. Un libro lucido, divertente, dedicato alle e ai più giovani che, nonostante o grazie al suo formato leggero, riesce a fornire chiarezza sui tanti significati, a volte contraddittori e ancora in evoluzione del termine queer.

  • Ancora una fermata di Casey McQuiston (Mondadori)

Una commedia romantica queer piena di humor e riferimenti alla cultura pop; August Landry ha ventitré anni e ha trascorso gli ultimi cinque spostandosi da una città all’altra. Troverà la famiglia che aveva sempre desiderato nel gruppo di stravaganti coinquilini e finalmente troverà un posto che potrà chiamare casa.

  • La notte scorsa al Telegraph Club di Malinda Lo (Mondadori) in uscita il 21 giugno

Segue le vicende di Lily Hu e Kathleen Miller, sotto l’insegna al neon di un locale per lesbiche nella Chinatown del 1954; l’America del 1954, però, non è un luogo sicuro per due ragazze che si amano, soprattutto a Chinatown.

  • Heartstopper di Alice Oseman (Mondadori)

I quattro volumi del grapich novel del momento che racconta la storia dell’amicizia di Nick e Charlie che vivono compongono qualcosa di grande, che parla a tutti noi di amore, amicizia, lealtà così come dei momenti difficili della vita.

Di libri letti a maggio (ma anche a giugno)| Bentornato chiacchiericcio libroso

Il mese del maggio dei libri si è concluso e finalmente posso tornare a blaterare dei miei amabili libri. In verità, stando dietro ai molteplici eventi di questo mese pazzerello, la lettura ne ha risentito e non ho letto quanto avrei voluto, ma diciamo che qualche risultato è stato portato a casa e quindi vediamo un po’ quali sono i libri che mi hanno fatto compagnia nel mese di maggio e in questi primi giorni di giugno.

Valeria Parrella- La fortuna (Feltrinelli)

A maggio è tornata una delle mie scrittrici del cuore, sua bellezza Valeria Parrella, con un libro che ci riporta indietro tempo e precisamente tra il 62 e il 79 d.C. anno in cui Pompei venne rasa al suolo da una delle eruzioni del Vesuvio. Prima di questa, Pompei era una cittadina come le altre e come nelle altre vivevano persone come Lucio, un ragazzino determinato a diventare capitano di una nave e poco importa se vede solo con un occhio, la determinazione è più forte di quella sventura che gli è capitata. La sua vita scorre tranquilla tra le giornate passate con gli amici e i viaggi a Roma alla scuola di retorica di Quintiliano.

Ci sono due modi di vivere: uno è avere sempre paura.

Valeria Parrella ci trascina nella storia con la esse maiuscola e ci ricorda che quel destino che crediamo scritto nelle stelle altro non è che il risultato di quelle scelte che prima di compiere ci fanno dannatamente paura, ma che al tempo stesso ci tengono in vita.

Lorenzo Marone- Le madri non dormono mai (Einaudi)

Altra voce nella casella scrittore del cuore e questa volta tocca a Lorenzo Marone, autore che ho sempre avuto modo di apprezzare in tutti i suoi lavori precedenti. In questo libro Marone decide di operare un taglio netto col passato e mettendo da parte la sua ironica malinconia ci parla di un argomento delicato come pochi, gli Icam, le strutture che ospitano le madri detenute insieme ai loro bambini durante il periodo di sconto della pena. Miriam e suo figlio Diego vengono da Napoli e per un periodo dovranno rimanere in questa struttura che sembra una casa, ma che una casa non è, perché non basta rendere un ambiente solo confortevole se alla finestra si lasciano le sbarre e se la sera le serrature sono chiuse a doppia mandata.

E quindi poco per volta conosciamo la storia di Miriam e delle altre detenute e dei piccoli che sono costretti a loro volta a scontare delle pene per colpa di chi in teoria avrebbe dovuto proteggerli.

Valerio Principessa- La casa del tè (Feltrinelli)

Gabriel ama le parole e il loro significato. Gabriel ama soprattutto quelle parole che in italiano non si possono tradurre ed è attratto da tutte le curiosità di questo mondo. Quando sua nonna muore va a vivere presso una casa affidataria gestita dalla signora Michiko che ospita altri ragazzi con storie spiacevoli alle spalle. C’è Greta che vive in simbiosi con il suo cellulare da cui non alza mai lo sguardo, c’è Chiara che ama le stelle, c’è Amina che non si stacca dal suo bambolotto e c’è Leo che è sempre carico a mille. La casa della signora Michiko è il giusto riparo per questi ragazzi che ne hanno già passate e quando un giorno lei decide di prendersi una paura saranno capaci di fare affidamento l’uno sull’altro. Esordi emozionanti e dove trovarli, delicato ed emozionante come solo le belle storie raccontate bene sanno esserlo.

Satoshi Yagisawa- I miei giorni alla libreria Morisaki (Feltrinelli)

Chi non ama le storie raccontate nelle librerie? Takako nel giro di poco si ritrova senza fidanzato e senza lavoro. L’alternativa sarebbe quella di piangersi addosso e per un po’ lo fa se non fosse che un giorno le arriva la telefonata di uno zio che non sente da qualcosa come dieci anni che le chiede di raggiungerlo nella sua libreria a Jinbōchō, Tōkyō, visto che qualche acciacco c’è e il suo aiuto sarebbe prezioso. La sua idea iniziale è quella di rifiutare gentilmente, ma tutto sommato si dice, perché no? provare non costa nulla e alla fine il suo è un impegno per qualche mese e poi parenti come prima. All’inizio le cose tra Takako e lo zio Satoru non vanno proprio benissimo, ma una volta messe da parte le reticenze da parte di entrambi non può che procedere a gonfie vele. Se siete alla ricerca di libri che scaldano il cuore questa è la storia che fa per voi. Se credete al potere dei libri, questa storia fa per voi. Se dopo aver letto questo libro cercherete un biglietto last-minute per il Giappone per visitare il quartiere con il più altro numero di librerie chiamatemi, rispondo anche dal fisso.

Il Maggio dei Libri 2022| Leggere per comprendere il passato: i libri che raccontano l’Italia

«Il giro del mondo in 80 libri» continua e l’approfondimento di oggi riguarderà i libri che meglio hanno saputo interpretare il passato del nostro Paese.

I libri che raccontano la storia dell’Italia sono molteplici e anche in questo caso in mio soccorso sono venute le mie amate saghe familiari. I leoni di Sicilia di Stefania Auci (Nord), La casa sull’argine di Daniela Raimondi (Nord) e Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia (Einaudi) hanno una struttura simile; tutti e tre i libri raccontano la storia di una famiglia di generazione in generazione e attraverso di essa veniamo a conoscenza anche dei fatti che caratterizzarono in nostro Paese a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento fino ai primissimi anni Duemila.

Se i tre libri appena citati si soffermano maggiormente sugli eventi storici del passato è grazie alla tetralogia di Elena Ferrante che possiamo avere una visione sulla società di quegli anni. L’amica geniale (Edizioni E/O) racconta la storia dell’amicizia di due ragazzine di un quartiere di Napoli a partire dai primi anni Cinquanta. La città, come il resto del Paese, si è messa alle spalle le macerie della seconda guerra mondiale e sta cercando di riprendersi economicamente. Anche se durante la guerra le donne avevano avuto un ruolo importante aiutando i combattenti e nel 1946 per la prima volte gli era stato concesso il voto, il ruolo della donna all’interno della famiglia era ancora quello di sottostare al capofamiglia e nei libri di Elena Ferrante questo è molto evidente.

Nella famiglia il loro ruolo era quello di prendersi cura dei figli e infatti sia nella famiglia di Elena che di Lila le madri erano casalinghe e i padri provvedevano al loro sostentamento e nel caso in cui una donna lavorava non svolgeva mai un ruolo al pari dell’uomo.

La storia di quegli anni quindi impatta sulla storia raccontata; è grazie al boom economico che i fratelli Solara si arricchiranno, è grazie alle proteste giovanili degli anni Sessanta che la coscienza civile di Elena si formerà ed è il quartiere e le classi sociali che la abitano a determinare la storia.

Se parliamo di Italia non possiamo non menzionare il folclore tipico della storia del nostro Paese e quindi Accabbadora di Michela Murgia (Einaudi) in cui racconta una storia ambientata in Sardegna dove ci sono queste figure, le accabbadore detentrici di sortilegi e capaci di fatture che hanno il compito di accompagnare alla morte le persone che soffrono.

Un aspetto inedito della storia del nostro Paese lo racconta Viola Ardone nel suo Il treno dei bambini (Einaudi) dove riporta una delle più grandi iniziative del Partito Comunista nell’immediato secondo dopoguerra. Gruppi di bambini del sud vennero mandati ospiti presso alcune famiglie del centro e nord Italia per permettersi di rimettersi fisicamente.

Per concludere questo breve viaggio attraverso i libri della nostra Italia non potevo non citare due maestri della letteratura che meglio hanno saputo raccontare i processi storici, politici e culturali del nostro Paese; Cesare Pavese e il suo La luna e i falò (Einaudi), dove emerge l’importanza del paese, della famiglia e delle radici e Natalia Ginzburg con Lessico Famigliare (Einaudi) la storia di una famiglia le cui vicende si intrecciano, anche, con l’età fascista, la seconda guerra mondiale e le attività politiche.

Il Maggio dei Libri 2022| Leggere per comprendere il presente: il fenomeno manga

Se parliamo di lettura non possiamo non tenere in considerazione il vero e proprio fenomeno degli ultimi anni che risponde al nome di manga. Se negli anni passati i manga erano considerati oggetti di nicchia conosciuti e letti solo da un ristretto gruppo di persone, nel post pandemia i manga hanno subito una crescita inarrestabile trascinando con sé anche l’aumento degli indici di lettura.

Dal 2021 le vendite di manga sono triplicate e i manga hanno iniziato pian piano ad occupare i posti nelle classifiche di lettura diventando un vero e proprio fenomeno che ancora non ha conosciuto battute d’arresto.

Per conoscere le origini dei manga bisogna fare un passo indietro nel tempo. In Oriente il predecessore del manga è senza dubbio l’emakimono un’opera di narrativa illustrata su dei rotoli di carta o seta, una tradizione che nasce in India e col tempo arriva in Giappone e Cina.

Nel 1600 si iniziò ad usare questo termine che indicava i disegni presenti sulle pareti dei templi. Tali disegni iniziarono ad attirare sempre più visitatori e per farli arrivare a quante più persone possibili si ebbe l’idea di ricrearli su delle tavolette di legno più pratiche da trasportare di città in città.

Rakuten Kitazawa fu il primo disegnatore ad utilizzare il termine manga nel 1905 che era l’unione degli ideogrammi man, cioè libero e ga, ossia immagine. Se all’inizio sulle pareti dei templi ad essere riprodotte erano maggiormente immagini sacre, col tempo i disegni diventarono sempre più liberi.

All’inizio i principali fruitori dei manga erano gli adulti, ma a partire dagli anni Sessanta il manga iniziò a catturare l’attenzione di un pubblico sempre più giovane ed eterogeneo determinando veri e propri generi. I Shoujo sono le storie rivolte a un pubblico femminile, mentre i Shounen sono per il pubblico maschile; i Seinen sono quelli che affrontano tematiche per persone più mature e Josei sono una sorta di sottogenere dedicato alle tematiche per donne mature. A determinare il successo delle serie dei manga sono le riviste su cui i manga vengono pubblicati, in quanto al loro interno si trovano delle cartoline dove i lettori possono esprimere in voto il loro gradimento.

 E quali sono i manga più venduti di sempre?

  1. One Piece è di gran lunga il manga di maggior successo di sempre con 480 milioni di copie vendute nel mondo. Eiichiro Oda ha iniziato questa serie nel 1997 e sta ancora pubblicando nuovi capitoli, anche se ha dichiarato che si aspetta che la serie finisca entro il 2025.
  2. Golgo 13, creato da Takao Saito, è sia il manga più antico che quello più longevo ancora in fase di pubblicazione. Con 300 milioni di copie vendute ha anche il maggior numero di volumi pubblicati: 201.
  3. Dragon Ball. I42 volumi pubblicati tra il 1984 e il 1995 e ha venduto oltre 260 milioni di copie dall’inizio.
  4. Naruto, nel mondo dei fumetti, è uno dei titoli più famosi al mondo. La serie si è conclusa nel 2014 e sono 250 i milioni di copie venute fino ad oggi.
  5. Detective Conan. Da quando è iniziato nel 1994, il detective Conan ha contato 99 volumi e ha venduto oltre 230 milioni di copie.

Il Maggio dei Libri 2022| Leggere per comprendere il passato: le saghe famigliari e il racconto storico

Le saghe famigliari sono la mia comfort-letteraria, i classici libri in cui mi rifugio quando cerco una lettura che so che difficilmente mi deluderà. I motivi della mia passione delle saghe famigliari sono molteplici, uno tra essi è il piacere di poter conoscere dei personaggi e vedere la propria evoluzione nel tempo. Un altro motivo è sicuramente il fatto di poter conoscere oltre alla storia della famiglia anche lo sfondo storico sociale e culturale del Paese in questione.

Se penso ai romanzi che più mi sono piaciuti negli ultimi anni, tutti hanno queste caratteristiche. Prendiamo ad esempio la Trilogia delle figlie del secolo di Carmen Korn (Fazi). Nei tre romanzi leggiamo la storia di queste quattro ragazze prima e donne poi sullo sfondo del Novecento in Germania, il secolo già di per sé complicato, nel Paese che probabilmente ha subito più evoluzioni di tutti: due guerre mondiali, l’ascesa di un partito totalitario, la divisione in due quando si pensava che tutto ormai era passato e la costruzione prima e l’abbattimento poi di un muro che è entrato nella storia.

Ed è proprio il Novecento ad essere il secolo che più ha fatto da sfondo nelle saghe dei libri che ho scelto per il filone Leggere per comprendere il passato legato al Maggio dei Libri di quest’anno che farò in collaborazione con la cartolibreria Il Girasole al paesello, perché come dicevo il Novecento è stato suo malgrado un secolo protagonista nel bene e nel male. Non solo le due guerre mondiali già citate, ma anche la rivoluzione russa, i regimi totalitari, la bomba atomica, la paura della guerra fredda e la grande depressione del ’29. Se giriamo la medaglia e decidiamo di guardare alle conquiste dei diritti civili il Novecento è stato il secolo delle madri dei desaparecidos in Plaza de Mayo nel 1977 a Buenos Aires, la fine della segregazione razziale nel 1964, il discorso di Martin Luther King nel 1963  davanti al Lincoln Memorial di Washington e i moti di Stonowall nel 1969 che hanno portato al riconoscimento dei diritti delle persone appartenenti alla comunità LGBT.

Tornando ai libri, il Novecento è stato raccontato e sviscerato in molteplici saghe famigliari e non solo. In Crescita selvaggia di Sheng Keyi (Fazi) e Nella terra dei peschi in fiore di Melissa Fu (Nord) seguiamo l’evoluzione della storia Cina nel momento in cui il suo millenario impero di sgretola, mentre in Quando le montagne cantano di Phan Que Mai Nguyen (Nord) è il Vietnam ad essere protagonista, un Paese diviso e segnato da carestie, guerre e rivoluzioni. E se ne La casa degli spiriti di Isabel Allende (Feltrinelli) le storie della tenuta delle Tre Marie si intrecciano con le violenze e gli orrori della guerra cilena che portò all’ascesa di Pinochet le due saghe made in Usa Furore e La valle dell’Eden di John Steinbeck (Bompiani) mettono in scena tutte le trasformazioni della società americana.

Storia, tanta storia. Sia quella che sembra più lontana da noi come il franchismo ne L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon (Mondadori), il nazismo in Storia di una ladra di libri Markus Zusak (Sperling & Kupfer) e ne Le assaggiatrici di Rosella Postorino (Feltrinelli), capace di svelare un lato di quel regime totalitario rimasto sconosciuto ai più per lungo tempo. E poi il salazarismo portoghese in Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi (Feltrinelli) la dittatura civile-militare dell’Argentina ne L’amore stregone di Roberto Arlt e di quella degli anni settanta in Uruguay raccontata in Piccolo grande Uruguay di Alicia Baladan, sia quella a noi più vicina come in Divorzio di velluto di Jana Karsaiova (Feltrinelli) nome che da riferimento alla separazione tra Repubblica Ceca e Slovacchia che portò alla costruzione di due Stati indipendenti e non più legati tra loro.